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Prove tecniche di dietrofront
Santa Chiara: il Comune si affida a un avvocato a supporto della destinazione del contributo al Teatro ma anche della “ricerca di fonti di investimento per realizzare il Polo Museale”. Chiesto un parere legale sul “fondamento dell'operazione”
Pubblicato il 09 gen 2016
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Ci sono argomenti per i quali, leggendo le carte che li riguardano, bisogna innanzitutto saper leggere tra le righe. Ovvero saper estrapolare lo stato delle cose da quello che le carte formalmente non scrivono.
E' il caso di una determinazione dirigenziale, firmata dal dirigente dell'Area Lavori Pubblici del Comune di Bassano del Grappa e pubblicata sull'albo pretorio online del Comune lo scorso 31 dicembre, relativa all'affidamento di un servizio legale all'avvocato Nicola Zampieri dello Studio Legale Associato VIS di Schio. L'affidamento in questione riguarda la vicenda del Polo Museale Santa Chiara: il progetto del complesso espositivo nell'area dell'ex caserma Cimberle Ferrari, da realizzare in due stralci esecutivi e con il primo stralcio già iniziato, a fronte di un contributo di 10 milioni di euro di Fondazione Cariverona stanziato e destinato allo scopo.
La posizione dell'Amministrazione comunale sul Polo Santa Chiara è arcinota.
Un rendering del progetto del Polo Museale Santa Chiara (fonte immagine: lageardarchitettura.it)
Come più volte riferito sulle pagine di questo portale, il sindaco Poletto e la sua maggioranza intendono disfarsi del complesso museale - che prevede la compresenza del museo civico di Storia Naturale e del museo privato della Fondazione Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar - se non affidandone totalmente la realizzazione e la gestione ai privati. Dirottando per contro il residuo finanziamento di Fondazione Cariverona, originariamente stanziato per il Santa Chiara, al progetto di un nuovo Teatro per la città.
Un percorso amministrativo che sindaco e maggioranza hanno sempre sostenuto e ribadito con granitica convinzione, bocciando anche in consiglio comunale - nella celebre votazione alle due di mattina - la proposta di delibera di indirizzo delle minoranze che chiedeva di “attivare, senza indugio, tutte le iniziative che si renderanno necessarie per la ripresa dei lavori di realizzazione del primo stralcio funzionale del Polo Museale Santa Chiara”.
Dicono tuttavia i soliti bene informati che un “uccellino” dell'ambiente forense abbia messo in guardia l'Amministrazione di Bassano del Grappa circa le possibili sgradite e onerose conseguenze dell'abbandono del progetto - peraltro già più volte segnalate dalle minoranze stesse - sotto il profilo dell'eventuale danno erariale, che, se riconosciuto dalla Corte dei Conti, dovrebbe essere pagato in solido da tutti i consiglieri comunali favorevoli alle delibere del filone “No Santa Chiara”.
Oltre 1 milione e 700mila euro già spesi dal Comune per la progettazione del Polo Museale e per i primi interventi del primo stralcio; contenziosi economici da centinaia di migliaia di euro con la ditta appaltatrice (stato finale dei lavori e riserve) e con le ditte in facoltà di proseguire i lavori (penali per mancati guadagni) in caso di blocco definitivo del cantiere; nuovo co-finanziamento dal bilancio comunale, stimato oggi in 1 milione e mezzo di euro, in caso di destinazione del contributo di Fondazione Cariverona al progetto del Teatro.
Sono solo alcune delle “voci di uscita” (“spreco di denaro pubblico”, secondo le opposizioni) che potrebbero finire, a seguito di un eventuale esposto, nel mirino della magistratura contabile.
Da qui la decisione, da parte dell'Amministrazione comunale, di affidarsi ad un avvocato per tutelarsi preventivamente dalle conseguenze di uno stop al cantiere, ma anche - udite udite - per tenere contemporaneamente aperta la prospettiva, fino ad oggi rispedita al mittente, della ripresa dei lavori.
L'atto dirigenziale ripercorre in sintesi le tappe che, dal 2005 al 2014, hanno accompagnato il lungo e travagliato cammino del Polo Museale: dall'avvio della prima gara per l'affidamento dell'incarico di progettazione fino al fallimento della ditta appaltatrice del primo stralcio dei lavori, che ha portato al blocco del cantiere a tutt'oggi mai più ripartito.
Dopodiché, nel documento del dirigente, arriva la frase fondamentale da leggere tra le righe: “Alla luce di quanto sopra premesso l'Amministrazione intende avvalersi di un qualificato supporto legale in merito alla possibilità di devolvere il finanziamento a un nuovo intervento e ricercare diverse fonti di investimento per realizzare il Polo Museale.”
Et voilà: per la prima volta, in questo mandato amministrativo e dopo il fallimento della ditta appaltatrice, un atto del Comune certifica che una diversa destinazione del contributo della Fondazione non esclude la prosecuzione del cantiere del Santa Chiara.
Segue nel testo un'altra specificazione del dirigente: “Tale prestazione legale è necessaria anche per supportare l'attività del Responsabile unico del procedimento incaricato alla realizzazione del Polo Museale Santa Chiara.”
Chiediamo direttamente lumi, a questo punto, al sindaco Riccardo Poletto.
“La nostra linea è sempre la stessa - ci dice il primo cittadino -. Ci sono due opzioni per l'ipotesi Teatro e dopo quelli della parrocchia per la Sala da Ponte stiamo attendendo i documenti per la proposta di vendita della proprietà del Teatro Astra, con relativa ipotesi progettuale. Come Amministrazione abbiamo chiesto un parere legale per avere maggiore sicurezza di andare avanti, o per capire se ci siano problemi.”
Chiediamo al sindaco se tra i “problemi” ci possa essere la prospettiva del danno erariale. “Potrebbe anche esserci - è la sua risposta -. Si tratta di un'operazione non semplicissima, per questo chiediamo un parere e una garanzia dal punto di vista legale.” Il parere legale è atteso entro la settimana prossima. E se per caso emergessero i “problemi”, ecco che la questione potrebbe aprirsi a nuovi e fino a ieri impensabili scenari. Parallelamente, la determina dirigenziale con l'incarico all'avvocato Zampieri apre un ombrello difensivo per tutti gli ulteriori sviluppi della vicenda amministrativa.
Poletto non si sbottona con Bassanonet circa la presunta volontà dell'Amministrazione di far ripartire il cantiere del Polo Museale Santa Chiara, così come riferita nei giorni scorsi da altri organi di informazione.
E smentisce la voce secondo la quale il complesso all'ex monastero potrebbe ospitare un futuro “museo di arte contemporanea”.
Ma sul Santa Chiara ci rilascia una dichiarazione che, come il testo della determina dirigenziale, va interpretata oltre le parole: “Non c'è nessun atto deliberativo. Finché non c'è un atto deliberativo, le porte sono aperte.”
Può anche darsi che il parere legale dica al Comune: “nessun problema, andate avanti”. Ma in ogni caso - espressa formalmente la volontà di ricercare fonti di investimento per realizzare il Polo Museale, qualora venisse realizzato anche il progetto del Teatro - sono in corso delle prove tecniche di dietrofront.
E già questa cosa, considerato tutto quanto detto e scritto nei mesi scorsi, ha del clamoroso.
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