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Scanner laser, rilievi 3D, tecnici-scoiattolo imbragati sulle campate: parte l'analisi del Ponte in vista del restauro. Sul quale il Comune lancerà un'azione di “marketing turistico culturale”. E la storia del restauro sarà esposta al Museo
Pubblicato il 16 set 2014
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“Dài, andiamo a Bassano a bere uno spritz e a vedere il restauro del Ponte degli Alpini.” Potrebbe essere questa, nel prossimo futuro, una frase di un ipotetico dialogo tra due visitatori di Bassano del Grappa, richiamati in riva al Brenta non solo dalle piacevoli usanze e dalla bellezza della nostra città, ma anche dall'opportunità di intraprendere un viaggio virtuale all'interno del grande restauro del suo monumento-simbolo.
Questa, almeno, è l'intenzione dell'Amministrazione comunale che si appresta, come annunciato lo scorso luglio, a far partire l'impegnativa macchina del consolidamento strutturale e restauro del malconcio manufatto palladiano. Dedicando all'intervento anche un'azione di “marketing” con la quale documentare ogni fase delle cure sull'illustre paziente per diffonderla all'attenzione del pubblico in punti informativi che saranno allestiti in centro storico e per consegnarla a futura memoria raccogliendo tutto il materiale - foto, video, multimedia, modelli 3D, software di simulazione eccetera - in una esposizione che sarà collocata “in un'ala del Museo civico”.
“L'idea è quella di accompagnare le fasi del restauro non solo come lavoro pubblico, ma anche come evento turistico culturale.” Lo afferma il vicesindaco e assessore alla Cura Urbana (nuova denominazione dei Lavori Pubblici) Roberto Campagnolo, incontrando la stampa alla vigilia della partenza ufficiale della ricognizione tecnica sul Ponte preliminare al progetto di restauro vero e proprio. Una approfondita analisi sul monumento - affidata alla società di ingegneria Foppoli Moretta e Associati di Tirano (Sondrio) per un importo di 13.400 € - che sarà condotta in due fasi.
Foto: archivio Bassanonet
La prima è in programma domani, mercoledì 17 settembre: saranno effettuati, tra le altre cose, il rilievo fotografico per la mappatura delle pareti interne ed esterne dell'edificio e il rilievo tridimensionale tramite laser scanner che consentirà di produrre il modello matematico 3D del Ponte Vecchio necessario per le successive simulazioni progettuali. Per l'occasione, il Ponte sarà chiuso al passaggio totale o parziale dei pedoni dalle ore 9 alle 12.
Il secondo e più “spettacolare” momento della ricognizione architettonica è invece in programma il 22, 23, 24 e 25 settembre prossimi: quattro giorni che vedranno in azione i tecnici-scoiattolo della società specializzata, imbragati ad apposite funi per compiere l'analisi visiva ravvicinata dello stato di conservazione delle strutture in legno e l'analisi strumentale del degrado strutturale degli elementi non ispezionabili visivamente, con l'utilizzo di un penetrometro (si chiama proprio così) dotato di un sottile ago in grado di individuare la presenza interna di crepe, lesioni e decomposizioni in base alle variazioni di densità del materiale analizzato.
Nel corso dei sondaggi i tecnici-acrobati registreranno le operazioni con speciali videocamere. Le immagini realizzate faranno parte della “storia” del restauro che sarà successivamente allestita per i visitatori della città.
“In questi quattro giorni - precisa Campagnolo - sarà effettuato lo scandaglio di tutto il Ponte nella parte fuori acqua. Saranno prelevati campioni e sarà aperto anche un tassello di 1 metro quadro sulla massicciata, per vedere cosa c'è sotto. I dati sugli elementi sotto acqua sono già disponibili grazie alle rilevazioni dei sub compiute ancora con l'Amministrazione Cimatti.”
Un'analisi a cui farà seguito la fase di diagnosi ovvero di elaborazione di tutti i dati raccolti, con la quale entrerà in campo il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell'Università di Padova, diretto dal prof. Claudio Modena, in base alla convenzione di incarico del Comune già autorizzata dal consiglio di facoltà e approvata nella seduta di oggi anche dalla giunta comunale.
L'intervento del dipartimento universitario avrà un costo per l'Amministrazione comunale di 39.411 €, quasi la metà dei quali destinata a finanziare una borsa di ricerca all'interno del progetto Master Erasmus Mundus.
“La borsa di ricerca - dichiara il vicesindaco - farà del Ponte un oggetto di studio internazionale, con la possibilità di organizzare dei convegni e altri vantaggi indiretti.”
Dal canto suo, lo staff del prof. Modena avrà diversi compiti da svolgere: tra cui ulteriori ispezioni visive relative al manufatto e alla condizione dei luoghi (regime idraulico e situazione geotecnica); l'esecuzione di indagini in sito e in laboratorio sia sui materiali che sul “comportamento strutturale” prima, durante e dopo gli interventi; la realizzazione di modelli numerici del Ponte per le analisi strutturali di tipo statico e sismico; le simulazioni, sugli stessi modelli matematici, di possibili soluzioni di intervento e la realizzazione e gestione per un anno di un sistema di monitoraggio automatico delle condizioni ambientali e del comportamento strutturale del monumento.
Un complesso e articolato “database” che fornirà tutti gli elementi necessari per la redazione del progetto di restauro vero e proprio, che l'Amministrazione conta di definire entro l'anno o a gennaio 2015 e per il quale conta di entrare in gara d'appalto a marzo 2015, per una fase esecutiva che sarà eseguita a stralci. Coinvolta, tra le collaborazioni strategiche dell'intervento, anche Federlegno. Si sta infatti valutando l'eventualità di restituire la sede stradale del manufatto al progetto originario del Palladio, rifacendola in legno: materiale più leggero dell'attuale struttura del piano di calpestio.
“E' un progetto che ha una flessibilità anche nella gestione - rimarca Campagnolo -. Non è un cantiere normale, ma è condizionato dal fiume. I lavori interesseranno una campata per volta, come imposto dal Genio Civile. Fino ad oggi l'approccio col monumento-simbolo della città si era sempre svolto a spot, grazie alla convenzione con l'Università di Padova noi iniziamo un approccio sistematico.”
Non è ancora possibile, al momento, precisare il costo complessivo del restauro. Tutto dipenderà dalle soluzioni tecniche che saranno decise dopo l'analisi e la diagnosi sul grande malato.
Una proiezione spannometrica, basata sui dati in possesso a tutt'oggi, prevede un costo di oltre 2 milioni di € di cui oltre 1,2 milioni per la sola messa in sicurezza delle fondazioni sott'acqua. 1 milione circa è già a disposizione del bilancio comunale (500mila euro già vincolati, 300mila euro da vincoli su oneri entranti e 200mila euro circa da donazioni), il resto dovrà essere reperito da risorse esterne. Campagnolo conferma che l'attività di fundraising è già in svolgimento e che si sono avuti diversi contatti con enti istituzionali e con privati interessati a contribuire alla causa. Mancando ancora tuttavia la cifra esatta dell'investimento complessivo, la questione è da definire.
E non manca il potenziale Babbo Natale: un facoltoso privato si è detto disponibile a finanziare l'intervento, ma a patto di essere lo sponsor unico dell'operazione. So già a chi state pensando, ma non è detto che sia lui.
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