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FLI: “La nostra è una destra moderna e riformista”
Presentati in città i candidati del Bassanese di Futuro e Libertà per l'Italia in corsa per la Camera. Il candidato e coordinatore regionale Giorgio Conte: “Abbiamo l'ambizione di rappresentare l'unica vera novità di queste elezioni”
Pubblicato il 31 gen 2013
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“Bersani questa mattina ha dichiarato: “I giornali di destra la smettano di fare i picchiatori”. Noi da quei giornali siamo stati picchiati duro per tre anni. Non è informazione, ma tifoseria. C'è qualcosa che non funziona nel meccanismo democratico.”
Parola di Giorgio Conte, coordinatore regionale di Futuro e Libertà per l'Italia, deputato uscente e nuovamente candidato alla Camera in entrambe le liste di FLI in corsa in Veneto 1 e Veneto 2 nell'ambito della coalizione con Scelta Civica di Monti e l'Udc.
L'on. Conte interviene a Bassano del Grappa, in Sala Tolio, per la conferenza stampa di presentazione dei candidati di Futuro e Libertà espressi dal territorio bassanese. Tutti in lizza per la Camera, anche se tra i presenti il solo Conte - collocato al n. 3 di lista, dietro al leader Gianfranco Fini e al coordinatore nazionale del partito Roberto Menia - può ambire nuovamente a un seggio parlamentare.
Da sinistra: i candidati di FLI alla Camera Kaoutar Badrane, Giorgio Conte, Stefano Giunta e Eros Parolin (foto Alessandro Tich)
Gli outsider Stefano Giunta, responsabile FLI del comprensorio bassanese (n. 11 di lista); Kaoutar Badrane, bassanese e italo-marocchina (n.15) ed Eros Parolin di Tezze sul Brenta (n.17) sono comunque in corsa per richiamare consensi sul territorio.
“FLI è un movimento che si inserisce nella proposta politica di centrodestra, ma in modo trasversale e oltre le logiche e gli steccati destra-sinistra - afferma Stefano Giunta -. Faremo campagna elettorale con i nostri gazebo, a partire dai Comuni - Bassano, Mussolente, Tezze, Cartigliano - dove Futuro e Libertà ha già messo radici. Siamo convinti che riusciremo a superare la soglia del 2%, abbiamo le carte in regola per farlo. Attorno a noi c'è stata moltissima disinformazione, e questo ha creato molti luoghi comuni. Noi siamo un movimento moderno che lancia proposte che richiedono tempo per essere capite.”
“A dispetto di chi ci dipinge o ci ha dipinto come un partito in difficoltà, non in termini di consenso ma di collaborazione col territorio - rivela il coordinatore regionale Conte -, informo con piacere che per la formazione delle liste eravamo in sovrabbondanza di candidati, diversamente da altri che hanno fatto fatica a mettere insieme le candidature di lista. Un particolare ringraziamento va a Nicola Giangregorio, che qui nel Bassanese aveva dato la propria disponibilità a candidarsi e che per effetto di equilibri territoriali non è entrato in lista. E' come se facesse parte della squadra.”
“Noi abbiamo l'ambizione di rappresentare l'unica vera novità di queste elezioni - continua il leader regionale dei finiani -. Se non ci fosse l'area montiana, ci troveremmo ancora una volta nello schema “Berlusconi contro i comunisti e comunisti contro Berlusconi”. Noi siamo la via d'uscita rispetto a questo schema che è stato un fallimento totale. Il centrodestra si presenta oggi al cospetto degli elettori con una miriade di contraddizioni. Il Pdl ha dato per un anno sostegno al governo Monti, votando 52 fiducie. La Lega di fiducie non ne ha votata nessuna. Oggi si presentano assieme, e non ho ancora visto una foto di Berlusconi assieme a Maroni. Probabilmente, a una domanda rivolta ad entrambi sul governo Monti, non saprebbero che risposta dare. A sinistra anche Bersani ha votato 52 fiducie e Vendola, che non era in parlamento, ha detto che non ne avrebbe votata nessuna. Cosa ne pensano adesso? Sono contraddizioni enormi.”
“La Lega ha formato un accordo col Pdl per trattenere il 75% delle risorse al Nord - aggiunge l'on. Conte -. Nessuno si chiede qual è il problema vero: e cioè “come” vengono spese le risorse trattenute al Nord. Le Regioni, e non il Parlamento, sono la fonte dello spreco pubblico più importante che c'è in Italia. La parola d'ordine della nostra campagna elettorale è: nessun libro dei sogni, ma credibilità e affidabilità di chi si esprime. Nel 2010, con lo strappo da Berlusconi e il famoso gesto del “dito alzato”, Fini ha rotto gli schemi, prendendosi una grandissima responsabilità. Se non ci fosse stato Fini nel 2010, oggi avremmo Berlusconi ancora a Palazzo Chigi.”
Giorgio Conte, un passato in Alleanza Nazionale come Stefano Giunta, coglie anche l'occasione per lanciare una frecciata sulla logica delle candidature nel Popolo della Libertà.
“Gli ex An - dichiara - sono stati epurati dalle liste del Pdl, come si può vedere scorrendo le liste del Pdl presentate in tutta Italia. In Veneto nel 2008 sono stati eletti 5 deputati ex An col Popolo della Libertà. Oggi in posizione eleggibile ce n'è uno solo, Alberto Giorgetti, che è il coordinatore regionale del partito e non potevano certo escluderlo. Su Fratelli d'Italia stendiamo un velo pietoso, è una nuova associazione dei cacciatori veneti. La nostra non è una destra nostalgica ma moderna, riformista, che guarda avanti, interpretata da Fini nella linea della destra europea. Per noi la politica vuol dire etica, legalità e merito. Valori che sono stati vilipesi dal Pdl.”
Una destra “moderna e riformista” al punto da porre tra i suoi target la questione del diritto di cittadinanza per le seconde generazioni di immigrati.
Un'istanza rappresentata da Kaoutar Badrane, detta Katia, avvocato-mamma-candidato che riassume in conferenza stampa le motivazioni che l'hanno spinta ad aderire e a correre con FLI, già spiegate nell'ampia intervista pubblicata ieri su Bassanonet.
C'è poi chi, semplicemente, si è messo in gioco con Futuro e Libertà “per trasparenza e pulizia”. E' il caso di Eros Parolin, con un ormai lontano e combattuto trascorso da segretario della Lega Nord di Tezze sul Brenta che il diretto interessato non rinnega, ma che fa parte del passato. Il presente, per Parolin, ha un sapore ben diverso: “Essere liberi è un concetto che non ha prezzo.”
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