Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 22-01-2013 20:02
in Politica | Visto 5.042 volte

La notte dell'Oscar

“Perché il Comune di Cassola ha concesso gratuitamente l'Auditorium Vivaldi al gruppo politico di Oscar Giannino?”. La questione emerge in un'interrogazione al sindaco Pasinato dei consiglieri Tessarolo e Petucco

La notte dell'Oscar

Silvia Pasinato e Oscar Giannino. L'opposizione chiede lumi sulla concessione a costo zero dell'Auditorium al Comitato "Fermare il Declino"

Perché tanta “benevolenza” nei confronti del gruppo politico di Oscar Giannino?
E' il senso, in estrema sintesi, di un'interrogazione rivolta al sindaco Silvia Pasinato per il prossimo consiglio comunale e protocollata al Comune di Cassola dai consiglieri Celestina Tessarolo e Giuseppe Petucco, del gruppo di minoranza “Cassola Democratica e dei Valori”.
Oggetto dell'interrogazione, la concessione gratuita dell'Auditorium Comunale “Vivaldi” al Comitato Fermare il Declino, in occasione della serata di presentazione del movimento “Fermare il Declino” dello scorso 28 novembre, che ha visto l'intervento del co-fondatore e leader della nuova formazione politica Oscar Giannino.
I due consiglieri comunali si dichiarano “sorpresi dal fatto che, contrariamente alla prassi, per la quale quando i richiedenti sono gruppi di ispirazione politica, è loro richiesto il pagamento per l'utilizzo dei locali, in questo caso non è stato chiesto il pagamento di quanto dovuto al Comune”.
“Il Comitato richiedente - si legge nel documento - ha motivato la richiesta dichiarando di voler organizzare una conferenza su argomenti economici, da tenersi nella serata del 28 novembre, da parte del giornalista Oscar Giannino.”
“Ella obietterà - aggiungono Tessarolo e Petucco nell'interrogazione al sindaco - che al momento della richiesta il movimento di Giannino non si era ancora costituito come partito. Questo è vero, ma c'erano tutte le premesse perché ciò avvenisse. Possibile che solo a Lei siano sfuggite? O forse, vista la Sua disponibilità a scendere in politica, ad ampio raggio, non si sarà dimostrata generosa con il gruppo nascente al fine di una certa qual “captatio benevolentiae”?”.
La questione - così come viene posta dai due esponenti di opposizione - rischia di aggiungere un nuovo capitolo al recente e movimentato feuilleton sulle strategie politiche del sindaco Pasinato in vista della sua candidatura alle elezioni al Parlamento, che alla fine è sfumata.
Sarà il sindaco, in sede di consiglio comunale, a fornire l'opportuna risposta.
Va solo detto - a onor di cronaca, e in merito al passaggio di Oscar Giannino da soggetto “economico” a soggetto “politico” - che il Comitato “Fermare il Declino” si era presentato ufficialmente a Bassano del Grappa lo scorso 24 novembre (notizie.bassanonet.it/politica/12055.html) già in forma di progetto politico, con referenti locali e iscritti.
Nella conferenza stampa di presentazione i rappresentanti bassanesi del movimento avevano anche dato l'annuncio dell'incontro pubblico del 28 novembre all'Auditorium Vivaldi, con l'intervento di Giannino e la presentazione “dei 10 “punti cardinali” del Manifesto contro il declino del nostro Paese”, successivamente trasformati nelle 10 proposte del programma elettorale di “Fare per Fermare il Declino”.
Ma non è tutto: nell'interrogazione al sindaco Tessarolo e Petucco definiscono “ancora più sorprendente” il punto n. 2 della delibera di concessione dell'Auditorium, in cui si dice “di stabilire fin d'ora che se tale Comitato desidera pagare la tariffa prevista per l'uso della struttura non in esenzione, la somma prevista andrà versata, a titolo di liberalità, a favore della Caritas di San Giuseppe”.
I due consiglieri di opposizione chiedono pertanto al sindaco Pasinato “per quale motivo al Comitato di Oscar Giannino non è stato fatto pagare il contributo come previsto per tutti gli altri gruppi politici” e “se non le sembra piuttosto inusuale che una Amministrazione inviti a versare un contributo ad una Associazione benefica, ma senza alcun obbligo, come atto di liberalità”.
“Non sarebbe stato più giusto - aggiungono - far pagare il contributo dovuto e, una volta introitato l'importo, questo venisse destinato direttamente dall'Amministrazione alla Caritas di San Giuseppe?”.

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