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Ore 10, lezione di vita
L'Italia che funziona: gli studenti di due classi della scuola media “Tomaso Albinoni” di Caselle di Selvazzano (Pd) protagonisti nelle vacanze di Natale di un'azione di solidarietà per i lavoratori del presidio ex Lametal di Oliero
Pubblicato il 07 gen 2014
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“La scuola che funziona c'è, solo che non fa rumore.”
Parola di Nicola Zavattiero, docente della scuola media “Tomaso Albinoni” di Caselle di Selvazzano, alle porte di Padova. Ci sono ancora degli insegnanti che concepiscono il loro lavoro come un'autentica missione, cercando di educare i loro alunni a comportamenti e valori che vanno ben oltre le nozioni da imparare sui libri. E Zavattiero - alla luce concreta dei fatti - è uno di quelli. Grande estimatore e conoscitore della Valbrenta, il “prof” padovano porta una volta all'anno i suoi studenti di terza media a provare l'emozione di una discesa in rafting sul Brenta, grazie all'amicizia consolidata negli anni con Ivan Pontarollo, ex campione di canoa slalom e oggi imprenditore in campo turistico e sportivo. Ora che siamo in pieno inverno, non è ancora il momento di salire sul gommone. Ma i ragazzi di Caselle di Selvazzano, assieme alle loro famiglie - e nel pieno periodo delle vacanze natalizie - sono stati comunque protagonisti di un'impresa degna di nota.
L'idea è nata a seguito del pranzo di Natale offerto da Ivan Pontarollo lo scorso 21 dicembre a Camposampiero per i 25 anni di attività dell'Ivan Team, con una lotteria di solidarietà il cui ricavato è stato devoluto la sera stessa alle maestranze della ex Lametal di Oliero, oggi Gruppo Giona, in stato di agitazione dopo la decisione della proprietà di chiudere di fatto lo stabilimento e in presidio permanente davanti all'azienda.
La delegazione della scuola di Caselle di Selvazzano durante l'incontro coi lavoratori della ex Lametal a Oliero (foto Alessandro Tich)
Tra gli ospiti di quell'incontro conviviale c'era anche il prof. Zavattiero. Il quale - “illuminato” dall'esperienza appena vissuta - ha ben pensato, al suo rientro a casa, di mandare una email ai suoi studenti delle classi 2°F e 3° F informandoli della difficile situazione in corso alla ex Lametal e chiedendo ai ragazzi di lanciare delle idee per organizzare a loro volta un'azione di solidarietà nei confronti dei 35 lavoratori del presidio di Oliero.
Detto, fatto: gli studenti delle due classi - organizzati in una chat di gruppo WhatsApp e attraverso gli altri consueti canali dei social network - hanno immediatamente attivato una discussione per affrontare le motivazioni morali e i dettagli pratici dell'operazione che, finalizzata a dare un po' di conforto a delle persone che dallo scorso agosto non vedono i loro stipendi, li ha messi di fronte alla dura realtà del mondo degli adulti.
“Qualche ragazzo - ha rivelato il docente - si è anche chiesto: ma non andiamo ad umiliare questi lavoratori? Gli studenti poi hanno capito che abbiamo semplicemente “adottato” delle persone. Dico grazie a loro e ai loro genitori per aver compreso lo spirito di questa iniziativa.”
Il risultato di quella email trasmessa prima di Natale si è concretizzato sabato scorso, 4 gennaio, alle ore 10 di una grigia e fredda mattinata bagnata dalla pioggia insistente. Un tempo da lupi che non ha impedito a tre macchine provenienti da Caselle di Selvazzano di raggiungere puntualmente il presidio di Oliero per consegnare ai lavoratori quanto raccolto dagli studenti nei giorni di festa. Dolciumi, cioccolata, pasta, bevande, detersivi, 30 litri di latte e quant'altro: in gran parte viveri, comprati al supermercato o tolti dai cesti di Natale, contenuti in scatoloni rigorosamente anonimi. Un ragazzo ha anche messo dentro una busta “con dei soldini della famiglia”.
La media “Tomaso Albinoni” era rappresentata, nell'occasione, dal prof. Zavattiero, da un gruppo di genitori e da due studenti, a nome di tutti i loro compagni di classe: Alberto Darfa (3° F) e Alice Broccardo (2° F), quest'ultima giunta in Vallata col fratellino Luca, orgoglioso rappresentante della scuola elementare “Benedetto Marcello” di Caselle di Selvazzano che si è aggiunta all'azione di solidarietà.
La delegazione padovana è stata accolta dai lavoratori nel container, attiguo ai cancelli dello stabilimento, che ospita il presidio della ex Lametal oltre alla piccola tenda allestita dalle maestranze ormai due mesi fa. Con un piccolo buffet di benvenuto per gli ospiti, due file di persone pigiate in pochi metri (compresi il sindaco di Valstagna Angelo Moro, il sempre presente Ivan Pontarollo e i rappresentanti della stampa) e tanta cordialità.
Quasi un momento di relax, nonostante il maltempo, per i dipendenti dell'azienda che da novembre presidiano lo stabilimento 24 ore su 24 - con due persone a turno ogni 6 ore -, che formalmente non sono stati licenziati ma che non dispongono neppure dello stato di mobilità. Un “limbo” indefinito che ha bloccato da mesi il pagamento degli stipendi e che le trattative tra sindacato e proprietà non hanno ancora risolto dopo la decisione del Gruppo Giona di trasferire i macchinari di Oliero nella filiale di S. Maria di Zevio (Vr) per continuare in quella sede la produzione di scaldacqua elettrici.
“Sarà una lotta dura, negli ultimi due mesi non c'è stata voglia di risolvere la vertenza - ha detto, incontrando gli ospiti, Giovanni Scremin, magazziniere della fabbrica e portavoce del presidio -. Vedremo ora quale sarà la situazione, a Zevio hanno elargito una quota di stipendi di 1200 euro mentre qui a Oliero hanno dato 400 euro ai primi di dicembre, e non a tutti. Non ci è stata data la cassa integrazione ordinaria, la proprietà non ha firmato l'atto, ufficialmente per un errore di ortografia. L'imprenditore non dà risposte e non ha ancora presentato un piano di rientro degli stipendi. E' una mancanza di rispetto per chi, fino a fine ottobre, ha lavorato all'interno dell'azienda.”
“Fino ad oggi - ha aggiunto Scremin - non abbiamo ostacolato Verona, dove si sta producendo per l'ordinativo di un importante cliente dalla Svizzera. Ma chiediamo almeno la cassa integrazione ordinaria, e il sindacato non ci dà garanzia. Siamo in balia di noi stessi, dopo l'Epifania decideremo cosa fare. Non escludiamo il blocco della produzione di Verona.”
Durante tutto l'incontro ai due lati del tavolo del container, e prima della gradita e festosa consegna dei beni raccolti dall'azione di solidarietà, le giovani orecchie di Alberto, Alice e Luca hanno ascoltato con grande attenzione - quasi si trovassero sui banchi di scuola - i discorsi degli adulti sui loro problemi.
Ore 10, lezione di vita: una materia che non si impara sui libri, ma che si apprende sul campo con l'esperienza di tutti i giorni. Anche in una grigia mattina di gennaio nella Valle del Brenta, battuta dalla pioggia.
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