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Privato del Museo
La direttrice Casarin motiva il rifiuto ad esporre al Museo Civico l'”Adorazione dei Magi” di Jacopo Bassano: “Per regola non prendiamo più comodati dai privati, per non incentivare la richiesta di esposizioni per il curriculum delle opere”
Pubblicato il 07 gen 2019
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Tra la filiale bassanese di Banca Mediolanum in piazzale Trento e il Museo Civico intercorre una distanza di circa 200 metri. Un tratto che si percorre in pochissimo tempo, senza necessariamente avere la falcata di Pietro Mennea. Eppure, in queste ore, Banca e Museo sembrano distanti un anno luce. Così vicini, così lontani.
A causare una simile dilatazione nello spazio e nel tempo è il dipinto “L'Adorazione dei Magi”, attribuito a Jacopo Bassano dal prof. Alessandro Ballarin, di cui mi sono occupato nell'articolo precedente. Come già riferito in quella sede, fino alle 19 di oggi il quadro, inedito e di proprietà di un collezionista privato della zona, è eccezionalmente esposto per la prima volta al pubblico nella sede dell'istituto di credito, dopo altre due affollate giornate di esposizione nelle giornate di sabato e di ieri, domenica di Epifania.
Un evento reso possibile grazie all'organizzazione del family banker di Mediolanum Marcello Zannoni, dopo che lo stesso, venendo incontro ai desideri del collezionista, il mese scorso ha inutilmente tentato di proporre l'esposizione temporanea del dipinto al Museo Civico, secondo la formula del comodato gratuito, ottenendo una risposta negativa da parte della direttrice Chiara Casarin. Nell'articolo in questione ho già riportato, come riferitomi da Zannoni, che la direzione museale ha giustificato il diniego con il fatto che “i Musei civici non accettano più comodati espositivi di questo tipo per vari motivi, non ultimi gli onerosi costi assicurativi”. In realtà avrei dovuto spiegarmi meglio ed essere più esplicito: i Musei Civici di Bassano, cioè, non accettano più comodati espositivi da parte dei privati, indipendentemente dall'opera proposta.
Jacopo Bassano, 'Adorazione dei Magi', olio su tavola, circa 1555 (particolare). Foto Alessandro Tich
Lo conferma a Bassanonet la direttrice dei Musei Civici Chiara Casarin, la quale rimarca che nell'incontro avuto con Zannoni “non ha mai parlato di assicurazioni” e che i costi delle assicurazioni “sono comunque contenuti”.
“Il problema - afferma la Casarin - è che quel dipinto mi è stato presentato un mese fa. Un museo serio deve avere una programmazione annuale e fare un progetto serio, con un piano organizzativo e di comunicazione che non può essere sviluppato in pochi giorni.”
“Il secondo problema - continua la direttrice - è che per regola noi non prendiamo più in comodato opere da privati, per non incentivare la richiesta agli istituti pubblici di esposizioni per il curriculum delle opere.”
Chiedo alla direttrice di spiegare meglio questo punto.
“Le opere di proprietà privata - risponde - hanno un curriculum, una cronologia. Anche quando - e non è questo il caso - un'opera è di dubbia autenticità, i proprietari in buona fede possono chiedere di esporlo. Se un dipinto viene esposto in un museo, viene legittimata la sua importanza, il suo rilievo storico-artistico.”
“Il problema - aggiunge - è che il Museo di Bassano riceve regolarmente richieste di comodati di opere del Bassano. Tra Jacopo, scuola e famiglia le opere nelle collezioni private sono numerosissime. O dobbiamo soddisfarle tutte, oppure stabilire che non si prendono opere in comodato da privati, a prescindere dalla bontà dell'opera. È una regola, condivisa anche da molti altri musei. I comodati oramai si fanno solamente tra musei e istituzioni pubbliche.” “Ho proposto a Zannoni - dichiara ancora la direttrice - di proporre il dipinto in comodato ad un altro museo, e io lo avrei richiesto in comodato dall'altro museo. L'ho anche invitato a ripensarci per il prossimo anno ma lui ha deciso di procedere e di fare così, è stata una sua scelta.”
Dal canto suo, Zannoni invece rimarca che quello della dott.ssa Casarin è stato un “no” senza appello e senza richiesta di ripensarci ancora, ribadisce che nel corso dell'incontro la direttrice ha parlato anche di costi assicurativi e nega di aver parlato di “tempi stretti” per l'esposizione del dipinto al Museo. Conferma inoltre che la direzione museale gli ha spiegato che i comodati dai privati non vengono più accettati, diversamente dalle direzioni precedenti, e che l'unica soluzione alternativa sarebbe stata quella di proporre il prestito gratuito dell'”Adorazione dei Magi” a qualche altro museo pubblico, per poi attendere la richiesta di comodato da parte dei Musei Civici di Bassano. Ma visti i presupposti, e i tempi tecnici di una simile procedura, ha tagliato la testa al toro decidendo per la soluzione alternativa dell'esposizione pubblica del dipinto, nei tre soli giorni attorno all'Epifania, nella sede della sua filiale bancaria.
Ma questi, oramai, sono dettagli. Qualunque sia il rovescio della medaglia sotto il profilo della verità dei fatti, la notizia certa e incontrovertibile è che il Museo Civico ha rifiutato la proposta di esposizione temporanea dell'olio su tavola di Jacopo Bassano, spiegando anche il perché. Avrebbe potuto essere una piccola festa per la città. E l'Epifania, anche e soprattutto in questo caso, tutte le feste si porta via.
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