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Semaforo verde per le "Unioni Montane"

La Regione Veneto approva il disegno di legge per la loro istituzione. Sostituiranno le Comunità Montane e gestiranno in forma associata le funzioni dei Comuni aderenti. In Vallata si va verso l'Unione Montana del Brenta

Pubblicato il 08-02-2012
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La giunta regionale del Veneto, con voto unanime, ha dato il via libera al disegno di legge “Istituzione e disciplina delle Unioni Montane”.
Il provvedimento prevede l'istituzione, e la conseguente regolamentazione, di un nuovo soggetto giuridico: le Unioni Montane di Comuni (Unioni Montane) che si sostituiranno - in una logica di continuità istituzionale e di presidio territoriale - alle attuali Comunità Montane.
La novità interessa direttamente anche il nostro territorio, dove la Comunità Montana del Brenta e le due Unioni dei Comuni della Valbrenta confluiranno nell'Unione Montana del Brenta, dando vita a una nuova forma di gestione associata dei servizi comunali per tutto il territorio di riferimento.

Una veduta di Rivalta di San Nazario (foto Alessandro Tich). La novità delle Unioni Montane interessa anche la Valbrenta

Il nuovo ente, come tutte le Unioni Montane, sarà costituito da un'Assemblea dei sindaci, costituita dai primi cittadini dei Comuni appartenenti all'Unione, da un presidente eletto dall'Assemblea, da una giunta dell'Unione e da un revisore.
Secondo quanto già sostenuto dal presidente della Comunità Montana del Brenta Luca Ferazzoli, sindaco di Cismon del Grappa, la nuova Unione comporterà “un riordino dei servizi, oggi mal distribuiti e di difficile fruizione, che saranno riorganizzati rispetto alle esigenze dell'intera vallata.”
Polizia locale, viabilità e infrastrutture, scuola, sociale, gestione del territorio: sono diverse le funzioni che saranno accorpate dalla nuova entità amministrativa, secondo uno statuto che dovrà essere approvato all'unanimità dall'Assemblea.
La novità prevederà un difficile passaggio di riorganizzazione di tutti gli attuali uffici comunali: ma dopo il “semaforo verde” della Regione, la strada dell'aggregazione tra gli enti locali della Vallata sembra ormai definitivamente segnata.
Sul piano generale, come ha sottolineato oggi l'assessore regionale allo sviluppo montano Marino Finozzi, le nuove Unioni Montane “rappresentano una sfida importante per la modernizzazione della montagna veneta, in un periodo di forti trasformazioni e contrazioni economiche”.
Lo stesso assessore ha quindi replicato ad alcune osservazioni apparse sulla stampa, secondo le quali con l'istituzione dei nuovi enti si sarebbe provveduto solamente “a cambiare nome” alle Comunità Montane.
“Rispetto alla normativa vigente - ha rimarcato Finozzi - la nostra proposta marca una netta evoluzione del ruolo e delle funzioni di tali enti, quali erogatori di servizi a carattere collettivo. Abbiamo fortemente voluto un ruolo rafforzato per il governo e lo sviluppo del territorio montano basato su due pilastri portanti: le funzioni basilari di pubblico interesse per la tutela economico-sociale ed ambientale del territorio montano, e la gestione in forma associata delle principali funzioni e servizi fondamentali dei Comuni che ne fanno parte”.
“La prossima e urgente tappa nel processo di creazione delle sinergie istituzionali per la migliore gestione dei servizi a favore degli abitanti delle aree di montagna - ha ancora affermato l'assessore regionale - sarà il coordinamento di questa nuova proposta normativa con quella già presentata sulle aggregazioni dei Comuni, in modo che non vi siano sfasamenti di alcun tipo. Di certo l’obiettivo è ben chiaro: individuare modalità di realizzazione di servizi comuni che siano più rispondenti alle esigenze delle comunità locali, ottimizzando la spesa.”

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