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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Il "Tich" nervoso

La museruola griffata

L'evoluzione della specie nei dispositivi di protezione individuale: la mascherina trendy come accessorio di moda

Pubblicato il 01-07-2020
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Questa poi. Dopo lo tsunami Covid-19 non dovrei sorprendermi più di niente, ma c'è sempre l'eccezione alla regola. Perché siamo in Italia, il Paese della creatività.
Succede che sulle vetrine di un noto negozio di abbigliamento del centro storico di Bassano, in mezzo alle maglie, alle polo e alle camicie, sono esposte in bella mostra le mascherine firmate. Già: proprio le museruole che ancora oggi dobbiamo indossare soprattutto in ambienti chiusi come bar e uffici, dopo aver ovviamente provveduto anche all'igienizzazione delle mani. Con la differenza che, invece delle normali mascherine “chirurgiche” solitamente bianche o azzurre che anonimamente ci coprono bocca e naso, quelle esposte sono fantasiose, multicolori e soprattutto molto trendy.
Ciascuna è caratterizzata da un motivo che invita alla scelta a seconda dei gusti e delle preferenze: floreale, scozzese, a quadrettini, a pois, a stelle e strisce e via mostrando. E con il “marchio” bene in vista, per far capire agli altri portatori di dispositivi di protezione individuale che non si tratta di mascherine qualsiasi.

Foto Alessandro Tich

Eccoci qua, dunque. Siamo arrivati al punto di trasformare la mascherina in accessorio di moda. Una specie di fazzoletto a portata di viso da abbinare al colore o ai disegni della maglietta o dei pantaloni. Come la bandana delle mode che furono, solo che questa volta il complemento di stoffa interessa un'altra parte della nostra capoccia.
Si tratta di un inequivocabile segno dei tempi, dal momento che uno dei settori commerciali usciti maggiormente bastonati dall'emergenza coronavirus è stato proprio quello dell'abbigliamento, che già nei mesi di lockdown ha portato diverse aziende del tessile a convertire le linee di produzione in catene di montaggio di mascherine, vista la carenza di tali dispositivi in piena emergenza sanitaria. Poi sono arrivate le produzioni di mascherine “artigianali”, sempre più ispirate a motivi di fantasia, rivolte anche al target - su cui in questa sede non mi esprimo - dei bambini.
Qui siamo però allo stadio superiore del fenomeno, ovvero all'evoluzione della specie: quello della mascherina griffata. Un optional più che un oggetto di necessità, visto che comunque moltissimi di noi si limitano a farla penzolare da un orecchio o a tenerla in deposito, pronta all'uso, sotto il mento. E quasi quasi me ne compro una anch'io.
Posseggo infatti una cravatta scozzese che si abbinerebbe perfettamente a una delle mascherine esposte in vetrina, con le stesse tinte e gli stessi riquadri. Potrei così fondare un nuovo clan scozzese: quello dei Mac Chestorie.

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