Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 23-10-2012 22:31
in Politica | Visto 3.041 volte
 

L'insieme fa la forza

Il movimento “Forza Insieme”, nato a Bassano su impulso dell'imprenditore Simone Furlan, si allarga al resto d'Italia e pensa già alle elezioni 2013. L'annuncio a Padova, con l'intervento del leader di “Io amo l'Italia” Magdi Cristiano Allam

L'insieme fa la forza

Prove tecniche di alleanza: il presidente di "Io amo l'Italia" Magdi Cristiano Allam e il presidente di "Forza Insieme" Simone Furlan (foto Alessandro Tich)

“Un obiettivo non è nient'altro che un sogno con una data di scadenza”.
Il sogno è la possibilità di concorrere, chiedendo il proprio consenso ai cittadini, al rinnovamento del Paese.
E la data di scadenza? In realtà le date sono tre, e ben circostanziate: le elezioni politiche 2013, le amministrative 2014 (con la corsa nei più importanti Comuni del Veneto, tra cui Padova e Bassano del Grappa) e le regionali 2015.
Parola di Simone Furlan, giovane imprenditore nel ramo alberghiero, con un'importante attività inaugurata da meno di un anno a Bassano del Grappa, che fino a sette mesi fa non avrebbe mai pensato di trovarsi al comando di una nave in rotta verso i prossimi scenari della politica veneta e nazionale.
Poi - come racconta - una sera gli è capitato di essere invitato a un dibattito televisivo e di trovarsi circondato, come unico imprenditore, da sindaci e politici impegnati a lamentarsi, senza proporre sbocchi o soluzioni, nella solita tiritera sulle cose che non funzionano in Italia e di cui la classe politica, peraltro, è corresponsabile. Finché il messaggino di un telespettatore, trasmesso in onda, non gli ha messo una pulce nell'orecchio: “Furlan perché non ti metti tu in politica?”.
E' iniziata così, praticamente per caso, l'avventura di “Forza Insieme”: l'associazione culturale - poi diventata movimento politico - fondata da Furlan e da un piccolo gruppo di amici che ne condividevano i princìpi, che dal nucleo primogenito sviluppatosi tra Bassano del Grappa e il Padovano ha cominciato a espandersi sulla Rete e soprattutto su twitter favorendo la costituzione di gruppi autonomi di adesione nel resto d'Italia.
Ora “Forza Insieme” (www.forzainsieme.it/) rappresenta di fatto una nuova realtà - in fase di avanzata formazione - del centrodestra italiano, nell'ambito del quale i suoi promotori si riconoscono, benché si dichiarino sin dagli inizi “estranei ai partiti e alle etichette di qualsiasi sorta”.
Il presidente Furlan non nasconde di “voler recuperare lo spirito innovativo messo in campo da Berlusconi nel 1994, ma partendo dal basso, operando tra la gente e facendo proprie le necessità dei singoli territori.” E anche alcuni temi cari all'elettorato di centrodestra - la sicurezza, e il controllo degli eccessi di una certa immigrazione in primis - fanno parte dei punti fermi dell'agenda del programma politico in progress.
Quello che cambia, invece, è il modo di rapportarsi al sistema di potere - con le sue indecenze, le sue devianze e i suoi scandali -, di cui anche i partiti storici del centrodestra hanno fatto pienamente parte: da qui lo slogan “Noi No”, stampato sulle magliette che i promotori di “Forza Insieme” indossano all'incontro pubblico, convocato all'Hotel B4 di Padova, che ufficializza il progetto elettorale “del primo movimento del centrodestra sano e senza tessere”.
Assieme al vicepresidente di “Forza Insieme”, l'avvocato penalista padovano Salvatore Frattallone, Furlan spiega alla platea il significato dei tre valori fondanti della nuova formazione politica - merito, legalità, compromessi zero - attorno ai quali saranno costruiti i programmi elettorali: “Diciamo “no” al regime di cattività imposto dai partiti. La libertà deve scorrere serena, rappresentata da persone pulite. Chi è indagato per corruzione o collusione non deve sedere in parlamento.”
E in vista delle elezioni politiche 2013, che sono ormai dietro l'angolo, “Forza Insieme” ritiene prioritario “far dialogare tutte le forze sane”.
Ed è in questo “invito al dialogo” che si inserisce l'intervento, all'incontro di Padova, di Magdi Cristiano Allam: il celebre giornalista - e oggi europarlamentare indipendente -, fondatore e presidente del movimento “Io amo l'Italia”, con il quale il movimento di Furlan dichiara un'ampia convergenza di vedute sui problemi nazionali ed internazionali.
Garbato, come sempre, nei toni ma drastico e inflessibile nei giudizi, Allam mette i suoi puntini sulle “i” sugli aspetti cruciali del tunnel, senza apparente via d'uscita, che il Paese sta ancora attraversando.
“Oggi siamo chiamati a dare un senso e una risposta chiara a questa crisi dei valori - esordisce l'atteso ospite, rivolgendosi al pubblico padovano -. Abbiamo perso la certezza di chi siamo, i riferimenti della nostra fede, delle nostre radici, dei valori non negoziabili, delle regole della convivenza e dell'orgoglio della nostra civiltà. Abbiamo davanti due sfide: la finanza e l'economia internazionale e i valori della civiltà che ci rappresenta, e sono le due facce della stessa medaglia.”
“Nel 2008 - evidenzia Allam -, il crack della Lehman Brothers, mosso dai titoli derivati della speculazione sul denaro virtuale, ha generato un tracollo finanziario 12 volte superiore al PIL mondiale, e una guerra di distruzione interiore delle persone, private di dignità e libertà, trasformando il ceto medio in ceto non abbiente. Chi ha perpetrato questo crimine finanziario sono quelli che hanno la pretesa di governarci.”
Il riferimento - esplicito - è al premier Mario Monti, già “membro del gruppo dirigente di Goldman Sachs, dell'agenzia di rating Moody's e di altri salotti buoni della finanza internazionale come il Gruppo Bilderberg e la Commissione Trilaterale, gruppo di interesse di cui è stato presidente europeo.”
“Il compito di Monti - dichiara l'ex vicedirettore del Corriere della Sera - è destrutturare l'economia reale per darla in pasto alla finanza speculativa. Il secondo punto è il signoraggio bancario della moneta. La BCE ha una funzione pubblica, ma è un ente privato, di proprietà di banchieri privati. Il 97% della circolazione dell'euro è virtuale, e riguarda transazioni bancarie e pagamenti con carte di credito. Il restante 3% della moneta, a costo zero, viene venduto al tasso di 1% alle banche commerciali. Uno Stato può acquistare moneta solo indebitandosi, emettendo quindi titoli di stato che sono titoli di debito. Per acquistare moneta, come Stato, paghiamo un interesse del 4% che si traduce in tasse e sacrifici. Il patrimonio delle famiglie italiane è il più saldo in Europa, eppure continuano a dirci di fare sacrifici, di stringere la cinghia, di dover salvare l'euro a tutti i costi: è una menzogna totale.”
“E' la moneta a servizio della persona, e non la persona schiava della moneta - puntualizza il leader di “Io amo l'Italia” -. Lo Stato non potrà mai pagare i debiti alle imprese continuando a indebitarsi. L'unica via, per uno Stato, è emettere direttamente moneta a credito.”
“In Italia la vera mafia è lo Stato - incalza Madgi Cristiano Allam -. Chiedere il 70-75% di ciò che si fattura è un furto. Emerge la necessità di scelte rivoluzionarie, per riscattare la nostra sovranità, dare un vero federalismo ai Comuni, costruire una Repubblica presidenziale con un capo dello Stato eletto direttamente dai cittadini con la responsabilità civile e penale delle sue azioni, promuovere la solidarietà nazionale e eliminare le burocrazie, canali di corruzione dove il denaro pubblico, percepito come denaro di nessuno, viene dilapidato.”
E rispetto a un'Europa “che ci impone l'80% delle leggi nazionali attraverso le direttive della Commissione Europea, e cioè di 40mila burocrati espressione delle lobby”, la vera sfida è “dare un'anima all'Italia e un'anima all'Europa”.
Guanto raccolto, e rilanciato, dai promotori di “Forza Insieme”.
“Non tutta la politica è sporca - afferma in conclusione Simone Furlan -, ma se c'è una parte di politica sana, è arrivato il momento di schierarsi.”