Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 18-02-2015 14:19
in Il "Tich" nervoso | Visto 5.252 volte

Il mestiere del taglialegna

Come cambia il corso degli eventi: da intervento al centro di infuocate polemiche, ora il taglio dei platani di viale Scalabrini si è trasformato in un male necessario

Il mestiere del taglialegna

I platani di viale Scalabrini (foto: archivio Bassanonet)

E' veramente incredibile, a volte, il corso degli eventi.
In queste settimane, uno dei temi al centro dell'attenzione dell'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa è il rifacimento di viale Scalabrini, l'importante direttrice viaria dissestata per le cattive condizioni dei due filari di platani che costeggiano la strada, alcuni esemplari dei quali sono pericolosamente instabili e le cui pluridecennali radici trasformano il transito sui marciapiedi in un Camel Trophy pedonale, rischiando anche di interferire in maniera importante con i sottoservizi.
La scorsa settimana la commissione consiliare Lavori Pubblici ha prescelto, tra le varie ipotesi di intervento sul tavolo, quella che prevede l'abbattimento totale degli alberi, mantenendo il doppio senso di circolazione lungo il viale.
Come riferito dal vicesindaco Roberto Campagnolo, l'analisi sullo stato delle piante ha verificato che 73 alberi sono ancora “mantenibili”.
Di quelli restanti (i platani del viale sono in tutto 85), otto invece “presentano un pericolo di crollo classificato come “estremo” e potrebbero quindi cadere da un momento all'altro”. Mentre gli altri quattro “necessitano di cure urgenti”.
E' stato l'allarme lanciato all'ultima assemblea del quartiere Angarano, svoltasi a gennaio, dall'arboricoltore Stefano Farronato, il tecnico incaricato dal Comune di effettuare le analisi sulle piante. Un avvertimento che nel corso della stessa assemblea aveva portato il sindaco Poletto a dichiarare di dover “affrontare subito questa emergenza, eliminando immediatamente le piante che costituiscono un pericolo per la sicurezza”.
Dal punto di vista tecnico sarebbe stato quindi possibile abbattere gli otto platani pericolanti e in predicato di crollo alle prime forti raffiche di vento, mantenendo al loro posto i 73 + 4 alberi che non necessitano, invece, di taglio immediato. Tuttavia ciascun platano salvabile avrebbe dovuto essere “ingabbiato” da una cosiddetta “aiuola di sopravvivenza” del diametro di circa tre metri, che avrebbe comportato il restringimento della carreggiata e la conseguente istituzione del senso unico di circolazione.
Da qui la decisione del completo rifacimento “per mantenere entrambi i marciapiedi che altrimenti sarebbero stati anch'essi sacrificati”, oltre a garantire il doppio senso per le macchine.
La cosa incredibile è che l'intervento si stia progettando nel generale silenzio-assenso della comunità cittadina, dopo i fiumi d'inchiostro scritti l'anno scorso sulle infuocate polemiche per il taglio dei platani di viale Scalabrini già prospettato dall'allora assessore ai Lavori Pubblici - nonché, successivamente, candidato sindaco - Dario Bernardi, che proprio per la sua immagine di “assessore taglialegna” ha probabilmente perso buona parte del consenso nella corsa alla poltrona di primo cittadino.
L'argomento divenne anche, e inevitabilmente, polvere da sparo per la campagna elettorale: ricordo ancora l'assessore regionale Elena Donazzan e l'allora candidata della civica di centrodestra “Impegno per Bassano” Serena Dalla Valle impegnate a firmare la petizione promossa da un gruppo di residenti, con la raccolta di un migliaio di firme, contro il taglio degli alberi di viale Scalabrini.
Oggi, invece, non c'è notizia di alcuna petizione. Nessuna firma né sollevazione popolare al riguardo, e anche i cannoni mediatici - estremamente attivi l'anno scorso sul dibattuto argomento - sembrano aver sotterrato, al riguardo, l'ascia di guerra. A fronte della giustificata preoccupazione dei cittadini intervenuti all'assemblea di quartiere per il rischio di caduta alberi lungo la strada, sul drastico rifacimento del viale si avverte anzi un alone di consenso generalizzato.
Al punto che il vibrante appello all'Amministrazione comunale lanciato dalla sezione di Bassano dell'associazione Italia Nostra - di cui ci occupiamo in un altro articolo - sulla necessità di “fermarsi a riflettere” sul destino degli alberi di viale Scalabrini e sulla politica del verde pubblico in città appare come un'eccezione che conferma la regola.
Eppure stiamo parlando di problemi noti a tutti da tempi non sospetti, quando ancora nella passata Amministrazione (era il marzo dell'anno scorso) la giunta comunale aveva già approvato un progetto definitivo per il rifacimento del viale, nel tratto a nord tra le intersezioni con via Angarano e con via Colbacchini, con adeguamento dei sottoservizi e rifacimento dei marciapiedi e con l'abbattimento e sostituzione delle alberature “che oggi - ammoniva l'allora assessore Bernardi - rendono quasi impraticabili i percorsi pedonali a causa del deterioramento provocato dalle radici delle piante”.
Quanto è bastato per innescare la già citata ondata di attacchi e di polemiche, corroborate dal movimento di opinione, cavalcato anche da chi di dovere, inquadrabile con lo slogan “i platani non si toccano”.
Ora quei platani saranno toccati, eccome. Perché è necessario farlo, come lo era un anno fa, e perché la sicurezza dei cittadini è prioritaria. Trasformando magicamente ed improvvisamente quello del taglialegna, impersonificato dall'ente pubblico, da un lavoro sgradito a un mestiere richiesto.

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