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Luigi Marcadella

Luigi Marcadella
Giornalista
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Lavoro

Salario minimo indispensabile

Emerico Calgarotto, segretario della CGIL Bassano, interviene sulla questione del salario minimo: «Nove euro l’ora sono solo il primo passo. Basta contratti precari»

Pubblicato il 26 lug 2023
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Riceviamo e pubblichiamo la posizione di Emerico Calgarotto, segretario della CGIL Bassano, sulla discussa questione dei minimi salariali da normare per legge.
La proposta di legge sul salario minimo a 9 euro l’ora arriverà alla discussione del Parlamento già nelle prossime ore. Il testo potrebbe trovare anche una inattesa e magari parziale convergenza di una parte della maggioranza di governo, dopo le potenziali aperture fatte filtrare dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il cambio di valutazione della maggioranza, non specificatamente sul testo elaborato dalle opposizioni ma sull’urgenza di prendere provvedimenti sulla questione salariale, arriva dopo aver preso atto dei sondaggi favorevoli al minimo salariale anche da parte dell’elettorato di centrodestra.

Emerico Calgarotto (CGIL Bassano del Grappa)

***

Nove euro l’ora sono solo il primo passo. Basta contratti precari.

Il salario minimo deve essere parte di un intervento legislativo che valorizzi i contratti nazionali per tutti, in tutti i settori e per tutti i lavoratori, autonomi inclusi.

Va semplicemente applicata la Costituzione, con una legge che misuri la rappresentanza e dia ai lavoratori il diritto di votare gli accordi ed estenda erga omnes i contratti nazionali, nei quali non c’è solo il trattamento economico minimo ma anche i diritti, tredicesima, ferie, maternità, malattia, infortuni, e welfare. Cancellare i contratti pirata e i contratti di lavoro precari, se siamo il paese con i salari più bassi d’Europa e i contratti scaduti da anni è perché non ci sono penalità per le imprese. Validare i contratti nazionali è la via maestra ed è utile indicare appunto un livello minimo orario sotto cui è indecente scendere!

Il potere di acquisto dei salari, negli ultimi due anni si è ridotto del 15%, per questo è necessario aumentarli, esattamente ciò che non sta facendo il governo che ha ampliato la precarietà, liberalizzando i contratti a termine e ampliando l’uso dei voucher, bonus e incentivi a pioggia alle imprese. Sappiamo tutti che un’impresa se ha bisogno assume anche senza incentivi. E non parliamo del taglio del cuneo fiscale che è temporaneo e durerà solo fino a dicembre… E questo va detto ai lavoratori!

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