Luigi MarcadellaLuigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it

Lavoro

Le aziende spingono sulle assunzioni

In Veneto previste 134 mila assunzioni nel primo trimestre. Ma una richiesta su due non trova il candidato giusto

Pubblicato il 21-02-2023
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Come starà in prospettiva l’economia del Veneto?
Se guardiamo ai segnali che vengono dall’occupazione e dal mercato del lavoro si può rispondere positivamente. Nonostante il caos globale, i distretti dell’industria e dell’artigianato tengono, registrano ottimi dati sull’export e assumono.
Sono oltre 130 mila (per essere precisi 133.670) le assunzioni previste in Veneto per il primo trimestre dell’anno, 10.670 in più rispetto allo stesso periodo 2022 (+8,7%).

Le aziende venete cercano personale specializzato per consolidare la ripresa

L’effervescenza delle aziende sul lato occupazionale si scontra tuttavia con i problemi strutturali del nostro mercato del lavoro.
La nuova domanda di lavoro, come ha “certificato” Confindustria Veneto Est nel predisporre il suo ultimo progetto “E dopo il diploma? Cosa farai da grande?” (con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto), anagraficamente è rivolta per un terzo a giovani under 29, ma la metà delle proposte e delle ricerche di lavoro non va a buon fine.
Il trend di questa distonia tra chi offre e chi cerca un impiego, causata dalla mancanza di profili adeguati alle posizioni da ricoprire, è in peggioramento addirittura di 5 punti percentuali in più rispetto al 2022.
Il mismatch riguarda in prima battuta i laureati: mancano economisti, ingegneri, personale medico-sanitario, matematici, informatici.
Ben il 65,9% delle richieste dei profili tecnico-informatici e degli ingegneri elettronici non trovano riscontro.
Non va meglio nemmeno per il mercato del lavoro dei diplomati: per le aziende venete diventa un miraggio trovare diplomati ITS, soprattutto in ambito meccatronico, digitale, sul settore dell’efficienza energetica, della sostenibilità e della moda.
Nel prossimo futuro, il distacco tra le esigenze del sistema industriale e il mercato del lavoro è destinato ad ampliarsi ulteriormente, soprattutto lungo la fascia delle specializzazioni legati all’economia green e circolare.
Secondo i dati dell’Osservatorio 4.Manager, elaborati su un panel di oltre 4.000 imprese, il nostro sistema industriale aumenta del 5% anno dopo anno la richiesta operatori dotati di competenze sempre più precise nel settore green.
Le ricerche dell’Osservatorio 4.Manager, basate anche sui provenienti da LinkedIn, rilevano nell’ultimo anno una costante crescita di ricerche di lavoratori qualificati nell’area della sostenibilità energetica, ambientale e sociale. Si stima che nei prossimi tre anni, imprese private e Pubblica amministrazione avranno necessità di circa 4 milioni di lavoratori con “competenze green” di alto e medio profilo.
Nel frattempo a complicare la riorganizzazione del mercato del lavoro in ottica “green” ci pensa anche una demografia italiana in costante declino.

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