Ultimora
Cinema
18 giu 2026
Cinema, teatro e letteratura nei quartieri: l’estate culturale 2026 accende la città
Attualità
17 giu 2026
Truffe nel Bassanese: finti agenti e tecnici raggirano gli anziani, l'appello a segnalare
Manifestazioni
17 giu 2026
Il Vespaiolo riaccende i motori: dopo sette anni a Breganze torna la Vespaiolona
18 Jun 2026 18:00
Aggredito a Venezia dopo il lavoro, muore all'ospedale dopo tre giorni
18 Jun 2026 17:36
17enne uccide zia, domani una fiaccolata a San Stino di Livenza
18 Jun 2026 15:53
Goletta Verde, 'acque costiere venete sotto controllo'
18 Jun 2026 15:50
Inaugurata la nuova Casa di comunità di Villafranca
18 Jun 2026 15:50
Guardia Costiera, al via in Veneto la campagna 'Mare Sicuro 2026'
18 Jun 2026 15:25
Cade nell'Adige per un selfie, un giovane salvato a Verona
19 Jun 2026 02:07
Mondiali: Canada-Qatar 6-0
18 Jun 2026 10:10
Mondiali: Canada-Qatar DIRETTA
18 Jun 2026 10:10
Mondiali: Messico-Corea del Sud DIRETTA
18 Jun 2026 23:06
Mondiali, Svizzera-Bosnia Erzegovina 4-1
18 Jun 2026 20:51
Al via in Svizzera i colloqui sull'Iran, Trump furioso per le critiche
18 Jun 2026 20:14
Mondiali, Repubblica Ceca-Sudafrica 1-1
Dietro alle spalle... un'eredità immensa
Intensa performance di Cristiano De Andrè al Palalido di Valdagno, in tour con le canzoni di papà Fabrizio
Pubblicato il 19 apr 2010
Visto 3.815 volte
Quando un concerto significa molto più di musica e parole. Quando sul palco senti scorrere l'emozione vivida di una vita spesa per la musica. Quando di fronte hai il figlio di una leggenda del cantautorato italiano. Quando, solo chiudendo gli occhi, ti sembra che il tempo si sia fermato.
Mai come in questo caso, la scelta di Cristiano De André di portare in giro per l'Italia le canzoni di suo padre è molto più di una mera operazione commerciale. “Mi era stato chiesto già qualche anno fa”, racconta sul palco, tra un pezzo e l'altro, “ma soltanto ora ce l'ho fatta. Per un periodo non riuscivo nemmeno ad ascoltare la sua musica, figuriamoci a cantarla. Oggi, sento questo tour come un passaggio di testimone e una vera e propria rinascita”.
Venerdì 16 aprile, qualche minuto dopo le 21: il piccolo Palalido di Valdagno è gremito, l'atmosfera è calorosa e a tratti addirittura intima. Cristiano attacca con “Megu Megùn”, in dialetto genovese. La voce è la stessa. La scaletta spazia dagli ultimi dischi del padre (“Creuza de ma”, “Le Nuove”, e “Anime Salve”), nei quali lo stesso Cristiano aveva preso parte agli arrangiamenti, fino ai grandi classici degli anni '60, quelli a cui il figlio ha legato particolari ricordi d'infanzia. Il concerto è godibile, l'audio è ottimo (le persone che lavorano con Cristiano sono le stesse che hanno lavorato vent'anni con Fabrizio De André) e ottima è la band che accompagna l'artista: piccolo orgoglio campanilista sono bassista e batterista del gruppo, Davide “Danzy” De Vito e Davide Pezzin, che qualcuno potrà ricordare come sezione ritmica dei vicentini Mistonocivo. Cristiano De André è ovunque, sul palco: chitarra e sgabello, come il papà, violino distorto in assolo su “Amico Fragile”, bouzouki per i brani dal sapore etnico scritti da Faber con Mauro Pagani, pianoforte per le ballate più lente ed emozionali.
Cristiano De André in uno scatto durante il tour.
Grazie ad una preparazione musicale di qualità dei protagonisti, e ad una sapiente produzione artistica, questo tour mantiene così un altissimo livello di dignità, che fa onore all'arte poetica di Fabrizio De André e dà meritata visibilità alle doti di Cristiano. E anche se alcuni pezzi, grazie alla collaborazione con Luciano Luisi, tastierista della band, hanno subìto un riarrangiamento radicale, il ricordo degli originali non si è macchiato e, anzi, si è riacceso con delicatezza ed eleganza: “ho cercato di dare alle canzoni un vestito nuovo”, ha spiegato ancora Cristiano, “che fosse più vicino al mio sentire musicale e a quello di Luciano, che mi ha aiutato. Il risultato è quello che potete sentire stasera, e che porteremo in giro ancora per un po'”.
Il momento più alto della serata, a detta di chi scrive, si è registrato a metà concerto, quando Cristiano De André si è seduto al piano e ha intonato “Verranno a chiederti del nostro amore”, pezzo di intensità rara, tratto dall'album “Storia di un impiegato”. Il pubblico ha ascoltato estasiato e silente, ed ha poi accompagnato la fine del brano con un lungo applauso. “Lo dedico a mia madre, che ascoltò per prima questa canzone, appena composta da mio padre, all'alba di una mattina di tanti anni fa”. Grande emozione poi anche per l'esecuzione di “Cose che dimentico”, scritto vent'anni orsono a quattro mani da padre e figlio. “Mi telefonò alle cinque del mattino e mi disse: 'Ci, ho scritto il testo per la tua musica, vieni subito!', e quando lo sentii, tutto assonnato, rimasi di pietra. Perché mio padre, quando scriveva, non scherzava”.
Il concerto si conclude con il pubblico in piedi, gremito e danzante sotto il palco ad ascoltare i pezzi più movimentati del repertorio, tra cui “Il pescatore” e “Zirichiltaggia”. Ultime battute concesse poi, in coda, a “La canzone dell'amore perduto”, con la quale Cristiano saluta e scende dal palco per concedersi a foto e autografi di rito.
Piacevole davvero la sensazione del ritorno a casa: il ricordo di Fabrizio De André è vivo, ed è soprattutto nelle mani attente e delicate di un figlio che, prima di qualsiasi altra cosa, è musicista sensibile e preparato. Può accadere così, allora, che per una volta la musica si sleghi finalmente dalle logiche del mercato e racconti ed emozioni più di quanto le venga solitamente concesso.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
13 giu 2026
Scontro sui conti della Polizia Locale. Fratelli d’Italia contro l'ex Pietrosante
Visto 18.485 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 14.604 volte
Geopolitica
15 giu 2026
Cipro chiude un accordo con Parigi per lo stazionamento di truppe francesi sull’isola
Visto 13.692 volte
Attualità
15 giu 2026
Movida, rifiuti e negozi sfitti: il Consiglio di Quartiere chiede risposte al Comune
Visto 13.617 volte
Attualità
15 giu 2026
Premio Beata Giovanna 2026: il comune di Bassano premia le Caritas parrocchiali
Visto 12.046 volte
Incontri
12 giu 2026
Giornalismo, arte e attualità, al centro della seconda giornata di Resistere
Visto 10.424 volte
Incontri
13 giu 2026
Dai colori del mondo di McCurry a ritratti di personaggi storici, con Alberto Angela
Visto 10.408 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.374 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.388 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.039 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 20.947 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 20.352 volte
Attualità
07 giu 2026
Oltre un milione dal GSE per la scuola Antonibon: fondi alla giunta Rebellato
Visto 19.901 volte
Attualità
09 giu 2026
Crollo delle nascite e anziani soli, l'allarme URIPA: "La longevità va preparata, ma mancano i professionisti"
Visto 19.152 volte
Geopolitica
07 giu 2026
Tra diplomazia e sicurezza: l’asse Tokyo-Manila di fronte alle sfide di Pechino
Visto 18.792 volte
Politica
13 giu 2026
Scontro sui conti della Polizia Locale. Fratelli d’Italia contro l'ex Pietrosante
Visto 18.485 volte