Laura Vicenzi

Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it

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Giovani talenti e antiche tradizioni, a Operaesteate

Giovedì 8 agosto, doppio appuntamento con il Festival in città e a Cismon, all'interno delle Feste Decennali

Pubblicato il 08 ago 2024
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Doppio appuntamento odierno per il cartellone di Operaestate Festival.
In serata, al Chiostro del Museo civico si potrà assistere al concerto per pianoforte di Eva Gevorgyan, compositrice ventenne, già riconosciuta fra i talenti più promettenti del pianismo internazionale.
All’interno della rassegna “Giovani Talenti” curata da Giovanni Andrea Zanon, giunta al penultimo incontro, eseguirà il Notturno op. 62 n. 1 di Fryderyk Chopin, la Polacca op. 44 in fa diesis minore, due composizioni in forma di valzer, Valse op. 38 di Skrjabin e La Valse di Ravel, e infine Carnaval op. 9, di Schumann.

Cismon, sede dello spettacolo di Presotto-Rossi dedicato alla Vergine del Pedancino

Di cittadinanza armena e russa, Eva Gevorgyan si è già esibita come solista con celebri orchestre internazionali e ha ottenuto numerosi importanti riconoscimenti. Il concerto avrà inizio alle ore 21.
A Cismon, l’appuntamento proposto in serata vedrà protagonisti Paola Rossi e Carlo Presotto, de La Piccionaia di Vicenza, che in occasione dei ricchi festeggiamenti per il decennale di Nostra Signora del Pedancino (su FB, Decennale Cismon del Grappa) offriranno al pubblico lo spettacolo Come se in acqua stata non fosse, un coproduzione di Operaestate.
Sul sagrato della Chiesa di Cismon (al suo interno in caso di pioggia) Presotto e Rossi, accompagnati dal canto e dalla musica dal vivo di Rachele Colombo, narreranno la storia di una comunità stretta attraverso i secoli attorno a un simbolo religioso, e ai riti della devozione popolare. Attraverso una combinazione di narrazione teatrale e performance musicale, gli artisti trasporteranno il pubblico in un viaggio emozionante e riflessivo, dove la devozione popolare incontra l'arte scenica.
Il racconto ha inizio nel giugno del 1919, quando gli abitanti di Cismon fecero ritorno al loro paese: se ne erano andati in fuga dalla guerra che si avvicinava rapidamente alla valle. Portarono con loro la statua della Madonna del Pedancino, icona che abitava il santuario e che da secoli proteggeva il paese. Il popolo di Cismon fu fatto salire su due treni e inviato in Sicilia, per la maggior parte a Giarre, dove cercò di preservare lo spirito della comunità. Nella confusione di quei giorni, però, la statua della Madonna andò perduta. Fu ritrovata in un deposito ferroviario a Milano e inviata a Giarre solo due mesi dopo.
Una storia avventurosa quella della statua, apparsa nell’ottavo secolo sulle rive del torrente Cismon, scampata alla persecuzione iconoclasta dell’imperatore di Costantinopoli. Tra altre vicissitudini, a seguito dell’alluvione del 1748 finì via acqua fino a Friola di Pozzoleone, dove venne ritrovata intatta.
Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21. Informazioni, aggiornamenti e dettagli al numero tel. 0424519804 e sui canali social di Operaestate Festival.

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