Ultimora
Musica
02 lug 2026
Terre Graffiate: sul Grappa escursioni e concerti, tra tradizione e sperimentazione
2 Jul 2026 17:07
Siglato accordo tra Ca' Foscari e University of Warwick per rafforzare la didattica
2 Jul 2026 16:33
Finito il tour di Vasco, green e contro le mafie
2 Jul 2026 16:32
Treviso si conferma capoluogo più riciclone d'Italia
2 Jul 2026 15:14
Chiesta una perizia per il camionista che travolse e uccise Rebellin
2 Jul 2026 18:30
Tornano gli Ingalls, arriva il reboot de La Casa nella Prateria
2 Jul 2026 18:32
Manhattan blindata per le nozze fra Taylor Swift e Travis Kelce
2 Jul 2026 18:22
Incognita sicurezza sulla visita nel Regno Unito del principe Harry: teme 'minacce terroristiche'
2 Jul 2026 18:06
L'intervento di Meloni al XIX Congresso della UIL
Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Con Cassio Felice a metà
Uglydogs Records ha invitato a esibirsi in concerto al Vam il giovane cantautore livornese
Pubblicato il 22 lug 2024
Visto 6.064 volte
Il VAM venerdì 19 luglio ha ospitato un concerto organizzato da Uglydogs Records che ha portato a esibirsi con due musicisti un giovane interessante cantautore livornese. “Cassio” è il progetto artistico di Simone Brondi.
Trent’anni, da ragazzo è stato parte di un gruppo punk chiamato Tinkerbell, con cui ha pubblicato un disco in Giappone nel 2008; nel 2010 ha fondato un gruppo gypsy-psichedelico attivo fino al 2016, La Maison, che prodotto da Enrico Gabrielli e Taketo Gohara ha pubblicato un disco intitolato Vaine House (Trovarobato Records).
Nel 2020, l’anno della pandemia, Brondi ha registrato in studio il suo primo disco da solista. L’album, si intitola 19 luglio 1944, ed è stato prodotto da Andrea Pachetti. Le sue atmosfere sonore, sottolinea la critica musicale, ricordano la scena indie-rock dei primi anni 2000, spaziando fino ad approcci più moderni, con l’utilizzo dell’elettronica, di beat coinvolgenti, dell’autotune.
Cassio (Simone Brondi) al Vam
L’occasione della tappa nel trevigiano l’ha fornita l’uscita di un Ep: Felice a metà.
Durante il concerto, la pioggia forte intorno, Cassio imbracciata la chitarra ha confermato una forte presenza scenica, la bellezza poco compiaciuta un valore aggiunto che mai guasta, qualche tocco francese nell’aria ma anche a tratti un dondolio tecnopunk approdato da chissà dove. Interessante l’insieme sonoro creato dai tre musicisti (Dario Brandini al Roland, Andrea Filippi alla seconda chitarra elettrica). Tra le altre, diversa, ipnotica e trascinante, anche un po’ maledetta, l’esecuzione di Tekno (ascoltabile solo dal vivo, al momento).
I testi dell’album parlano del quotidiano, sono popolati di fantasmi ordinari — quelli di famiglia per primi (Shakespeare insegna). Ci sono stazioni-porto di mare dove si incontrano solo matti; giorni in cui “tutto a posto tutto a posto” certo non è; storie d’amore smarrite di quelle sempiterne, ma specchiate in questi anni ancora più frammentate, da “spero solo che tu non ti annoi” — se ce ne fosse mai bisogno, di un po’ di smarrimento in più.
I toni addomesticati dalla colonna sonora intonata al contemporaneo appaiono più adolescenti di quanto siano in realtà: le parole dicono altro, e si avvertono scorrere neanche tanto sotterranei una rabbia-delusione che dal vivo emerge bella chiara e “un pianto nel ridere” piuttosto pronunciato, da carnevale malinconico, anche se c’è più il Natale (di quelli che sanno essere tristissimi) come festa evocata nelle canzoni.
Parliamo di questi temi e del suo lavoro con Simone.
Nella presentazione dell’album compare la frase: “Ogni riferimento a persone e situazioni è basato su fatti realmente accaduti”. È importante per te che lo sia?
Credo che parlare di cose realmente accadute sia stato per me l’unica scorciatoia per raccontare tutta la merda che ho addosso. Parlo di persone ed eventi veri, come un giornalista, come un bambino delle elementari, come qualcuno che ha tanta voglia di vomitare.
Sì, per me è importante parlare di cose che esistono davvero, altrimenti starei zitto.
La data che dà il titolo all’album è la stessa del concerto portato a San Zenone: danno sensazioni particolari, queste corrispondenze?
Me l’hanno fatto presente diverse persone, onestamente non me ne ero neanche accorto. Forse perché la data in sé ha poca importanza per me, è solo la via dove abito, dove scrivo e dove succede ogni cosa che sporca la mia vita. Dopo aver deciso il nome dell’album ho anche scoperto che è la data della liberazione di Livorno dai fascisti, questo mi rende ancora più fiero. Ma questa è la versione che do quando voglio darmi un tono…
In Marti (uno dei quattro singoli estratti dal disco) canti una storia che sa di La sedia di lillà, detta coi toni odierni e con meno estetica decadente dentro. La droga detta senza troppe ipocrisie.
La droga spiegata da qualcuno che non l’ha vissuta è come un tramonto spiegato da un daltonico. Forse mi ripeto, e chiedo scusa, ma mi piace parlare di cose pesanti svuotandole dal dolore che si portano addosso, come le racconterebbe un bambino, senza filtri. Non dico che sia una dialettica intelligibile a tutti e neanche che sia una dialettica giusta… è solo la mia.
La verità è che mi stanno antipatiche le persone che parlano di cose stupide con paroloni, come se la loro merda profumasse, come se sapessero una verità che noi comuni mortali non sappiamo.
La verità è che io non so dove sto, non so dove collocarmi, ma credo di trovarmi nel punto più lontano da questo tipo di persone.
In Italia parli di “cantanti venduti vestiti da giovani e non sono giovani”: cos’è che ti infastidisce? È una questione d’età?
La frase “cantanti venduti vestiti da giovani” era una frase che mi faceva soltanto ridere, tutto qui. Non credo che l’età sia importante nell’arte e neanche l’estetica.
In realtà ci sono poche cose che mi infastidiscono, immagino che l’ipocrisia e la falsità siano le cose che tollero di meno, insieme all’arrivismo. Detto questo, aggiungo e confesso di non essere un campione di socialità. A me stanno simpatiche poche persone, e generalmente sono quelle che non stanno simpatiche a nessuno, gli emarginati.
I progetti nel cantiere di Cassio? E perché un nome così antico, pieno di echi?
A inizio Agosto suonerò a Fano, dopodiché sarò un po’ in giro come sempre. Scrivo quotidianamente cose diverse, da un mese all’altro mi sento cambiare il mondo addosso, dentro. Spero di continuare a pubblicare cose per tutta la vita, tutto qui.
La storia dietro al nome “Cassio” purtroppo non ha riferimenti storici, é piuttosto una banale storia familiare. Io sono il secondo di tre figli maschi e il mio babbo ha sempre avuto la passione per i nomi romani. Ovviamente mia madre non gli ha permesso di dare il nome Cassio a nessuno di noi, quindi, ora che ci penso, è più un omaggio a babbo.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.770 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.340 volte
Geopolitica
27 giu 2026
Il Pentagono presenta una nuova richiesta di fondi per la guerra contro l'Iran
Visto 19.535 volte
Attualità
27 giu 2026
Caldo record sulla Pedemontana: attese massime fino a 40 gradi nel fine settimana
Visto 19.222 volte
Attualità
26 giu 2026
Caos Capitale della Cultura 2029: il centrodestra si spacca e il PD attacca
Visto 18.846 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 13.617 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 13.077 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 28.770 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.612 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.660 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.377 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.340 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.296 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.210 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.851 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.637 volte