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Un gioiello di mostra
Non è tutto oro quel che luccica: al Museo Civico di Asolo, su idea e progetto di Thereza Pedrosa, la prima edizione della biennale “Orizzonti d’autore” dedicata al sorprendente mondo del gioiello d’arte
Pubblicato il 09 mag 2022
Visto 9.191 volte
Non è tutto oro quel che luccica.
Ci sono anche l’argento e il platino, la stellite e il titanio, l’ottone e il bronzo, il cristallo di rocca e il vetro. E tanto per non farci mancare nulla, si aggiungono materiali industriali come la fibra di carbonio e il metacrilato (meglio noto come plexiglas), il silicone, il nylon o il pvc e materiali più naturali come il legno, la carta giapponese, la porcellana, la seta e perfino il crine di cavallo, fino ad arrivare all’invenzione di materiali nuovi.
Di questo e altro sono composti i gioielli esposti nella mostra collettiva “Tra Visioni e Materia”, allestita al Museo Civico di Asolo fino al prossimo 24 luglio e inserita nel progetto “Orizzonti d’autore” che sempre ad Asolo, a partire da questa prima edizione, proporrà una mostra dedicata al gioiello d’arte a cadenza biennale.
Foto Alessandro Tich
L’esposizione è stata ideata e progettata da Thereza Pedrosa, curatrice indipendente, a sua volta designer di gioielli e gallerista, nata in Brasile e oggi di base in Olanda ma con lunghi trascorsi bassanesi. Figlia del grande artista Bruno Pedrosa, Thereza ha messo insieme per l’occasione 70 opere di ben 23 artisti del gioiello provenienti da 14 Paesi dei cinque continenti, distintisi per la loro ricerca creativa e i cui lavori sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei del mondo.
In mostra le straordinarie opere di Ralph Bakker (Paesi Bassi), Lluís Comín (Spagna), Giovanni Corvaja (Italia), Corrado De Meo (Italia), Clara Del Papa (Venezuela), Teresa F. Faris (Stati Uniti), Maria Rosa Franzin (Libia-Italia), Malene Kastalje (Danimarca), Hee-ang Kim (Corea del Sud), Jil Koehn (Germania), Stefania Lucchetta (Italia), Gigi Mariani (Italia), Kazumi Nagano (Giappone), Barbara Paganin (Italia), Renzo Pasquale (Italia), Ramon Puig Cuyàs (Spagna), Carla Riccoboni (Italia), Jacqueline Ryan (Regno Unito), Ezra SatokWolman (Canada), Aisegul Telli (Turchia), Flora Vagi (Ungheria), Ching-Chih Wu (Taiwan) e Annamaria Zanella (Italia).
L’esposizione propone dunque un percorso che esplora ed esibisce alcuni modi tra i più originali e ingegnosi di utilizzo di ogni sorta di materiale per la creazione di gioielli, facendo anche scoprire metodi innovativi per la lavorazione dei materiali tradizionali in oreficeria.
Da questo punto di vista, ce n’è per tutti i gusti: dalle tradizionali e millenarie tecniche orafe e da lavorazioni come il keum boo (antica tecnica di doratura di origine coreana) o il niello alla creazione di patine naturali all’aceto balsamico e alla prototipazione rapida in 3D, fino all’utilizzo di macchinari appositamente costruiti e nuovi meccanismi brevettati.
L’allestimento della mostra è un gioiello a sé stante: le teche espositive si dipanano infatti in mezzo ai dipinti della pinacoteca del Museo asolano, per un inedito contrasto di stimoli visivi e culturali. Ma i contenuti dell’esposizione, organizzata dalla Pro Loco e dalla Città di Asolo con il sostegno di Archeometra, non finiscono qui.
Uno spazio speciale, nella grande Sala della Ragione attigua e collegata a al Museo Civico, è infatti dedicato a una mostra antologica che ripercorre i 55 anni di carriera del maestro padovano Giampaolo Babetto, noto e celebrato in tutto il mondo come uno dei caposcuola del gioiello artistico contemporaneo. Una retrospettiva unica con oltre 60 opere tra gioielli, argenti, oggetti e creazioni d’arredo.
Nell’ambito del progetto biennale “Orizzonti d’Autore” è stato anche istituito, sempre su iniziativa di Thereza Pedrosa, il Premio Archeometra alla Carriera per il Gioiello d’Autore, destinato agli artisti che abbiano destinato la propria forza e ricerca creativa al mondo del gioiello, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo e all’arricchimento del settore nel corso di una vita dedicata all’arte.
E la prima edizione del Premio non poteva che essere assegnata e consegnata, con apposita cerimonia nella sala consiliare del Comune di Asolo, proprio al maestro Giampaolo Babetto. Un riconoscimento conferito “per celebrare - come recita la motivazione - la sua carriera di oltre cinque decenni, il suo insostituibile contributo alla formazione di nuove generazioni di artisti del gioiello e la sua fama mondiale come uno dei più grandi maestri del gioiello d’autore”.
Di pregevole fattura anche il catalogo della mostra, che oltre al contributo alla conoscenza del gioiello d’arte e dei suoi interpreti selezionati per la collettiva “Tra Visioni e Materia” si distingue come veicolo di sostegno al campo del sociale.
Il ricavato della vendita del catalogo sarà infatti interamente devoluto all’associazione Una Casa per l’Uomo che si occupa di gestire per Asolo “Casa Alma”, la struttura di accoglienza che mette a disposizione case-rifugio per donne vittime di maltrattamenti.
E proprio per questo, contraddicendo per una volta Fabrizio De André, possiamo dire che dai gioielli nascono i fior.
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