Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 18-05-2019 09:37
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Il coraggio delle cicatrici

Lunedì 20 maggio, in Chiesetta dell'Angelo, Emanuele Confortin parlerà di conflitti e di migrazione testimoniati in “Back to Life in Iraq”

Il coraggio delle cicatrici

l'esposizione “Back to Life in Iraq”, in Chiesetta dell'Angelo

Lunedì 20 maggio, il giornalista e fotoreporter Emanuele Confortin, ideatore di “Back to Life in Iraq”, la mostra ospitata in Chiesetta dell’Angelo aperta e visitabile nei fine settimana fino al 2 giugno, illustrerà ideazione e percorsi che lo hanno portato alla realizzazione di questa esposizione, che parla di resistenza, di dignità umana e di volontà di ritorno alla vita.
Confortin, che è originario di Castelfranco Veneto, tra il 2011 e il 2016 ha percorso le rotte della migrazione dal confine tra Pakistan e Afghanistan all’Iran, e poi in Turchia, in Iraq, tra Egeo e Balcani. Nel corso del suo lavoro di documentazione, tra il marzo 2017 e il gennaio 2018 è stato in Iraq, al seguito dell’artista cristiano siriaco Matti al-Kanun, che era fermamente deciso a recuperare i suoi dipinti abbandonati nell’abitazione dive viveva, vicino a Mosul: dopo la conquista nel 2014 e l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al Baghdadi, la zona era stata saccheggiata e le opere di Matti al-Kanun deturpate — Matti al-Kanun e i suoi familiari erano fuggiti poche ore prima dell’incursione di Daesh.
Le intenzioni dell’artista erano quelle ricucire gli squarci inflitti dai pugnali dei jihadisti ai dipinti dopo averli portati in un luogo sicuro, dove poterli riparare: un gesto simbolico, questo ricucire coraggioso lasciando in vista le cicatrici, attraverso il quale il pittore iracheno ha inteso testimoniare le violenze che minano la sua terra e il suo popolo da anni, dando prova nel contempo della volontà degli Iracheni di rinascere, di tornare a vivere. «Ricucire i tagli per me significa riunire le comunità irachene. Resistere e ricominciare è possibile, ma i segni della guerra devono rimanere visibili, a memoria di quanto è accaduto in Iraq», ha affermato l’artista.
Un’esposizione che ha un forte contenuto artistico, giornalistico ed etico, e che unisce arte, fotografia e testi toccanti che aiutano a comprendere l’Iraq di oggi, tormentato da anni di guerra e sospeso in un Medio Oriente sempre più frammentato, insieme all’esodo che deriva da questi drammatici avvenimenti.
“Back to Life in Iraq” è una mostra itinerante organizzata in collaborazione del Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca’Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo della cultura umanistica nell’affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale, e ha il patrocinio dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, di Amnesty International e di Focsiv.
Nel corso della serata bassanese, che sarà ospitata in Chiesetta e avrà inizio alle ore 20.45, di parlerà di conflitti e di migrazione in una narrazione che intreccia diversi linguaggi e testimonianze, sarà anche proiettato un documentario realizzato appositamente per il progetto da Confortin. L’ingresso è libero.