Pubblicato il 10-11-2013 17:58
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Il Volo a Bassano

Fabio Volo, ospite della Libreria Palazzo Roberti, ha incontrato il suo pubblico all'Auditorium Vivaldi

Il Volo a Bassano

Fabio Volo

Ospite della Libreria Palazzo Roberti e accolto al teatro Vivaldi – sala piena, 400 posti tutti occupati e tantissime persone con i suoi libri in mano (l’ultimo ha venduto 28 000 copie in una settimana) – Fabio Volo è volato a Bassano per presentare il suo nuovo lavoro La strada verso casa, Edizioni Mondadori: era reduce da una mattinata trascorsa in radio a Milano, ritorno in serata dopo la tappa bassanese, qualche ora dopo lo attendeva un treno per Pescara. L’ampio ritardo all’appuntamento locale è stato accettato dai presenti senza alcun rimprovero, il protagonista della serata si è scusato accusando un po’ la viabilità del nordest e un po’ il maltempo di aver condizionato il suo arrivo oltre l’orario prefissato “in provincia di San Giuseppe”, arduo non dargli credito.
L’incontro è stato fin dall’inizio telefonato col pubblico, “Parleremo anche del libro, ma poco, come al solito”, ha detto Volo in apertura, e la previsione è stata mantenuta. È il personaggio Volo che interessa e piace alle gente; il personaggio è raccontato in parte anche nei libri, mascherato, moltiplicato o focalizzato dal racconto, ma è proprio di lui, Fabio Bonetti-Volo, della persona che si racconta con un fiume generoso di parole dette in radio, scritte, e pronunciate dal vivo, che le sue lettrici sono curiose (la maggior parte dei convenuti all’appuntamento erano donne, “Venerdì con le amiche e sabato col fidanzato, è ancora così anche qui in provincia, domani se ripetiamo l’incontro vi ritrovo tutte in coppia”, ha scherzato l’autore).
“Quest’ultimo è un libro diverso dagli altri, non l’ho scritto di getto, ho curato la stesura in modo particolare, è un libro che segna una svolta anche nel mio rapporto con scrittura”, ha continuato. Ma è stata la sua vita personale, con gli eventi che la scandiscono via via che passa il tempo, il centro della discussione rimpallata tra palco e platea. Impossibile, al pubblico, ignorare che Volo ha, così si dice, “messo la testa a posto” scegliendo la sua quota di conformità e che presto diventerà papà: “Mi sono fatto anche tutti gli appuntamenti dal ginecologo; finirà che alla mia fidanzata, partorito il bambino, sparirà la pancia e a me no”. Ci scherza su ma si vede che è tanto felice. Questo figlio che sarà del Capricorno come suo nonno, un padre amato che Volo ha raccontato molto tra le righe nei suoi libri, segna anche lui un punto di svolta: “Arriva in un momento in cui dall’altro capo della mia famiglia, mio padre non sta più bene, sto guardando un tramonto e un’alba insieme, è lo spettacolo della vita, non può non cambiarti”. L’ora è trascorsa così, tra sorrisi e risate per le battute simpatiche e gli aneddoti raccontati da Volo – esilaranti quelli che riguardavano alcuni noti personaggi del mondo dello show business – e momenti di scintillanza (alla Jung, la citazione è sua, n.d.r.) generatori invece di attimi di commozione laddove si sono sentiti mescolati assieme il profumo del pane che ha impregnato un’infanzia e una giovinezza ormai trascorsi e l’attesa di bambini “infornati” con amore.
“Se non hai mai letto i miei libri, ti consiglio di partire dal primo, sono scritti in sequenza” ha risposto in conclusione dell’incontro a una ragazza del pubblico “o se vuoi ti posso anche consigliare qualche bel libro”, ha aggiunto. Risate. Simpatico, il Volo.

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