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Enogastronomia

Te la do io la piadina romagnola

Controffensiva bassanese alle piadine da fiera

Pubblicato il 06 ott 2012
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Alzi la mano chi non ha mai mangiato una piadina romagnola durante la fiera di Bassano ai furgoni rossi in via Roma. Quasi un atto dovuto. Una fiera che si rispetti ha sempre il suo momento per il panino bomba. Il classico cibo da strada dalla qualità discutibile a cui non sappiamo rinunciare tanto abbiamo tempo un anno per dimenticare la notte insonne per la digestione lenta che provoca un simile agglomerato di carboidrati, proteine e grassi. Ma la nostra fame da fiera cio porta non solo a questo ma anche sulle mandorle caramellate e al doveroso omaggio culinario agli ospiti di Muhlacker e Voiron in piazzetta della Pretura con tanto di wurstel birra e formaggi francesi. I più coraggiosi si spingono sulle ciambelline fritte ma quelli sono veri professionisti .Ma c’è chi lancia la propria controffensiva con una proposta di altissima qualità. Due gentili e determinate signore, paladine del gusto che vivono sulla riva sinistra del Brenta vicino al nostro amato ponte, ogni anno, mattarello alla mano, sfoderano centinaia di meravigliose piadine fatte a mano una per una con tanto amore come pochi sanno fare. Portata la preziosa pila al vicino Paolino Pacelli già noto, per i suoi insuperabili club sandwich, creano per il nostro palato qualcosa di subilme. Salsicce di alta qualità, porchetta cotta al forno, cipolle verdi , peperoni al forno, melanzane tutto cotto in giornata avvolto da una piada dal gusto fragrante e dai profumi antichi. Un’occasione imperdibile che per tradizione dura dal 2003 in quella che viene chiamata l’Antifiera. Per poche ore e una volta all’anno un effimero momento che ho voluto cogliere per ben due volte e senza vergogna. Alla dieta ci penserò lunedi.

La Piadina

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