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Verdi e le Storie Tese
Grande musica, spettacolo, racconto e Verdi Superstar: sabato 17 e domenica 18 in Sala Da Ponte va in scena “La Traviata” della Filarmonica Bassanese con tre cantanti solisti, un coro ed Elio come voce recitante
Pubblicato il 14 mag 2025
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Quando nel 1811 per volere dei cittadini bassanesi venne costituita la Società Filarmonica di Bassano, oggi Filarmonica Bassanese, Giuseppe Verdi non era ancora nato.
Il gigante del melodramma italiano sarebbe infatti nato a Roncole di Busseto, oggi Roncole Verdi, due anni dopo: il 10 ottobre 1813.
E adesso dopo oltre due secoli i due quasi coetanei, Filarmonica e Verdi, si incontrano per la prima volta con la particolare riproposizione di un’opera sul palcoscenico, in un inedito connubio fra tradizione e innovazione.
Foto Filarmonica (dettaglio): Gianfranco Mocellin. Foto Elio (dettaglio): Alessandro Tich
Tutto è pronto per la rappresentazione de “La Traviata” (titolo completo: “Giuseppe Verdi raccolta “La Traviata”, un fiasco di successo!”), ambiziosa produzione della Filarmonica Bassanese per voci soliste, coro, orchestra a fiati e voce recitante, in programma nella Sala Da Ponte in città sabato 17 maggio alle ore 21 e domenica 18 maggio alle ore 16.
Il celebre capolavoro verdiano, per la direzione musicale del maestro Davide Pauletto e i testi di Matteo Michelini, sarà interpretato da un cast d’eccezione con l’Orchestra a Fiati della Filarmonica, tre cantanti solisti - il soprano Sara Gramola (Violetta), il tenore Michele Cicala (Alfredo) e il baritono Alberto Zanetti (Germont) - e il Coro Academia Ars Canendi di Altivole diretto da Manuela Meneghello.
E non mancherà la classica voce fuori dal coro, nel senso letterale del termine: quella di Elio de le Storie Tese, all’anagrafe Stefano Belisari, che prima del “Concertozzo” del 4 e 5 luglio a Bassano di cui ho già avuto ampiamente modo di scrivere dopo la conferenza stampa di presentazione a Monza, farà un’uscita in anteprima nella nostra città come voce narrante dello spettacolo verdiano.
In questa innovativa combinazione tra musica e racconto, Elio offrirà a modo suo una narrazione brillante e fuori dagli schemi sui contenuti dell’opera, rendendo “La Traviata” ancora più avvincente per chi non mangia pane e lirica a colazione ed accessibile per i non addetti ai loggioni.
Sarà certamente un’esperienza molto singolare assistere al debutto assoluto di Verdi e le Storie Tese.
“È una “Traviata” suonata e parlata - spiega il maestro Davide Pauletto, direttore artistico e dell’orchestra -. Suoneremo le arie e i cori più famosi dell’opera, coi tre cantanti e il coro, e tra un’aria e l’altra Elio sarà il narratore che spiegherà la storia di “Traviata”.”
A che pubblico si rivolge una “Traviata” di questo tipo?
“La nostra idea è quella di un pubblico misto - risponde Pauletto -. Dal ragazzo alla persona più anziana, ma soprattutto persone che non sono abituate ad andare all’opera. È la prima volta che facciamo una scommessa del genere.”
“Prepararsi per questo evento musicalmente è molto impegnativo perché non siamo abituati a suonare l’opera - continua -. Abbiamo tre cantanti e il coro da mettere insieme e già questo comporta molto impegno.”
Ma come è venuta questa “pazza idea” di una “Traviata” suonata e narrata sul palcoscenico?
Lo chiedo al vicepresidente della Filarmonica Bassanese Matteo Michelini, che ha anche scritto i testi per Elio.
“Abbiamo “La Traviata” che è un’opera immortale ma volevamo renderla più accessibile possibile - mi risponde -. E quindi l’idea è stata quella di renderla più divertente, sostanzialmente più rapportata al grande pubblico. E lo faremo un po’ coi miei testi, che saranno comunque ironici e ripercorreranno tutta quanta la vicenda, e un po’ con l’intervento del grande Elio che ci metterà sicuramente del suo per renderla più simpatica, con l’obiettivo di avvicinare le persone ma dando loro qualcosa. Cioè farle tornare a casa magari con la voglia di approfondire la conoscenza di quest’opera e la conoscenza di Verdi.”
Come si è riusciti ad arrivare a Elio?
“Noi abbiamo lavorato con un musicista che ha fatto diversi spettacoli con Elio e lo abbiamo contattato tramite questo musicista - riferisce Michelini -. Abbiamo parlato col suo manager, abbiamo proposto l’idea ad Elio e siccome questa è una cosa che è molto nelle sue corde, nel senso che lui ha fatto diversi spettacoli col tema dell’opera, della grande musica, del belcanto eccetera, ha accettato. E quindi ci siamo lanciati in questa avventura insolita.”
“È una cosa molto inusuale per una formazione di questo tipo e altrettanto inusuale è uno spettacolo creato ad hoc - aggiunge il vicepresidente della Filarmonica -. Questa è una prima assoluta, sostanzialmente. Per noi è importante.”
Cosa rappresenta dunque questa “Traviata”, tanto music ma anche talk, per la lunga storia e per la tradizione della Filarmonica Bassanese?
“Se noi guardiamo la storia della Filarmonica, negli anni passati si usava utilizzare anche la banda cittadina per rappresentare brani di opere oppure musiche classiche - afferma il presidente Domenico Baggio -. Poi, per arrivare ad essere un po’ più moderni ed avvicinarci più al pubblico, la Filarmonica ha cominciato a fare musiche più sul divertente, sui musical, su quel repertorio che può abbracciare diverse sfaccettature e diverse preferenze del pubblico.”
“Come diceva Matteo, l’obiettivo di questa “Traviata” è quello di educare il pubblico ad ascoltare anche qualcosa di diverso dal solito - continua Baggio -. La formula è ironica e divertente. Ma una formula che riporta comunque un’opera così importante come quella di Verdi, che è anche patrimonio immateriale dell’UNESCO, rientra sicuramente negli scopi della Filarmonica che a suo tempo venne costituita per cercare di creare formazione musicale nell’area del Bassanese.”
“Noi crediamo ovviamente - ribadisce e conclude il presidente del benemerito sodalizio musicale cittadino - che questo tipo di attività, molto impegnativa, rientri esattamente in quello scopo con il quale i bassanesi nel 1811 avevano pensato di costituire l’orchestra della Filarmonica Bassanese.”
1811. Ovvero 214 anni fa.
Napoleone era ancora in auge, a Bassano il Teatro Nuovo (poi Teatro Sociale, quindi Teatro Accademico e infine Teatro Astra) era stato inaugurato da appena quattro anni e Giuseppe Verdi, come ho già scritto, non era ancora nato.
In quell’anno, dunque, i bassanesi fondavano la loro società musicale, resistente all’usura dei decenni e oggi più che bicentenaria.
Questo sì, che è guadare al futuro.
E adesso la Filarmonica Bassanese, assieme ad Elio, nel nome di Verdi Superstar può guardare con spirito innovativo al passato.
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