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Apriti Sesamo
Firmata la consegna delle opere eseguite: il Ponte di Bassano restituito alla città
Pubblicato il 14 mag 2021
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Il sindaco Pavan e l’intera giunta comunale sono al settimo cielo. E poco importa se dal primo cielo, quello più vicino a noi, sta piovendo. Oggi è il grande giorno della restituzione del Ponte di Bassano alla città, dopo cinque anni di lavori e sette anni di Pontenovela complessiva, vicende preliminari e progettazione comprese. In un’occasione storica del genere, andrei via deluso se il sindaco non pronunciasse almeno una volta la parola “emozione”, “emozionata” o “emozionante”. Elena Pavan non mi delude e va anzi oltre le mie aspettative: dichiara infatti che “siamo tutti genuinamente emozionati”. Questa volta concordo con lei, perché sono emozionato anch’io. È l’effetto del Ponte: vederlo così, completamente restituito al suo fulgore, fa venire - lo ammetto - un po’ di brividi.
Il “grande momento” è costituito dall’apertura delle transenne, sul lato di Angarano, per fare strada alla prima passeggiata delle autorità sul Ponte finalmente libero.
Ma prima, presso la sede dell’ANA Montegrappa sopra la Taverna al Ponte, bisogna espletare l’ultimo dell’infinita serie di atti burocratici che hanno costellato l’iter dell’intervento di ripristino e consolidamento del Monumento Nazionale: la firma dell’atto di consegna delle opere eseguite tra la Inco Srl, la ditta appaltatrice, e l’amministrazione comunale. Una firma con la quale il Ponte Vecchio cessa ufficialmente di essere un cantiere e rientra nel pieno possesso del Comune e quindi della città.
Foto Alessandro Tich
Per un Ponte caro alla patria, la cerimonia di consegna e la successiva festa informale si trasformano in un’autentica rimpatriata. Nella sede degli alpini, per il momento più istituzionale del programma, presenziano i diversi rappresentanti delle controparti politiche, amministrative e tecniche coinvolte. Per l’amministrazione in carica, oltre al sindaco Pavan, interviene l’assessore ai Lavori Pubblici col cappello da alpino Andrea Zonta. Gli uffici comunali sono rappresentati da due big delle nostre cronache di tutti questi anni: il dirigente dell’Area Lavori Pubblici Walter Stocco e il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) Diego Pozza. Per Inco è presente l’amministratore unico Leonello Ruatti. Ma, defilato tra il pubblico, c’è anche il contitolare della ditta Roberto Emer Ros che quando non è impegnato da commesse e contratti fa anche il sindaco di Pergine Valsugana. Si aggiungono al parterre dei protagonisti il collaudatore tecnico-amministrativo Luigi Chiappini e il collaudatore statico Sebastiano Favero, che quando non è impegnato da prestazioni di ingegnere fa anche il presidente nazionale dell’ANA.
E a proposito di ANA, non può mancare all’appuntamento il presidente della sezione Montegrappa Giuseppe Rugolo. E ancora i rappresentanti della ditta Grimel che ha curato l’illuminazione. Tutti pronti per il remake del film “Tutti insieme appassionatamente”.
Il sindaco Pavan, nell’introdurre la cerimonia della consegna delle opere, ringrazia i finanziatori che hanno contribuito all’intervento e il comitato spontaneo di cittadini che per primo si è mosso nella raccolta fondi per aiutare il Ponte. “Oggi è un giorno di svolta e di liberazione”, afferma. “In grazie all’impresa Inco - prosegue - che dopo i lavori iniziati in maniera turbolenta ci ha fatto sentire sicuri di questo cantiere.” Ma i ringraziamenti della Pavan vanno anche agli uffici comunali e “ai tanti bassanesi e non bassanesi che hanno seguito con trasporto ed emotività questa vicenda”.
L’assessore-alpino Andrea Zonta, come suo stile, va dritto al sodo e fornisce a beneficio della stampa i dati essenziali dell’intervento di restauro: consegna del cantiere alla Inco il 26 novembre 2018 e conclusione dei lavori in data odierna, progetto esecutivo approvato il 26 novembre 2015, importo complessivo dell’opera circa 6 milioni e 900mila euro di cui 4 milioni e 416mila di contratto alla Inco. “L’anno scorso - sottolinea Zonta - l’impresa ha lavorato senza perdere un giorno nonostante il Covid.”
Davanti alle telecamere e a una selva di telefonini si procede quindi alla firma della consegna delle opere: il Ponte della Inco ritorna finalmente ad essere il Ponte di Bassano.
La parte più intensa della partita avviene però nel secondo tempo. Tutti giù, all’imbocco di Angarano del Ponte, dove il gruppo si amplia notevolmente. Intervengono infatti - invitati dal sindaco che questa volta ha evitato dimenticanze di protocollo - tutti i capigruppo consiliari, sia di maggioranza che di minoranza, tra cui c’è anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici Roberto Campagnolo. C’è pure l’ex sindaco Riccardo Poletto, sotto il cui mandato tutta questa storia è iniziata. E non può mancare, al fatidico opening, l’intera giunta comunale. L’atmosfera è elettrica, perché si è giunti al momento del dunque: l’apertura delle transenne che per l’ultima volta, da questa mattina a questo pomeriggio, hanno chiuso il transito pedonale sul manufatto palladiano per consentire l’ultima attività di rilievo dell’impalcato e dell’intradosso della copertura e la rimozione delle transenne per i lavori di pavimentazione e delle luci di cantiere.
Apriti Sesamo. Spetta ad Alì Babà Zonta, impegnatissimo in questa giornata, l’onore di compiere la magia: la barriera viene spalancata dall’assessore e il Ponte “esplode” davanti agli occhi. Libero, intero, lucente, pulito: sembra perfino più largo di prima.
Si accendono le lanterne del nuovo impianto di illuminazione, dotate di regolazione cromatica: quelle su Angarano con luce verde, quelle in mezzo con luce bianca, quelle su Bassano con luce rossa. Et voilà, il tricolore è servito. Bella sorpresa.
Amministratori pubblici, maggioranza, minoranza, alpini, burocrati, tecnici, rappresentanti dell’impresa e delle maestranze: il supergruppo compie la passeggiata inaugurale, in un clima gioiosamente bipartisan, fino al lato opposto, dove vengono aperte e rimosse le ultime transenne della Pontenovela 2014-2021.
Il resto è solo festa, partecipata e spontanea. La famiglia Nardini, altra protagonista indiretta delle vicende del Ponte, accoglie gli invitati all’evento di apertura con giri a ripetizione di aperitivi e mezzi e mezzi. Si proseguirà ancora, in una perfetta par condicio tra le due spalle del monumento, con il Food&Beverage (quanto mi piace scriverlo) alla Taverna al Ponte.
Tra le più entusiaste per la restituzione del Grande Vecchio alla città, la già Pulzella di Bassano Ilaria Brunelli, da me accostata all’eroina di Orléans all’epoca delle sue video-battaglie social sull’(allora) discusso progetto e sull’(allora) discusso restauro.
Tra la Bridge People presente per l’occasione c’è anche il consigliere Riccardo Torre, che non è un capogruppo: ma non può mancare visto che, col suo negozio attaccato al Ponte, praticamente fa parte del paesaggio.
Dietro a tante mascherine, che l’aperitivo fa ovviamente abbassare, si cela anche il volto noto di Ilario Baggio, l’hair stylist-canoista che per primo, sette anni fa, lanciò l’allarme sulle precarie condizioni del Ponte pagaiando sotto le malconce stilate. Sotto la sua giacca, la maglietta di ordinanza, in predicato di diventare una reliquia: “Aiutiamo il Ponte di Bassano”. E ancora foto su foto di amministratori attuali ed amministratori precedenti, solitamente ai ferri corti per le vicende dell’attualità politica anche di questi giorni, tutti assieme in cordialità per i fotografi e i cronisti. Ma si può fare questo ed altro, per festeggiare un Amico.
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