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“Cara” Etra? Lanzarin replica a Todaro
La presidente del Consiglio di sorveglianza della Spa risponde al “collega” di partito che accusa Etra di aumentare le bollette nonostante gli ottimi risultati della raccolta differenziata. “Le tariffe rifiuti sono bloccate da due anni”
Pubblicato il 14 mag 2013
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“Todaro parla di aumenti in bolletta quando le tariffe sono ferme da due anni. La differenziata fatta bene permette di contenere i costi e la tutela dell'ambiente.”
E' la risposta di Etra alle dichiarazioni, riportate in un articolo del Giornale di Vicenza, del capogruppo e segretario della Lega Nord di Bassano del Grappa Luciano Todaro riguardo ai dati sulla raccolta differenziata dei rifiuti nel Bassanese presentati dalla società multiutility.
Secondo Todaro, dal bilancio di Etra sulla differenziata emergono “grandi numeri, risultati considerati eccezionali, cittadini da encomiare, ma tariffe che continuano ad aumentare”. “A nessuno salta in testa di obiettare - sostiene il segretario leghista - che il riciclo che viene fatto dal cittadino è tutto lavoro risparmiato dall'Etra. Tradotto: più ricicliamo più l'Etra risparmia e guadagna. A nessuno viene in mente di dire: Cara Etra, visto che siamo tanto bravi, perché non ci abbassi le tariffe, ormai diventate insostenibili?”.
Foto: archivio Bassanonet
La risposta a Todaro arriva dalla “collega” di partito Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra. “Le tariffe rifiuti nel territorio di Etra - afferma Lanzarin - sono inferiori alla media nazionale e più basse di quelle regionali, come si può verificare leggendo il Bilancio di sostenibilità consultabile sul sito di Etra. Ricordiamo che il costo medio per abitante per il servizio rifiuti è di 149,3 euro a livello italiano, 128,7 euro nel Veneto e 87 euro nel territorio Etra.”
“È utile ricordare - aggiunge Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra - che le tariffe rifiuti di Etra sono bloccate da due anni; si è scelto cioè di non applicare neppure gli aumenti annuali Istat previsti dalla legge e che qualsiasi inquilino in affitto ben conosce. Se si considera l'aumento dei costi registrati negli ultimi anni dal carburante e dall'energia elettrica, non aumentare le tariffe significa di fatto “fare uno sconto” agli utenti. E ovviamente sono garantiti i medesimi servizi, non sono stati ridotti né in qualità né quantitativamente. Ciò è stato possibile riducendo i costi aziendali all'osso e migliorando di anno in anno i risultati della raccolta differenziata. Come noto, infatti, il costo maggiore nel trattamento dei rifiuti è rappresentato dal rifiuto secco, per smaltirlo in discarica o nell'inceneritore; meno ne produciamo, e meno spendiamo. Questo risparmio fa da cuscinetto verso l'aumento vertiginoso dei costi aziendali per approvvigionamenti. Infine, e spero che di questo si voglia tener conto, differenziare al massimo i rifiuti permette un notevole vantaggio per l'ambiente, evitando di scavare buchi per seppellire l'immondizia. È un aspetto magari non direttamente economico ma senza dubbio collegato al benessere delle persone.”
“Un ulteriore passo in avanti - osserva ancora Manuela Lanzarin - sarà possibile se, come dai noi richiesto, la Regione riconoscerà come bacino dei rifiuti lo stesso territorio servito da Etra e che è riconosciuto come ambito nel settore idrico. La coincidenza dell'area geografica per i due servizi essenziali di acqua e rifiuti permetterebbe ulteriori economie di scala e quindi ottimizzazioni e risparmi tramite ad esempio l'omogeneizzazione dei servizi e delle tariffe in tutti i Comuni serviti.”
Ma non è tutto: perché Todaro, nel suo intervento sul quotidiano locale, sottolinea come “queste iniziative denunciano utili di gestione che non dovrebbero esistere” in quanto “Etra, assimilabile a un ente pubblico, dovrebbe puntare al pareggio di bilancio e non produrre utili, che sono un chiaro segnale di tariffe troppo care applicate ai cittadini, costretti a pagare”.
“Todaro parla di utili di bilancio - replicano i due presidenti di Etra -. Etra è una società pubblica che non ha obbligo di realizzare utili e che, se ne produce, li destina al territorio: o all'ambiente, con opere aggiuntive di pulizia, o per dare una mano a chi sta peggio. Con il Progetto lavoro, ad esempio, si sono creati 310 posti di lavoro per famiglie disperate in quanto i componenti sono stati espulsi dal mondo del lavoro e non hanno di che vivere né usufruiscono di sussidi. I sindaci hanno ritenuto fosse doveroso non sottrarci al grido d'aiuto della nostra gente. Con lo stesso obiettivo abbiamo creato un fondo per aiutare chi davvero non ce la fa neppure a pagare le bollette dei rifiuti e (assieme all'Ato) quelle dell'acqua. Etra svolge comunque sempre un ruolo sociale, anche realizzando opere per 34 milioni di euro all’anno, che restano sul territorio e vengono eseguite perlopiù da aziende locali. Infine forse non va sottovalutato, quando si parla giustamente di soldi, che andrebbe considerato come vengono spesi. Mi risulta che problemi di rifiuti come a Napoli, a Roma e in Sicilia, nei Comuni di Etra non esistano. Se il consigliere Todaro vorrà approfondire questi temi, troverà le porte sempre aperte. I documenti sono tutti pubblici e liberamente consultabili.”
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