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Rosso di rabbia
Fusione col Vicenza: il coordinatore dei “Fedelissimi” del Bassano Virtus Gian Antonio Bertoncello promuove un comitato di tifosi per essere “coinvolti e partecipi in questa assurda vicenda”. “Mi sento moralmente annullato”
Pubblicato il 14 mag 2018
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L'autogol del secolo. Roba che neanche Comunardo Niccolai. E chi ha più o meno la mia età, sa a che cosa mi riferisco. Della clamorosa intenzione di Renzo Rosso di comprare il Vicenza Calcio con una proposta extra gara d'asta e di inglobare nella società biancorossa il Bassano Virtus per formare un'unica squadra vicentina, annunciata due giorni fa da mister Diesel in esclusiva al “Giornale di Vicenza”, ha già scritto su questo portale il collega Marco Polo nel suo cliccatissimo articolo “Rinunciare ad esistere?
Domanda quanto mai giustificata: si tratta infatti di una notizia shock che ha risvegliato all'improvviso una città intorpidita dalle vicende del Ponte e che implica importanti risvolti non solamente sportivi. Sono pertanto costretto ad occuparmi anch'io di questa vicenda che trascende la dimensione puramente calcistica.
Le intenzioni virgolettate di patron Rosso sono infatti quelle di unire Vicenza e Bassano “in un'unica grande squadra che godrà del titolo sportivo del Bassano e che giocherà nel campionato dove alla fine sarà iscritta la Virtus, disputando le partite casalinghe al Menti”. Con la maglia, ovviamente, biancorossa: ma con un'aggiunta che sarà studiata dagli stilisti della Diesel per far risaltare “l'accento bassanese” accanto ai colori della squadra berica.
Il capo dei Fedelissimi giallorossi Gian Antonio Bertoncello (fonte immagine: Facebook / Gian Antonio Bertoncello)
Una notizia sconvolgente non solo per l'annunciata futura nascita di questo Frankenstein calcistico - un po' tanto Lane e un po' meno, anzi molto meno Soccer Team, che di fatto “scompare” -, che sarà iscritto al campionato del Bassano ma con la maglia e nello stadio che furono di Paolo Rossi. Ma anche per le conseguenze che una rivoluzione del genere, se davvero sarà portata in atto (e non c'è alternativa, visto che Rosso non può essere contemporaneamente proprietario di due squadre che militano attualmente nello stesso campionato), comporta per la stessa città di Bassano del Grappa.
Dichiarare che la futura squadra Vicenza-Bassano United giocherà le partite casalinghe allo stadio Menti significa infatti gettare alle ortiche l'ambizioso progetto del Bassano Stadium, annunciato in pompa magna il 15 febbraio dell'anno scorso dal presidente del BV Stefano Rosso e dai referenti di B Futura, società per lo sviluppo infrastrutturale della Lega Nazionale Professionisti Serie B, con il plauso entusiastico ed incondizionato dell'Amministrazione comunale bassanese. Generando inoltre degli improvvisi interrogativi - come se non ce ne fossero già abbastanza, in questa città - sul futuro dell'attuale stadio-velodromo Rino Mercante, che rimarrebbe orfano delle partite di campionato, destinato calcisticamente al ruolo di cattedrale nel deserto.
Non so quanto la tifoseria di Vicenza sia realmente contenta di farsi colonizzare dalla “odiata” Bassano, seppur mantenendo i gloriosi colori biancorossi, ma dopo il fallimento della società e il rischio di sparire dalla faccia del pallone deve per forza adeguarsi a quello che passa il convento. Quello che invece è certo è che la tifoseria del Bassano, al cospetto di questa notizia, è rimasta inevitabilmente stordita.
E l'incredula amarezza per quello che sta accadendo e soprattutto per quello che accadrà è tutta concentrata nei pensieri e nelle parole di Gian Antonio Bertoncello, storico responsabile e coordinatore dei “Fedelissimi” del Bassano, cuore giallorosso da oltre mezzo secolo, una persona per la quale la parola “tifo” è sinonimo di “amore”.
Il capo degli aficionados del Bassano Virtus in questi giorni è Rosso di rabbia per due motivi fondamentali: per la notizia in sé della annunciata fusione col Vicenza, ma anche per il fatto di averla appresa dal giornale senza che i tifosi e il movimento che ruota loro attorno siano stati minimamente informati della cosa. E così non ci ha pensato su due volte e attraverso la sua pagina Facebook ha promosso la nascita di un comitato di tifosi “che sia attivo e coinvolto nella difesa del nostro Bassano”.
Lo scopo del Comitato Cuore Giallo Rosso (questo il nome dato dal suo promotore) è appunto quello di seguire gli sviluppi della paventata fusione non da spettatori passivi, ma chiedendo alla società calcistica di essere “coinvolti e partecipi in questa assurda vicenda”. Il portavoce dei “Fedelissimi” ha inoltre attivato il gruppo Whatsapp “S.O.S. Bassano Calcio”, al quale è stato iscritto anche il vostro umile cronista, che è letteralmente inondato di messaggi.
“È una vergogna e una offesa per noi tifosi - scrive il referente dei supporter sul social network -. Rispetto per questa bandiera e per questa città. Esistono modi migliori per andarsene da Bassano, nessuno ci deve cancellare!!!”.
“La nostra tifoseria a Bassano è sempre stata fuori dai canoni normali - spiega Bertoncello a Bassanonet -. Per noi il calcio è un motivo di aggregazione e per fare festa. In tanti anni siamo sempre stati in sintonia con la società, il “terzo tempo” dopo la partita è stato un nostro fiore all'occhiello. In questo momento confermo il nostro senso di smarrimento. Di concreto non si sa ancora niente, non abbiamo parlato ancora coi diretti interessati.”
Oggi Bertoncello ha richiesto al sindaco Poletto un incontro urgente con la dirigenza. Questa sera, intanto, si è tenuto un incontro incentrato sulla questione organizzato assieme ai giovani ultras del Bassano Virtus del “Gruppo Grappa”.
“Dobbiamo tenere alta la testa per dare un segnale forte agli imprenditori bassanesi, non vogliamo che Renzo Rosso cancelli 120 anni di storia, non si deve permettere di cancellare il Bassano - continua il coordinatore dei “Fedelissimi” -. Fare la maglia biancorossa con due righette giallorosse sarebbe un affronto per noi bassanesi, ma anche per i tifosi vicentini.” “Noi non vogliamo assolutamente sparire e non spariremo - conclude il promotore del comitato -. Vogliamo che gli imprenditori di Bassano prendano in mano la società e ripartire da categorie dignitose. Abbiamo un importante settore giovanile, fino a pochi giorni fa la proprietà e la dirigenza parlavano di programmi a lungo termine. Poi, all'improvviso, ho letto la notizia sul giornale. Mi sento moralmente annullato.”
Il cuore giallorosso di Gian Antonio Bertoncello è in fibrillazione. E, come lui, quello di tanti tifosi che stentano ancora a credere che il grande patron che ha dato tanto al Bassano Virtus in questi anni abbia tirato fuori dalla tasca dei jeans l'idea di una fusione societaria del genere, nel bel mezzo dei playoff. Nei prossimi giorni la notizia uscirà dall'alveo delle dichiarazioni a mezzo stampa e se ne saprà sicuramente di più.
Intanto in queste ore la protesta sta montando clamorosamente, ed è solo al primo stadio.
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