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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
La gloriosa macchina da gol giallorossa
Mancano poche ore al verdetto finale. 2007/08: il più forte Bassano di sempre, formazione iperoffensiva in grado di mettere in fila nove vittorie consecutive. Memorabili sfide e una Coppa Italia: il sogno s’infrange solo all’ultimo atto.
Pubblicato il 04 ago 2010
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Finalmente il 4 agosto. Oggi il Consiglio Federale pronuncierà la sua sentenza. Continuiamo ad ingannare l'attesa ripercorrendo le gesta della formazione bassanese che rendono più che legittimo, diremo giusto, un eventuale ripescaggio.
Parlare del Bassano Virtus dell’annata di grazia 2007/08 è, per gli sportivi bassanesi, un po’ come parlare di un quadro di Picasso per un appassionato d’arte: le parole non sono mai del tutto adeguate o sufficienti. Per chi ha avuto la fortuna di assistere alle prodezze di Berrettoni e soci ha ben impresse nella memoria imprese d’applausi, gol a grappoli, bel gioco. Si ricorderà una squadra per DNA incapace di gestire una partita ma che quando pestava sull’acceleratore spazzava letteralmente via gli avversari. Tante parole sono state spese per l’amaro epilogo, tanti rimpianti, discussioni, critiche, opinioni contrapposte ma una sola verità: mai più bel Bassano ha calpestato un terreno di gioco né prima né dopo. Una squadra fortissima, un gruppo meraviglioso che, con le sue gesta e i suoi risultati, seppe infondere nella città un orgoglioso spirito d’appartenenza creando un’atmosfera contagiosa e tinte rigorosamente giallorosse. Il Bassano di Ezio Glerean, il Bassano di 4-2-4 vestito, abito indossato con egual leggiadria che fosse tra le mura amiche del “Mercante” o ostili campi di terre lontane. Un Soccer Team forgiato dal suo tecnico con una mentalità da grande squadra, convinto dei propri mezzi, intenzionato a fare sempre la partita. Una formazione che se messa con le spalle al muro diventava impossibile da contenere, tremendamente efficace davanti. A volte un po’ spaccona, tanto da credere di aver la partita in pugno e i tre punti in tasca solo perché gli avversari si trovavano in inferiorità numerica come sovente capitava per le numerose occasioni uno contro uno (vedasi punti persi con Spal e Poggibonsi in casa, San Marino fuori).
Cesca pazzo di gioia, la squadra sotto la curva: il fischio dell'abitro ha sancito l'accesso alla finale playoff (foto Andrea Martinello)
Tutto nacque in sede di programmazione estiva: dove andava rinforzata una squadra solida, che esprimeva un buon calcio ma che faticava a segnare con regolarità? La risposta concreta fu l’ingaggio dei due attaccanti titolari del Carpenedolo, allora top team per la categoria, formazione che aveva avuto il miglior attacco nei due anni passati. Lorenzini e Zubin (quest’ultimo dopo un lungo tira e molla) cambiarono maglia in tandem. Con loro arrivarono anche Gianluca Zattarin e Manuel Benetti. Ma fu molta farina del sacco di Ezio Glerean se si arrivò ad una si tanto spietata macchina da gol: si contano sulle dita di una mano gli allenatori che avrebbero avuto il coraggio e la bravura di far giocare Sandro Cesca accanto a Berrettoni, Lorenzini e Zubin il tutto, inteso come reparto, supportato da un centrocampo composto da Alessio Pirri e Achille Mazzoleni, non proprio due giocatori nati per rincorrere e mordere le caviglie.
Il 4 a 1 alla Viterbese fu un buon viatico per conquistare 4 vittorie e un pari nelle prime cinque giornate. Ma è l’8^ giornata da segnare con cerchio rosso: un gol di sinistro da fuori area di Zattarin nella ripresa permise alla formazione di Bassano del Grappa di battere il San Marino e issarsi solitario, per la prima volta nella sua storia, in vetta alla classifica. Alla 10^ giornata si registra uno dei primi grandi big match con il Bassano capolista che ospitò la ruggente Spal per uno scontro al vertice che smosse gli animi dei numerosissimi sportivi che assieparono le tribune del “Mercante” per l’occasione. Alla 12^ fu il turno della Reggiana, alla 14^ dell’ottimo Portogruaro di Marco Cunico: tre quasi sold out per tre partite dalle emozioni forti. Ma le vere imprese erano là da venire: stiamo parlando della cavalcata del ritorno, delle nove, dicasi nove, vittorie consecutive, della vittoriosa trasferta a Ferrara, 2 a 1 con gol di Cesca e Lorenzini per il BV, La Grotteria per la Spal con quasi 300 spettatori al seguito. Del pareggio al “Giglio” di Reggio Emilia (e qui i tifosi al seguito furono addirittura 700), sprecando la grande chance, anche a causa delle scelte del mister, di chiudere ogni discorso campionato. Senza dimenticare la lezione di calcio, e i cinque gol sul groppone, con cui le cosiddette seconde linee giallorosse omaggiarono in finale di Coppa Italia la capolista incontrastata del girone C della C2: il Benevento. Due settimane dopo capitan Pavesi alzò la coppa nella ormai inutile finale di ritorno. Momenti storici e memorabili che rimarranno nella storia del Bassano Calcio.
Sprecata l’occasione di vincere il campionato perdendo in malo modo il match casalingo con il Prato, per la compagine giallorossa le emozioni non erano finite. C’erano i playoff da giocare. Primo avversario il San Marino, all’andata finì 2 a 0 per i biancazzurri ma al ritorno andò in scena la partita più incredibile che il Bassano abbia mai regalato al suo pubblico: dopo un rigore sbagliato finì con un intero stadio in delirio come mai era accaduto prima. Partita pazzesca, quando ormai non ci credeva più nessuno Alessandro Cesca trovò, al 50’ della ripresa, il gol del 3-1 che fece esplodere il “Mercante” e proiettò il Bassano Virtus ad una spettacolare finale. Le finaliste furono giallorossi e PortoSummaga e non si fecero mancare niente. Furono a getto continua le emozioni al “Mecchia” di Portogruaro con una tribuna ospiti straborndante di tifosi di fede giallorossa. Alla fine il risultato premiò i padroni di casa abili a sfruttare lo sbandamento dei giallorossi ad inizio ripresa che portò in dote due gol (con qualche responsabilità del buon Peresson) ed un’espulsione. Il 3 a 2 firmato Berrettoni tenne accese le speranze per il ritorno (condizionato anche dalle assenze di Pavesi, Mazzoleni, Pirri e Lorenzini) ma per la seconda gara il Soccer Team fallì il penalty del possibile vantaggio (stavolta a batterlo si avviò Rondon su indicazione di Glerean). Una maledizione che influì sull’esito del match contro un pur eccellente Portogruaro. Finì così la grande avventura che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Alla fine rimarrà una grande delusione per una stagione straordinaria che avrebbe oggettivamente meritato un finale ben diverso e una squadra comunque applaudita dal suo pubblico.
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