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Marco Polo

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“I problemi non si superano dall’oggi al domani”

Giorgio Roselli: “Bene il non aver rischiato nulla, benissimo lo spirito di gruppo. Non mi sento a rischio, la società mi è vicina”. Soddisfazione Vecchio.

Pubblicato il 06 ott 2009
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Non è lo specchio della felicità Giorgio Roselli quando si presenta in conferenza stampa al termine dell’incontro con la Sacilese. Difende, però, a spada tratta la sua squadra e punta l’attenzione sugli aspetti positivi che sono emersi dalla partita: -“Oggi volevamo vincere per rimetterci in carreggiata e scacciare via tutte le polemiche che ci circondano. Ovvio che mi sento in discussione, quando i risultati non arrivano è il tecnico che deve assumersi le principali responsabilità, ma non a rischio perché ho la fortuna di lavorare per una società importante e che ha fiducia nel sottoscritto. Eppoi oggi, al di là della vittoria che non è arrivata, c’è da osservare che per la prima volta non abbiamo preso gol, siamo stati compatti e non abbiamo mai rischiato. Il pari è giusto ma se c’è qualcuno che ha fatto di più per vincere quelli siamo noi. Quindi resto ottimista, visto anche il precedente dello scorso campionato quando guidai una rimonta incredibile”. Rischiare poco è fondamentale ma una squadra vincente deve anche esprimere un calcio che le permetta di creare occasioni da gol. Con la Sacilese non si è visto nulla di tutto ciò: - “La Sacilese è la miglior difesa del torneo, quindi non era certo l’avversario più facile contro cui segnare. Poi c’è da mettere in conto che ripartire dopo la batosta di domenica non era semplice perchè sicuramente ha intaccato la fiducia dei ragazzi che dovevano andare alla conclusione. Quando una formazione viene costruita per primeggiare, come la nostra, eppoi si trova in questa posizione di classifica, non può pensare di uscirne da un giorno all’altro. Da questa partita dobbiamo prendere le cose positive come il fatto che i miei ragazzi non tradiscono mai. Oggi, da chi ha giocato fino a chi è andato in tribuna, tutti sono stati partecipi e hanno sofferto con i compagni. Questo è l’aspetto che mi fa guardare al futuro con più ottimismo ”. I cambi non hanno convinto al 100%. Forse si poteva osare di più lasciando in campo Fabiano e togliendo Beccia per far posto a Chiopris Gori, visto anche che in mezzo al campo Favret e Vecchio assicuravano prima di tutto copertura e attenzione alla fase difensiva: -“Tutte le opinioni sono rispettabilissime ma abbiamo cercato di esser più offensivi inserendo La Grotteria passando così ad un attacco pesante. Se toglievo Beccia, e lasciavo simultaneamente in campo Fabiano e Chiopris, credo avremmo perso l’equilibrio di squadra. Se devo giocarmi la panchina non mi sogno neanche di rinnegare il mio concetto prioritario di badare prima a non subire e poi a offendere che mi ha fatto ottenere grandi risultati nella mia carriera”. D’accordo l’attacco costituito da due panzer d’area di rigore (La Grotteria e Graziani) ma, a quel punto, diventa praticamente obbligatorio mettere in area palloni alti e tesi. Cosa che è avvenuta quasi esclusivamente ad opera dei terzini: -“Sulla sinistra siamo andati più spesso sul fondo con Veronese, a destra con Basso. Il problema è che spesso i traversoni non erano ben calibrati. Eppoi non è detto che sui rifornimenti aerei debba andarci solo Graziani, anche gli altri dovrebbero cercare di sfruttarli”.

Al termine dell’incontro Stefano Rosso, chiaramente amareggiato, e il dg Braghin sono entrati nello spogliatoi. Prende la parola il direttore generale: -“I ragazzi sono molto delusi perché una vittoria oggi ci avrebbe aiutato sotto molti punti di vista. Il tecnico non è in discussione, sta lavorando per far sì che la squadra acquisisca una mentalità più vincente e coraggiosa. Noi stiamo dalla sua parte”. Sulla partita c’è poco da dire: -“Il Bassano ha cercato di costruire qualcosa ma gli avversari ci hanno neutralizzato bene. È un momento così, speriamo che ognuno di noi trovi dentro di se la forza per venirne fuori”. L’ultima battuta è sul rientro in campo di Andrea Vecchio. Roselli ha avuto il coraggio di puntare su di lui dall’inizio e i fatti gli hanno dato ragione: -“Sono contento per lui, rientrava dopo tanto tempo e ha disputato un’ottima partita”.

Andrea Chiopris Gori, 32 anni, può rappresentare una freccia importante per l'arco di mister Roselli


La nota più lieta della giornata è proprio il ritorno in grande stile dell’ex capitano della Pro Patria. Ritorno condito da un’ottima prestazione. Nonostante il momento difficile della squadra lui può, nel suo piccolo, gioire. Contro la Sacilese è terminato un “lungo calvario”: -“Sono davvero felice. Dopo più di un anno e mezzo era la mia prima gara ufficiale e per 90 minuti. Sono sicuro che domani (oggi per chi legge) sarò tutto un dolorino ma sono quei dolori che non vedevo l’ora di avere. Sulla partita è indiscutibile che poteva andar meglio, se avessimo vinto avrebbe avuto tutto un altro sapore. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno cioè il fatto di non aver preso gol e di non aver rischiato nulla. Possiamo ripartire da qui, io sono pronto”.

L'ultima battuta spetta all'ex rinnegato Chiopris Gori: -"Sono il primo ad essere sorpreso e soddisfatto della convocazione e per essere stato utilizzato. Non mi interessa discutere le scelte fatte finora, voglio solo potermi giocare le mie carte alla pari degli altri".

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