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Marco Polo
Giornalista
Bassanonet.it
Il Bassano non prova nemmeno a vincere.
Scialbo zero a zero. I giallorossi non riescono a costruire grandi occasioni da gol. Positivo il debutto di Vecchio
Pubblicato il 05 ott 2009
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SACILESE - BASSANO VIRTUS 0 - 0
Sacilese (4-3-3): Calligaro 6; Grazzolo 6, Vecchiato 6,5, Faloppa 6,5, Artusi 6; Bertagno 6, Gardin 6,5, Conte 6,5; Kabine 7,5, Ligori 6,5, Favero 5,5 (13’ st Furlan sv).
Thomas Veronese, 22 anni. Il terzino ha cercato spesso lo spazio per la sovrapposizione
A disp.: Sartorello, Creglia, Fantin, Dal Cin, Capalbo, Da Ros. All.: De Agostini 6,5.
Bassano Virtus (4-4-2): Grillo sv; Basso 5,5, Pellizzer 6,5, Pavesi 6,5, Veronese 7; Fabiano 5,5 (34’ st Chiopris Gori sv), Favret 6,5, Vecchio 7, Beccia 5,5; Graziani 5, Guariniello 6 (28’ st La Grotteria sv).
A disp.: Zattin, Martina, Drudi, Turetta, Iocolano. All.: Roselli 5.
ARBITRO: Pagano di Torre Annunziata 6.
RETI: -
NOTE: spettatori 500 circa, temperatura elevata.
Ammoniti: Basso, Vecchiato, Fabiano, Beccia, Graziani
Espulsi: -.
Angoli: 3-4
Recupero: pt 0’; st. 4’.
Sacile (PN) - Niente. Se qualcuno aspettava una svolta che avesse rilanciato le ambizioni giallorosse allora è meglio che non abbia seguito Sacilese - Bassano. Tanta delusione serpeggia tra i supporters giallorossi saliti in provincia di Pordenone per una partita da sbadigli, dove a prevalere sono i duelli fisici, l’agonismo, la foga ma di trame di gioco e occasioni da gol neanche l’ombra. Il Bassano attualmente non riesce a sviluppare un’idea precisa di calcio e crea praticamente nulla. Questa è, che piaccia o meno, la sentenza emessa dalla sfida del “XXV Aprile” di Sacile. “Mi aspettavo un Bassano più cattivo, a mio parere i nostri avversari erano preoccupati, se ci avessimo creduto di più nella ripresa avremmo potuto anche vincere” è il parere del tecnico biancorosso, De Agostini. Al di là della classifica, che è sempre più negativa, è l’apatia nel cercare la via del gol e la mancanza di una precisa identità di squadra a preoccupare di più. La Sacilese è una buona formazione, di come è zeppa la Seconda Divisione: entusiasmo, organizzazione e una o due individualità di spicco. Pareggiare con una formazione del genere può essere plausibile, non provare a vincere no. Non si è rischiato praticamente nulla, è vero, ma questo non basta per una formazione costruita per vincere. L’unica cosa che ha vinto oggi è stata la noia. Gli stessi discorsi si facevano lo scorso anno al termine della gara di Ferrara con la Giacomense, poi arrivò il trionfo casalingo con il Celano e dà lì svoltò la stagione. Adesso la situazione è diversa, alle spalle non c’è la gestione di un altro tecnico, come allora, ma una stagione pianificata e una squadra costruita secondo esigenze precise. La necessità di dare una sterzata è, invece, la medesima. Il tempo stringe: o il Soccer Team, e il suo allenatore in particolare, trovano delle soluzioni adeguate a stretto giro di posta oppure ci si può tranquillamente rassegnare ad una stagione senza grosse pretese.
Le scelte. Era una delle possibilità che Giorgio Roselli aveva preventivato. Il ritorno all’amato 4-4-2 era una scelta non scontata ma che ha la sua logica, soprattutto alla luce dell’assenza del totem della mediana, Anaclerio. Ma la vera scommessa di giornata, che Roselli vincerà, è il rilancio in grande stile di Andrea Vecchio. Il centrocampista, lasciato a piedi in estate dalla Pro Patria, di cui era capitano e bandiera, dopo la gravissima frattura scomposta di tibia e perone, può riassaporare il terreno di gioco in gara ufficiale dopo un’assenza lunga un anno e mezzo. L’altra grande novità di giornata è il parziale reintegro di Chiopris Gori, per lui inizialmente spazio in panchina.
Tanta volontà, troppa confusione. Parte forte il Soccer Team digrignando i denti di fronte ad una Sacilese vogliosa di ben figurare di fronte al proprio pubblico. Le premesse sembrano ottime, Fabiano e, soprattutto, Beccia restituiti a compiti più idonei alle loro caratteristiche hanno a possibilità di far male. L’incognita rappresentata dalle condizioni di Vecchio sono fugate dopo appena tre minuti, quanti sono sufficienti al centrocampista lombardo per vincere di prepotenza un contrasto nel cerchio di centrocampo. La palla permane spesso in mezzo al campo, la lotta e il lancio lungo per gli attaccanti hanno nettamente la meglio sulla ricerca della manovra palla a terra e così le occasioni da rete possono giungere solo come lampi estemporanei. Per la Sacilese, schierata con un flessibile 4-3-3 il più pericoloso è l’attaccante esterno Kabine che fa letteralmente ammattire mezza retroguardia e Basso in particolare. Al 18’ l’occasione più limpida di tutta la partita ed è per i giallorossi: Beccia tenta la percussione centrale, vince un rimpallo e scarica su Fabiano. Il numero 7 coglie di sorpresa la difesa biancorossa con un colpo di tacco, Guariniello mira al palo più lontano ma la sua staffilata si perde pochi centimetri a lato quando ormai sembrava gol. Tra un lancio lungo e l’altro, con la sfera perennemente alta e respinta da ambo le parti, il cronometro giunge al 45’ e al direttore di gara non par vero di poter fischiare la fine del primo tempo.
La chiave. Il problema risiede nelle caratteristiche dei centrocampisti scelti da Roselli. Perché se da un lato Favret e Vecchio assicurano dinamismo e grande interdizione, dall’altra si avverte pesantemente l’assenza di un distributore di gioco. A questo punto la logica suggerirebbe di cercare con insistenza di far correre fluido il pallone sulle fasce per cercare il fondo e crossare. Ma questa strada verrà percorsa con poca efficacia. Abbiamo contato, in tutta la partita, cinque cross di Veronese, tre di Basso, e uno a testa per Fabiano e Beccia. Ma, innanzitutto, nessuno di questi ha creato un pericolo per la porta difesa da Calligaro, in secondo luogo se Beccia non va a crossare, forse al suo posto dovrebbe giocare qualcuno con delle caratteristiche differenti. Pretendere di fare gol ad una delle migliori retroguardie del girone con queste premesse non può che risultare una chimera.
Sonnolenza. Dalla ripresa sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più, un qualche tipo di variazione sul tema del lancio lungo e pedalare. Una scossa che probabilmente potrebbe venire anche dalla panchina. Invece, al rientro dagli spogliatori dopo l’intervallo, si ripresentano in campo gli stessi ventidue che hanno affrontato la prima frazione. E la trama non cambia. Il Bassano non è mai pericoloso, solo al 9’ un buon cross di Fabiano viene indirizzato verso la porta dei padroni di casa da Graziani ma la conclusione non impensierisce Calligaro. Da questo momento il Soccer Team aumenta la pressione ma le uniche cose che riescono, come già riportato, sono alcuni cross dei terzini Veronese e Basso. I giallorossi ci mettono anche una certa dose di determinazione ma la Sacilese difende con ordine e non rischia praticamente mai. Al 28’ Roselli gioca la carta La Grotteria ma, a sorpresa, invece che uno spento Graziani è Guariniello quello richiamato in panchina. Scelta curiosa visto che l’attaccante è costantemente il giocatore più pericoloso di questo scorcio di stagione. La decisione, forse dettata dall’intento di aumentare la potenza nel gioco aereo non viene, però, premiata da adeguati rifornimenti. Al 34’ si rivede il figliol prodigo: Andrea Chiopris Gori torna in campo dopo l’accantonamento estivo. Ma, anche qui a sorpresa, invece che Beccia viene sostituito Fabiano. Il punto interrogativo rimane perché un pizzico di spregiudicatezza in più sarebbe servito per cercare un minimo di forcing finale. La gara termina così con un inconsistente zero a zero che fa felici i padroni di casa, all’inseguimento di una salvezza tranquilla, ma che dimostra che i bassanesi sono solo lontani parenti della squadra che dovrebbero essere.
Le pagelle
Vecchio 7. Partita da 6,5 ma mezzo voto in più perché rimane in campo 90’ dopo un anno e mezzo d’assenza dai campi di gioco per il brutto infortunio. Forte di testa, sradica palloni in gran quantità, una diga in mezzo al campo. Dimostra anche di avere grande personalità. Ci sbilanciamo: se non ha problemi fisici sarà titolare inamovibile.
Favret 6,5. Non avrà piedi di velluto ma stavolta corre e tampona ovunque. In un paio di circostanze si lancia palla al piede. In crescita.
Veronese 7. Spinge con costanza sull’out sinistro e va a crossare più di tutti. Grintoso e determinato nel chiudere sugli avversari anche se il Favero non è il peggior attaccante con il quale si è battuto.
Graziani 5. Troppo lento e impacciato. Molle nei contrasti fisici, il massimo che gli riesce è procurarsi qualche fallo. Fatica anche nel gioco aereo che dovrebbe essere la sua specialità.
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