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L'assessora bersagliera

L'assessore provinciale Maria Nives Stevan partecipa alla commemorazione dei fanti piumati a Valbella di Gallio. Ricordando il bersagliere bassanese Giovanni Sonda, Medaglia d'Argento al Valor Militare

Pubblicato il 31 ago 2010
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Hai voluto la bicicletta? Adesso corri. E' la frase che, segretamente, ciascuno di noi vorrebbe pronunciare ai nostri rappresentanti politici di qualsiasi livello.
Ma c'è anche chi, nella sua veste di rappresentante istituzionale, ha corso per davvero: è l'assessore provinciale Maria Nives Stevan, della Lega Nord, che a nome della Provincia ha partecipato al “pellegrinaggio” commemorativo dei bersaglieri a Cima Valbella di Gallio, dove i fanti piumati scrissero un'eroica pagina di storia nel corso della Prima Guerra Mondiale.
Un appuntamento al quale, come vuole la tradizione, i bersaglieri sono arrivati di corsa: coinvolgendo nella “prova di velocità” anche le autorità presenti, assessore provinciale leghista compreso.

L'assessore provinciale Maria Nives Stevan alla commemorazione dei bersaglieri a Valbella di Gallio

Nel suo discorso ufficiale, la Stevan ha ringraziato i bersaglieri “per quel passo cantato, per il cappello piumato, per le fiamme cremisi e soprattutto per una storia gloriosa, amati dalla gente per tutto ciò che hanno scritto fin dal 1948, anno del loro “battesimo del fuoco” nella battaglia di Goito”. “Pagine indelebili di piccoli, grandi eroismi - ha proseguito -. Come qui, a Cima Valbella.”
Nell'occasione l'assessore provinciale ha ricordato il nome di un suo eroico concittadino, il sottotenente bassanese Giovanni Sonda, Medaglia d'Argento al Valor Militare. Rimarcando anche il senso della memoria degli eventi bellici.
“Quel conflitto - ha affermato l'amministratore provinciale - segnò irrimediabilmente il passaggio al futuro di un mondo che dopo non seppe più essere lo stesso. La Prima Guerra Mondiale ha marcato un confine deciso. Chissà se lo intuivano le centinaia di migliaia di soldati di tutti i corpi e di tutte le nazioni presenti sui nostri monti, in quel grande reticolo di trincee, forti, postazioni, gallerie, nidi che questa Provincia, assieme alle altre sorelle del Veneto, sta restaurando per trasformarlo in un Eco Museo della Memoria e del Ricordo senza eguali.”

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