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Da Cusinati a New York

Obiettivo su Susy Guglielmi, barista in Via Verci a Bassano, appena rientrata dalla Maratona di New York. “E' un'esperienza che ti resta nel cuore.”

Pubblicato il 05 nov 2009
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Tra gli oltre 42.500 concorrenti della Maratona di New York dei record c'era anche lei.
Susanna Guglielmi, da Cusinati di Rosà, titolare del “Bar Verci” nell'omonima via del centro storico di Bassano, è appena rientrata dalla “Grande Mela” e - tra un cappuccino e un caffè macchiato - deve ancora fare i conti con il fuso orario.
E' ancora stanca, ma felicissima: perché ha appena realizzato il sogno che accomuna tutti i maratoneti del mondo.

Susy Guglielmi nel suo bar in Via Verci con la medaglia della Maratona di New York

“La Maratona di New York - ci dice - è una grandissima soddisfazione personale. New York ha qualcosa in più di tutte le città, e ti dà la forza per arrivare fino in fondo. Non conta il tempo che fai, l'importante è raggiungere il traguardo. Tutta la città ti fa festa, la folla continua ad incitarti chiunque tu sia. Organizzano anche degli spettacoli per accompagnare il tuo passaggio: nel Bronx c'era la musica hip-hop, a Brooklyn invece cantavano i gospel, che ti mettevano i brividi per l'emozione. Grande silenzio invece nel quartiere degli ebrei ortodossi, ma anche questo aveva il suo fascino. E poi il Central Park: non sapevo che fosse così grande!”.
Susanna Guglielmi, per tutti “Susy”, era partita dall'Italia con un gruppo di otto maratoneti, quasi tutti da Cittadella e dintorni. “Sono andata a New York senza aver fatto allenamento per un mese e mezzo. Ma ce l'ho fatta. Ho tagliato il traguardo in 4h 42' 21”, è il mio record personale. Sono arrivata attorno al 24millesimo posto, e quindi circa alla metà tra i partecipanti.”
Momenti di crisi? “Sì, dopo il 30simo chilometro - racconta Susy -. Le gambe cominciavano a farsi sentire, ho rallentato e sono andata avanti così fino alla fine.”
Ma ne valeva la pena: dietro al bancone del bar, campeggia ora in bella mostra la medaglia della Maratona, con il numero “40”. Era infatti il quarantennale della grande manifestazione, motivo in più per non perdere l'occasione.
“La corsa è la mia grande passione - ci confida la barista -, la pratico da 6-7 anni e col tipo di lavoro che svolgo è l'unico sport che posso fare, quando, come, e quanto voglio”.
New York è un'esperienza da ripetere? “Sì, perché ti resta per sempre nel cuore.”

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