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Una Casa di Riposo che richiede nuovi spazi per aumentare servizi e posti letto, un’amministrazione comunale che deve approvare la relativa variante urbanistica, una abitazione privata confinante con la RSA da acquisire o da espropriare.
Sono gli elementi centrali del caso scoppiato in queste ore a Solagna.
Vale a dire il progetto di ampliamento della Casa di Riposo “Villa Serena”, ubicata in via Roma al civico 4, vicino alla stazione ferroviaria, nel cuore e nella zona storica del Comune della Vallata.
Foto di un rendering del progetto di ampliamento della Casa di Riposo di Solagna
Non sto scrivendo di una questione improvvisa, nel senso che il maxi progetto è in gestazione dal 2019.
Tuttavia, si tratta di un’operazione che fino ad oggi è rimasta fondamentalmente confinata all’interno delle stanze dei due interlocutori della pratica urbanistica: da una parte il CdA dell’Ipab “Villa Serena - Centro Servizi Residenziale per Anziani” e, dall’altra, i competenti uffici comunali.
A tirarla fuori alla luce del sole è un’interrogazione al sindaco Stefano Bertoncello presentata per il prossimo consiglio comunale dalla consigliera Laura Carraro, capogruppo della civica di opposizione Ora per Solagna.
Quella stessa Carraro che già nella scorsa legislatura, quand’era capogruppo di maggioranza, ha tallonato il sindaco Bertoncello sulla vicenda e ha dovuto ricorrere più volte all’accesso agli atti dal momento che, come riferisce, “il sindaco ha continuato a non condividere le informazioni e le scelte su questo argomento con il gruppo”.
È stato questo, peraltro, uno dei principali motivi della mancata intesa tra Carraro e Bertoncello alle elezioni comunali 2024.
In sostanza, il progetto di ampliamento dell’Ipab Villa Serena riguarda la realizzazione di un nuovo fabbricato allo scopo di aumentare la dotazione degli attuali 50 posti letto distribuiti nella struttura.
Nel gennaio 2023 la RSA solagnese ha richiesto ed ottenuto dall’Ulss 7 Pedemontana la programmazione di ulteriori 32 posti letto riservati a persone con demenza e/o problemi comportamentali, più la programmazione di un centro diurno di 20 posti per anziani non autosufficienti con patologie “dementigene”.
Nello studio di fattibilità tecnica ed economica del progetto, l’Ipab prevede anche una configurazione alternativa della Casa di Riposo ampliata, con 82 ospiti residenti e un centro diurno con una potenzialità ridotta a un numero massimo di 8 ospiti.
Ma come si può ampliare la sede di una RSA se non ci sono gli spazi?
Semplice: basta acquisire gli spazi confinanti.
Dopo una prima acquisizione di un terreno e di un immobile nel 2020, al centro dell’intera vicenda si trova una proprietà privata limitrofa alla sede dell’Ipab, abitata da una famiglia in affitto.
È composta da tre unità abitative e dotata di un ampio giardino che si estende fino al limite della principale via IV Novembre.
In una delibera risalente ancora al 17 giugno 2019, il CdA dell’Ipab individua nell’acquisizione dell’area dei vicini di casa “l’unica possibilità di ampliamento della struttura esistente” ovvero “di disporre di maggiori spazi esterni a servizio degli ospiti accolti” ma soprattutto “di disporre di spazi per futuri progetti di miglioramento degli standard strutturali dell’attuale Centro di Servizio”.
Ed è dello scorso 19 luglio, e quindi di pochi giorni fa, un’altra delibera del CdA dell’Ipab nel quale si preme l’acceleratore ritenendo “strategico, per il Centro Residenziale Servizi per Anziani” provvedere alla acquisizione dell’immobile confinante, acquisito anche “il parere favorevole all’operazione di acquisizione oggetto del presente atto da parte del sindaco del Comune di Solagna”.
E c’è anche il Piano B: da una lettera del 27 febbraio 2024 della direttrice dell’Ipab Domenica Todesco, a seguito di un incontro col sindaco e con l’assessore comunale all’Urbanistica, si apprende che il Comune di Solagna si è impegnato a contattare i proprietari dell’area confinante per capirne la disponibilità alla vendita e “a procedere, in caso di mancato accordo tra le parti, con un possibile intervento di esproprio per motivi legati alla pubblica utilità”.
Nella sua interrogazione, la consigliera Laura Carraro sottolinea “il grande valore del Centro Anziani attualmente esistente nel nostro centro paese” e non si dice contraria a uno sviluppo “di maggiori spazi esterni a servizio degli ospiti oggi accolti” e “di progetti di miglioramento degli standard strutturali dell’attuale Centro di Servizio” che oggi rappresenta “una casa a misura d’uomo, integrata nella comunità”.
Poi però la consigliera cambia registro:
“Quello che non comprendo è come si possa non vedere nella nuova acquisizione in corso da parte dell’Ipab Villa Serena e nel piano presentato a gennaio 2024 lo stravolgimento totale della finalità della Centro Anziani esistente. Diventerà un ospedale in centro paese con ripercussioni sull’aspetto paesaggistico, sul valore degli immobili e sulla vita dei residenti. Soprattutto non sarà più un luogo dove gli anziani della valle del Brenta potranno trovare una casa su misura.”
Per la Carraro “strutturarsi per una tipologia di ospite non autosufficiente è totalmente diverso dallo strutturarsi per anziani in stato vegetativo o con problematiche psichiatriche”.
Nel mirino della consigliera c’è anche la asserita mancanza di comunicazione preventiva alla popolazione su un progetto di così grande rilevanza da parte dell’amministrazione comunale:
“Questa amministrazione comunale non ritiene che la comunità di Solagna debba essere informata e messa in condizione di esprimere un’opinione su questo sviluppo urbanistico prima della sua approvazione?”.
Carraro chiede quindi “quali sono gli interventi che l’Ipab Villa Serena intende perseguire”, se “esiste un piano economico-finanziario che ne giustifichi la sostenibilità economica e un cronoprogramma per valutarne l’impatto nel tempo” e se “il consiglio comunale di Solagna è consapevole e favorevole a questo sviluppo urbanistico che modificherà l’aspetto e la vivibilità del centro del paese per le future generazioni”.
Chiede anche se “il consiglio comunale di Solagna è consapevole che la decisione sull'eventualità di questo sviluppo dipende dalla sua volontà, dovendo approvare o negare l’istanza di modifica al Piano degli interventi che l’Ipab Villa Serena dovrà presentare per la zona interessata al nuovo progetto di sviluppo, essendo ad oggi tutta l’area a destinazione residenziale e non per servizi.”
Sulla acquisizione o in alternativa sull’esproprio dell’abitazione privata confinante con la RSA, che ricade nell’area del progetto di ampliamento:
“In quale modo e con quale parte è intervenuta l’amministrazione comunale rispetto alla compravendita dell’immobile? È stata paventata alla proprietà del citato fabbricato la possibilità che il Comune di Solagna possa agire con eventuale esproprio in caso di mancata vendita “per motivi legati alla pubblica utilità”? Ritenete realmente perseguibile l’esproprio in questo caso? Siete consapevoli che la casa è attualmente affittata ad una famiglia che verrebbe sfrattata?”.
Per la cronaca: lo scorso 18 luglio la famiglia in questione ha già ricevuto una comunicazione di disdetta del contratto di locazione da parte della proprietà dell’abitazione, intenzionata a vendere l’immobile all’Ipab.
In finale di testo, la consigliera Laura Carraro riassume la questione ravvisando “tre preoccupazioni”.
La prima è sull’Ipab Villa Serena che, “con un bilancio così critico”, “tiene fermo un finanziamento di circa 900 mila euro (cifra che ritengo molto distante dalla copertura economica necessaria al piano complessivo), ma non ha una variante al PI che la autorizzi a portare a compimento nessun progetto”, il tutto “senza il benestare preventivo della comunità di Solagna”.
La seconda è sul tipo di sviluppo che “questa amministrazione intende autorizzare”.
La terza è su come sia intervenuta l’amministrazione comunale sull’operazione relativa all’immobile confinante alla RSA.
“Lo sviluppo di questa struttura, che sovraenti comunali valutano necessaria - osserva l’interrogante -, ritengo debba essere finanziato in un luogo maggiormente capace di sostenerlo e, eventualmente, ampliarlo nel futuro (cosa qui non possibile) per preservare in modo assoluto la qualità di vita nel nostro Centro Anziani con interventi di adeguamento negli spazi esterni, nei parcheggi e nei servizi semiresidenziali, oltre che utilizzare in modo produttivo e lungimirante le risorse pubbliche.”
Casa di Riposo di Solagna: lascia o raddoppia?
La risposta, anche se i giochi sembrano ormai fatti, spetta al sindaco.
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