Ultimora
26 Mar 2026 10:26
Nel Bellunese una serra diventa uno spazio per la 'colazione letteraria'
26 Mar 2026 10:20
Adesca una ragazzina di 11 anni sui social, arrestato operaio di Vicenza
26 Mar 2026 09:44
Alberi pericolanti nel Trevigiano per il maltempo, 15 interventi
25 Mar 2026 17:44
Annegò la figlia appena partorita, condannata a 16 anni
25 Mar 2026 15:58
Tenta di entrare in 5 abitazioni, arrestato 23enne sui tetti
26 Mar 2026 10:37
L'ambasciatore Usa in pressing sula Ue: 'Patti sui dazi rispettati, ora tocca all'Europa'
26 Mar 2026 10:57
Il prezzo del gasolio sfonda i 2 euro al litro in autostrada
26 Mar 2026 10:33
Scossa di terremoto di magnitudo 4.1 in provincia Pistoia
26 Mar 2026 10:26
Sta meglio la professoressa accoltellata, non è più in terapia intensiva
26 Mar 2026 10:08
++ Istat, fiducia consumatori marzo crolla a 92,6 ++
Morte sul lavoro altrui
Tragedia di Mestre e morti sul lavoro: la provocazione dell’ex sindaco di Romano d’Ezzelino Luciano Dissegna e le mie considerazioni al riguardo
Pubblicato il 07 ott 2023
Visto 9.993 volte
Della tragedia di Mestre mi sono già occupato nel mio precedente articolo “Pensieri a mezz’asta”.
In quella sede avevo espresso alcune considerazioni sulla percezione di quanto accaduto, al netto degli sviluppi di cronaca sulle indagini riguardanti la sciagura che continuano a susseguirsi a ritmo quotidiano. Con quell’editoriale ritenevo di aver detto tutto quello che avevo da dire, per non correre il rischio, come avevo chiarito all’inizio del testo, di non scrivere parole a vuoto.
Ma una comunicazione pervenuta in redazione mi spinge, mio malgrado, a ritornare sull’argomento proprio oggi, giornata di fiera e di festa a Bassano.
Foto per la stampa: vigilfuoco.tv
Il mittente di quella che è una vera e propria provocazione è l’ex sindaco di Romano d’Ezzelino Luciano Dissegna, non nuovo e anzi abituato alla diffusione di interventi controcorrente.
Non sono ovviamente tenuto né obbligato a prendere in considerazione ogni messaggio che arriva in redazione, ma quello di Dissegna pone a modo suo una questione meritoria di attenzione.
Nel suo breve intervento intitolato “Morti sul lavoro di serie A e B”, Dissegna scrive testualmente:
“La morte sul lavoro più clamorosa di quest'anno, quella del povero autista del pullman di Mestre, sta passando in secondo piano non costituendo per la politica, soprattutto sinistra e sindacati (ma non solo) la solita occasione per criminalizzare le imprese soprattutto quelle piccole.”
Interpretando liberamente il pensiero dell’ex sindaco: quella di Alberto Rizzotto, l’autista trevigiano del pullman volato giù dal cavalcavia di Mestre, è una morte sul lavoro “di serie B”: non ha generato il consueto sdegno generalizzato che consegue alle disgrazie in ambito lavorativo e che punta il dito sulle responsabilità delle imprese ovvero dei datori di lavoro delle vittime.
Quella di Dissegna è una chiave di lettura a dir poco insolita, per non usare altri aggettivi.
Innanzitutto perché la morte sul lavoro dell’autista è avvenuta “in itinere”, come si dice in linguaggio tecnico, e cioè al di fuori della sede di lavoro.
Solo i riscontri delle indagini sui resti dell’autobus consentiranno di verificare se l’automezzo fosse guasto in partenza, con conseguente effettiva responsabilità della ditta di autotrasporti proprietaria del pullman.
E poi anche per la dimensione della tragedia. Quello dell’autista deceduto è uno dei tanti drammi singoli del dramma generale di questo incidente ed è naturale che, al cospetto di una simile ecatombe, il particolare aspetto del conducente “vittima del lavoro” passi in secondo piano.
Non è questo, peraltro, il punto. Sembra quasi infatti, a leggere le parole di Dissegna, che qualcuno non aspetti altro che la “solita occasione” - quella in cui ci scappa il morto, come si suol dire - per “criminalizzare” le imprese, addossando la paternità di tale atteggiamento a una certa cultura politica di sinistra.
Ma la realtà delle cose ci dice che i termini della questione sono ben altri.
Neanche a farlo apposta, nello stesso giorno della mail di Dissegna è pervenuto in redazione un comunicato stampa dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, avente ad oggetto “Morti sul lavoro in Veneto: sempre peggio. La regione seconda in Italia per numero di vittime totali e in occasione di lavoro”.
Riassumo alcuni dei dati forniti dall’osservatorio che fa capo al centro di ingegneria della sicurezza sul lavoro Vega Engineering.
Nei primi otto mesi del 2023 i morti sul lavoro in Veneto sono stati complessivamente 60 (contro i 65 dello stesso periodo del 2022).
Di questi, 45 a seguito di infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro, 2 in più rispetto allo stesso periodo dello stesso anno.
Continuano a diminuire invece gli infortuni mortali “in itinere”, passati rispetto al 2022 da 22 a 15.
Il Veneto, insieme al Lazio, è la seconda regione in Italia dopo la Lombardia per numero di vittime totali e la seconda anche per infortuni mortali in occasione di lavoro.
Anche se il Veneto, come specifica l’osservatorio Vega, “abbandona la zona arancione ed entra nella meno allarmante zona gialla per incidenza di mortalità”.
Sul piano degli infortuni in generale, l’attività manifatturiera (8.753 infortuni sul lavoro denunciati) è ancora il settore più colpito nella nostra regione, come nel resto del Paese, seguito da costruzioni, commercio, trasporti e magazzinaggio, sanità.
È la provincia di Verona a far rilevare il più elevato numero di denunce totali (9.455) ma è seguita a ruota dalla provincia di Vicenza con 8.862 denunce.
Nella nostra regione, nei primi otto mesi del 2023, sono 46.099 le denunce di infortunio complessive su un totale, in Italia, di 383.242: vale a dire oltre il 12% di quelle rilevate sul piano nazionale.
Si tratta di dati che parlano da soli e che confermano ancora una volta, nonostante tutte le obbligatorie misure preventive e le rigorose normative di legge al riguardo, il preoccupante deficit di sicurezza all’interno dei capannoni.
Non ritengo tuttavia che evidenziarlo, come pure dare ampia notizia - quando purtroppo succede - di un decesso sul posto di lavoro con l’inevitabile domanda di chiarezza sulle responsabilità equivalga, come sostiene Dissegna, alla “solita occasione per criminalizzare le imprese soprattutto quelle piccole”.
Nelle morti e negli infortuni di lavoro non ci sono criminali: ci sono semmai colpevoli, nel momento in cui vengono confermati come tali dalla giustizia. Ed è tutta un’altra cosa.
È pertanto inopportuno dare una “classificazione”, serie A contro serie B, al decesso di Alberto Rizzotto.
Certamente, l’autista dell’autobus volato giù dal cavalcavia di Mestre era in servizio e la sua può essere tecnicamente definita come “morte sul lavoro”. Per quanto, come affermato da Dissegna, stia “passando in secondo piano”.
Ma allora come dovremmo definire la morte delle altre 20 persone (21, se consideriamo anche il bambino che la giovane vittima croata Antonela Perkovic, al sesto mese di gravidanza, stava attendendo) decedute nell’incidente? “Morte sul lavoro altrui”?
Non è proprio il caso di sottilizzare su questi aspetti, per rispetto di tutti.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 26 marzo
- 26 mar 2025La resa dei conti
- 26 mar 2025Piccolo Grande Amore
- 26 mar 2025Stringiamoci a Coorte
- 26 mar 2024Giro di taglio
- 26 mar 2024Missili Patriot
- 26 mar 2022Spin-off
- 26 mar 2022Questione di cuore
- 26 mar 2021Pavimento lento
- 26 mar 2021Il Sommo svarione
- 26 mar 2021L'accerchiato
- 26 mar 2020Senza rete
- 26 mar 2018Grappa e vinci
- 26 mar 2016Focus sulla città
- 26 mar 2016Avanti Popolo
- 26 mar 2014Candidati...al palcoscenico
- 26 mar 2014Donazzan raccoglie firme a Bassano “per difendere i Carabinieri”
- 26 mar 2014La sponda della discordia
- 26 mar 2014A scuola di educazione stradale
- 26 mar 2013Consiglio comunale, maggioranza spaccata
- 26 mar 2012Anche Bassanonet va “Back to Africa”
- 26 mar 2012Beppe Grillo irrompe a Rosà (via Skype)
- 26 mar 2012“Dialogando”, primo appuntamento
- 26 mar 2012Come trasformare le idee in business
- 26 mar 2011Et voilà, l'asparago
- 26 mar 2011Sotto la pelle del colore
- 26 mar 2011Bassano il 27 marzo è la Città dei Ragazzi
- 26 mar 2010Social noir
- 26 mar 2010Rete Veneta diffida Bassanonet
- 26 mar 2009Via Ferracina chiusa per due mesi e mezzo
Più visti
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 12.870 volte
Attualità
24 mar 2026
Bassano sorprende alle urne: alta affluenza e vittoria in controtendenza
Visto 10.126 volte
Geopolitica
19 mar 2026
Gli Houthi nello Yemen restano in disparte nella guerra USA-Israele contro l’Iran
Visto 9.335 volte
Attualità
20 mar 2026
Bassano del Grappa rafforza la rete tra cultura, sport ed educazione
Visto 8.294 volte
Geopolitica
23 mar 2026
Il Cile alza un muro: Kast inaugura la stretta sull’immigrazione
Visto 7.725 volte
Attualità
23 mar 2026
Referendum sulla Giustizia, a Bassano affluenza oltre il 50%
Visto 7.544 volte
Attualità
14 mar 2026
Uniti per il Centro Studi: comitati dei genitori al lavoro su strategie e sicurezza
Visto 20.629 volte
Attualità
01 mar 2026
Asparago-gate: “Serve più dialogo tra produttori e ristoratori”
Visto 18.867 volte
Geopolitica
03 mar 2026
Possibile vertice tra Corea del Nord e Stati Uniti in Cina
Visto 15.266 volte
Politica
17 mar 2026
Giustizia al bivio: il fronte del “No” illustra perché opporsi alla riforma
Visto 14.866 volte
Politica
18 mar 2026
Giustizia, la svolta del Sì: «Liberiamo il merito dal peso delle correnti per un giudice davvero indipendente»
Visto 14.012 volte
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 12.870 volte



