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Dimissioni di settembre
Un anno fa le dimissioni da vicesindaco di Roberto Marin che trasmette un comunicato in redazione attaccando nuovamente l’amministrazione Pavan. “È tempo di dire basta! Bassano del Grappa ha urgente bisogno della buona politica”
Pubblicato il 05 set 2023
Visto 9.736 volte
Dimissioni di settembre.
Sembra quasi “Impressioni di settembre”, il titolo della celebre canzone della PFM.
Ma PFM, in questo caso, non è la Premiata Forneria Marconi. È il Pervicace Fustigatore Marin.
Esattamente un anno fa, il 5 settembre 2022, Roberto Marin, uomo di punta di Impegno per Bassano, si dimetteva da vicesindaco. Sbattendo la porta e mettendo in atto un clamoroso strappo con il sindaco Pavan e la sua amministrazione.
E in occasione del primo anniversario della sua decisione, l’ex numero due di via Matteotti ha trasmesso un comunicato stampa in redazione.
Nel testo, Roberto Marin si fa una domanda: “Che cosa è cambiato dallo scorso anno? Quali sono i problemi sul piatto che sono stati risolti da un anno a questa parte?”.
E, come leggerete, si dà anche una risposta.
Ma soprattutto, traendo spunto dalla critica nei confronti dell’amministrazione, lancia alla fine una serie di messaggi sul concetto di “buona politica per Bassano”.
Come al solito io di politica cittadina non ci capisco mai niente, ma mi assomiglia tanto a un primo abbozzo di programma elettorale.
AD UN ANNO DALLE MIE DIMISSIONI
Comunicato stampa
Roberto Marin
È passato esattamente un anno dalle mie dimissioni che mi vedevano ricoprire il ruolo numero due dell’amministrazione cittadina. Scelta difficile e importante ma doverosa, dettata da ciò che da sempre mi contraddistingue, ovvero la coerenza, la stessa costruita in oltre 20 anni di politica cittadina.
Piuttosto che essere elemento di tradimento o rottura, di cercare alleanze con sotterfugi per fare cadere e/o chiedere le dimissioni del Sindaco e dell’intera maggioranza, ho scelto di fare un passo indietro e di lasciare procedere la giunta Pavan.
C’è da dire che a Bassano si è assistito all’uscita di scena di elementi di spicco e con ruoli istituzionali importanti: non soltanto la mia uscita (ricordo che ero vicesindaco e consigliere più votato dell’intero Centro Destra), ma anche quella dell’assessore Tamara Bizzotto, secondo consigliere più votato di maggioranza e da ultimo niente meno che l’uscita del Presidente del Consiglio Comunale Stefano Facchin. Sono dati che dovrebbero far riflettere.
Sono trascorsi esattamente 365 giorni dalle mie dimissioni. La mia domanda è questa: “Che cosa è cambiato dallo scorso anno? Quali sono i problemi sul piatto che sono stati risolti da un anno a questa parte?”
I nodi storici come Piano Mar, Viabilità, Polo S. Chiara ed i temi della Casa di Riposo e Villa Serena, l’annosa questione del Teatro Astra sono ancora tutti lì: del resto per quasi un anno ci si è dedicati alle manifestazioni per la riconsegna del Ponte Vecchio alla città. Forse qualche energia in più andava spesa nella direzione di una programmazione basata su analisi e sintesi della realtà condividendo con la città le priorità dei problemi da affrontare. Per non parlare della Scuola Mazzini e di tutto il denaro pubblico speso per piani di fattibilità che non hanno portato a nulla, ai quali se ne aggiunge adesso uno nuovo, con altri esborsi. E intanto il problema di fondo della riorganizzazione dell’edilizia scolastica rispetto al calo demografico è rimasto al palo... Sulla sanità dovremmo scrivere un intero libro!
Del resto, nelle mie dimissioni evidenziavo una completa divergenza su modo, metodo, modalità e priorità della strategia politica e amministrativa e i risultati su Casa di Riposo (sic. “suicidio politico”), il problema logistico di Villa Serena, il Polo S. Chiara (con la proposta del Genius Center per oltre 25 milioni - ricordo che ne erano stati preventivati solo 8! -), il caso Baxi- Pengo (e conseguente campagna denigratoria verso la libera espressione di voto dei consiglieri) non chiedono ulteriori commenti! Non voglio dimenticare la sistemazione del Ponte della Vittoria, annunciata all’ultimo alla città ed ai commercianti interessati... Altro argomento che ha lasciato i bassanesi assai perplessi ed ha innescato polemiche e criticità.
È tempo di dire basta! Bassano del Grappa, la mia città, la nostra città, ha urgente bisogno d’altro: ha bisogno della buona politica!
La buona politica per Bassano è fatta di scelte che, oltre alla manutenzione della città, consolidino giorno per giorno, anno per anno e nell’avvicendarsi dei mandati amministrativi, scelte di sviluppo per la città, con la priorità data alle Persone, soprattutto Giovani e Anziani.
La buona politica per Bassano è fatta di rispetto del consiglio comunale e della libera espressione di voto, perché il dibattito politico costruttivo e le ragioni del dissenso divengano utili elementi di attenzione nel percorso della scelta stessa.
La buona politica per Bassano è la faticosa ed impegnativa prerogativa dell’informazione e la condivisione delle scelte con la città, perché il consenso della vittoria elettorale non è più un passaporto per poter fare e proporre (o imporre dall’alto) ogni scelta.
L’individualismo/egoismo, accentuati anche dal Covid, come pure il crescente astensionismo al voto, stanno dissolvendo il senso di comunità e di attenzione verso il bene comune collettivo: la buona politica deve coinvolgere i cittadini e tutti i corpi intermedi (bene prezioso della ns. città) come associazioni, quartieri, categorie economiche e sociali, portatori di interessi, facendoli sentire non destinatari ma protagonisti delle scelte.
La buona politica per Bassano è il punto di osservazione che assume l’amministrazione per guardare alla propria città ed ai suoi confini, per poi proporre le scelte: dal punto più alto, collegandosi idealmente alle torri civiche dei comuni del comprensorio, verso una politica territoriale che trasformi tutte le torri in quartieri uniti che fanno parte di una grande città aperta, elemento di sviluppo e di opportunità per tutti!
È questa la #Bassanochevogliamo, è questa la #Bassanochevorrei!
Bassano, 05.09.2023
Roberto Marin
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