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Mamma mia: ma quanto grande è l’alce siberiana?
È già gigantesca per i nostri occhi di adulti, figurarsi per quelli di un bambino della scuola materna.
“L’aspetto emozionale di viene qui è che si rende conto di come gli animali siano dal vivo.”
Foto Alessandro Tich
Chi lo dice è Chiara Pierobon, curatrice scientifica del Wild Life Museum - Collezione Renato Luca, alla conferenza stampa convocata a Villa Ca’ Erizzo Luca per la presentazione delle iniziative in programma per il secondo anniversario dalla nascita del museo naturalistico che sarà celebrato dopodomani, sabato 26 novembre.
Inaugurato nel settembre 2020, il Wild Life Museum espone una collezione con un migliaio di esemplari di animali provenienti da tutte le zone del mondo, realizzata grazie alla passione venatoria esercitata nei cinque continenti dall’imprenditore e proprietario Renato Luca, scomparso il 14 dicembre dell’anno scorso.
Il museo è allestito in dieci grandi locali di Villa Ca’ Erizzo Luca. Al piano terra si trovano innanzitutto l’accesso, la sala di proiezione e lo spazio per le attività didattiche.
Sulle bacheche sono esposti i disegni dei bambini delle scuole materne e elementari che esprimono graficamente le loro impressioni ed emozioni dopo aver visto di persona tutti quegli animali altrimenti visibili solo nelle foto dei libri di storia naturale.
Sempre al piano terra solo collocate le tre grandi sale dedicate agli animali africani, 58 esemplari in tutto. Tra questi, anche i cosiddetti “Big Five” (leone, leopardo, bufalo, elefante e rinoceronte) oltre a numerose antilopi e gazzelle.
L’esposizione prosegue al secondo piano con la mostra della fauna selvatica proveniente da Europa, Americhe e Asia. Qui è collocata anche la collezione ornitologica, con quasi 600 esemplari di uccelli, dai più maestosi come l’avvoltoio degli agnelli fino ai più piccoli passeriformi. Nelle sale superiori spiccano per la loro imponenza altri pezzi da 90 della natura come il bisonte, il bue muschiato, l’alce o i cervi di varie specie.
Un altro vanto della mostra è inoltre la più completa collezione conosciuta di capre e pecore di montagna. “Gli animali - spiega il dépliant informativo del museo - sono stati preparati così bene da tassidermisti esperti da sembrare vivi.”
Ed è vero. Ad esempio il ghepardo che ho fotografato e pubblicato nell’immagine sopra sembra quasi volerti parlare con gli occhi.
Dunque il Wild Life Museum spegne due candeline e per celebrare l’evento sabato 26 novembre, nella Cappella Mares di Villa Ca’ Erizzo Luca, con inizio alle ore 17, si terrà un incontro aperto al pubblico (posti limitati, necessaria la prenotazione allo 0424 421824, email infowlm@villacaerizzoluca.it) che collegherà idealmente la collezione naturalistica al Museo Hemingway e della Grande Guerra, l’altro museo allestito nella villa sul lungobrenta intitolato allo scrittore statunitense Premio Nobel che qui, come è noto, soggiornò come autista 18enne della American Red Cross negli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale.
Nell’incontro di sabato sarà presentato il libro “Il senso per la natura di Hemingway” dello scrittore e naturalista Marco Mastrorilli. Dialogheranno con l’autore il giornalista Giandomenico Cortese, curatore scientifico del Museo Hemingway e la già citata Chiara Pierobon, responsabile scientifica della collezione degli animali.
Seguirà alle 18 una speciale visita guidata al Wild Life Museum.
“Hemingway amava la natura, non solo le corride - dichiara Giandomenico Cortese -. Una passione ereditata dal padre che lo portava da ragazzo nelle riserve indiane. Lo scrittore è noto come cacciatore e pescatore, meno conosciute sono invece le sue connessioni con la natura che lo rendono un autore dallo spirito “green” più incisivo di quanto si pensi.”
“Marco Mistrorilli è un affermato ornitologo, che ha già avuto modo di vedere e di apprezzare la collezione ornitologica del Wild Life Museum - continua Cortese -. Il suo libro raccoglie degli appunti sulla sensibilità di Hemingway nei confronti della natura, a partire da una sua rara poesia giovanile scritta a Parigi nel 1922. In questo modo sarà fatto un collegamento tra le due realtà museali di Ca’ Erizzo.”
“Dopo l’inaugurazione nel settembre 2020 l’attività del Wild Life Museum è rimasta bloccata a causa del Covid - afferma Chiara Pierobon -. Dopo la riapertura nel novembre 2021 è ripresa in pieno e fino ad oggi abbiamo avuto circa 3000 visitatori.”
“Proponiamo ai visitatori diversi spunti di attività con l’obiettivo di far conoscere la collezione sotto diversi punti di vista - prosegue la curatrice -. Facciamo laboratori per i bambini delle scuole e partecipiamo alle iniziative del FAMU, la giornata nazionale delle Famiglie al Museo.”
Per le scuole, in particolare, vengono proposte “esperienze dedicate” e differenziate a seconda delle tre fasce di età: materna, primaria, secondaria di primo grado.
In più, come spiega sempre la responsabile, vengono riservate al pubblico esperienze particolari per avvicinarsi al mondo degli animali in modo originale e alternativo, in particolare nei weekend.
Tra queste, la “visita guidata tattile”. Gli animali esposti non si possono toccare ma è stato escogitato il modo per farlo: e cioè con una scatola che contiene pelli di animale, in cui si mette la mano per indovinare ed imparare a quali specie appartengano.
Ci sono anche le visite “a luci soffuse”, nelle quali - quasi si partecipasse ad un safari notturno - si può provare l’insolita sensazione di avvicinarsi alle sagome degli animali che si stagliano nella penombra.
“Vorrei sottolineare l’importanza della collezione dal punto di vista scientifico - osserva ancora la dottoressa Pierobon -. Qui si possono vedere animali ancora presenti in pochissimi esemplari o anche animali già estinti, in particolare in Africa.”
“L’incontro di sabato per il secondo anniversario del Wild Life Museum sarà anche uno spunto di riflessione sull’evoluzione della coscienza ecologica, dai tempi di Hemingway ad oggi - annuncia Giandomenico Cortese -. Un modo anche per rispondere alle domande del territorio su questo museo, che negli anni non è stato ancora pienamente compreso.”
Nota conclusiva a margine, collegata all’ultima dichiarazione di Cortese: tutti gli animali esposti al Wild Life Museum sono gli stessi donati dal proprietario Renato Luca nei primi anni 2000 (sindaco Gianpaolo Bizzotto) alla città di Bassano del Grappa.
Un lascito per il quale - per restare in tema zoologico - l’amministrazione comunale non sa ancora che pesci pigliare, non avendo ad oggi immaginato nemmeno un’ipotesi di sede per la collocazione degli stessi, nonostante le indicazioni emerse dal famoso e ben pagato studio per il concept progettuale del nuovo Hub Urbano per la Cultura e l’Innovazione, in sostituzione del progetto di quel Polo Museale Santa Chiara che risulta estinto nonostante non si trovi in Africa.
Ma questa, egregi lettori, è ovviamente un’altra storia.
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