Ultimora
8 Jan 2026 14:49
Gabriella Dorio 'ambasciatrice' nel mondo del Torcolato di Breganze
8 Jan 2026 14:22
Nel 2025 oltre 343mila ingressi per la Collezione Peggy Guggenheim
8 Jan 2026 12:31
A Venezia 'Cosìfuntutte' rilegge Mozart in chiave contemporanea
8 Jan 2026 15:41
La procura di Roma avvia un'indagine sulla strage di Crans-Montana
8 Jan 2026 15:25
++ Procura di Roma avvia indagine su strage di Crans-Montana ++
8 Jan 2026 14:30
Macron: 'Gli Usa si allontanano da alleati e norme internazionali'
8 Jan 2026 14:54
Piantedosi e Giorgetti al question time al Senato
8 Jan 2026 14:49
Musk contro OpenAI, a marzo si andrà a processo
8 Jan 2026 14:16
È vero che le “reti fantasma” possono essere trasformate in energia?
Redazione
Bassanonet.it
Veneto Stato: “Yes podemo...diventar indipendenti!”
Si è svolta a Vicenza la “Conferenza veneta sull'indipendentismo locale in Europa” promossa da Veneto Stato, movimento pro-referendum per l'indipendenza del Veneto. Con la benedizione dei movimenti indipendentisti di Catalogna e Scozia
Pubblicato il 16-12-2012
Visto 7.424 volte
A richiamare l'attenzione di obiettivi e telecamere, inevitabilmente, è stata la bionda e fotogenica Anna Arquè, portavoce dell'EPI (European Partnership for Indipendence) della Catalogna. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze: nonostante il dolce sorriso e il piacevole look alla Shakira, la signorina Arquè è una battagliera e determinata macchina da guerra, attiva su più fronti nazionali ed europei, nel nome dell'indipendenza dalla Spagna del popolo catalano.
Ma i fermenti indipendentisti della “Nazione Catalana” erano rappresentati anche da Josep Manel Ximenis, sindaco di Arenys de Munt, piccolo Comune di 8500 abitanti a una cinquantina di chilometri da Barcellona, che nel 2009 ha organizzato il primo referendum non ufficiale per l'indipendenza catalana, raggiungendo il 96% dei consensi.
Non poteva mancare la Scozia, che entro il 2014 - a seguito dell'accordo tra il premier britannico David Cameron e il primo ministro scozzese Alex Salmond - andrà allo storico referendum per l'indipendenza dal Regno Unito.
Indipendentisti "United". Da sinistra: Josep Manel Ximenis, Anna Arquè e Antonio Guadagnini alla Conferenza di Vicenza
E per spiegare e sostenere le motivazioni della Scottish Independence sono intervenuti, tra gli altri, il consulente parlamentare del governo di Edimburgo John Riley, tra gli estensori della futura Costituzione della Scozia; il portavoce EPI per la Scozia Chris White e il romanziere e commediografo, nonché “Scrittore Scozzese dell'Anno” Alan Bissett.
Presenti anche gli attivisti dei movimenti indipendentisti fiamminghi e tirolesi, in rappresentanza di altri due angoli di Europa dove l'appartenenza e la suddivisione tra gli attuali e rispettivi Stati nazionali (Belgio e Olanda da una parte, Austria e Italia dall'altra) è storicamente contestata da ampie fasce di popolazione.
Tutti insieme appassionatamente per partecipare, all'Alfa Hotel di Vicenza, alla prima “Conferenza veneta sull'indipendentismo locale in Europa”, promossa da Veneto Stato: il movimento che si pone come obiettivo il raggiungimento dell'indipendenza del Veneto, tramite l'indizione di un referendum democratico basato sul principio di autodeterminazione dei popoli.
“Veneto è, chi Veneto fa” è stato del resto lo slogan, mutuato da “Forrest Gump”, riecheggiato più volte alla convention vicentina.
“Stiamo vivendo una nuova era post globalizzazione, dopo quello che è stato un vero big bang per il capitalismo, il fallimento di Lehman Brothers - ha affermato, aprendo la giornata, il portavoce europeo di Veneto Stato e membro dello Scottish National Party Giovanni Dalla Valle -. Per uscire da questa crisi che attanaglia tutta l'Europa, molti Paesi hanno tagliato le tasse e l'IVA, ma l'Italia no, aumenta la tassazione.”
Dalla Valle ha indicato in un vero e proprio colpo di stato l'insediamento a capo del Governo italiano di Mario Monti. “Nell'ultimo anno in Italia i livelli di tassazione hanno sfiorato il 68% - ha denunciato il rappresentante double-face veneto-scozzese -, qui lavorate come schiavi per coprire il debito fatto dalla finanza internazionale, siamo al crimine della schiavitù.”
L'idea è che il governo italiano attuale e in generale i governi occidentali facciano pagare ai popoli il “fallimento" delle banche. “In Islanda nella recentissima nuova costituzione è stato scritto che il popolo non è assolutamente mai responsabile del debito delle banche” - ha sottolineato ancora Dalla Valle.
A spiegare perché conviene ai Veneti e al Veneto diventare indipendenti è stato il segretario generale di Veneto Stato, Antonio Guadagnini: “Se diventassimo indipendenti subito avremmo 20 miliardi di euro a nostra disposizione: si tratta di quella parte della tassazione che in un anno resta a Roma e che non torna nel nostro territorio pur essendo frutto del sudore della fronte dei Veneti.”
Guadagnini ha ribadito che la risoluzione 44 votata due settimane fa dal consiglio regionale del Veneto “non risolve il problema dell'indipendenza”.
“La prende troppo larga e non va al nocciolo della questione - ha spiegato il segretario -, perché seguendo l'ordinamento legislativo statale e regionale attuale non è possibile indire un referendum indipendentista.”
E allora? Ecco la Guadagnini-ricetta: “Qui bisogna che il presidente del Veneto e l'intero consiglio regionale diano le dimissioni e subito vengano indette nuove elezioni in nome del popolo veneto", che peraltro “è riconosciuto dall'ONU come popolo senza Stato, come anche i Sardi e come hanno già fatto richiesta di essere riconosciuti anche i Siciliani”.
Un'azione politica comunque pacifica quella professata da tutti gli ospiti che si sono susseguiti sul palco dell'Alfa Hotel, tutti uniti dal comune intento di conferire ai rispettivi territori, con azioni e iniziative democratiche, lo status di Nazione indipendente.
In sala, oltre alla bandiera di San Marco (quella “pacifica”, col Leone senza spada) e al logo del cuore, simbolo di Veneto Stato, è stata esposta anche una bandiera del Tibet. “Perché in realtà il movimento indipendentista di Veneto Stato - spiegano i suoi promotori - è trasversale dal punto di vista politico e anche religioso. E in questo caso il popolo tibetano è un popolo oppresso che deve riacquistare la sua indipendenza.”
La strada verso un “Veneto Stato” è in realtà una salita politica e istituzionale di settimo grado, ma gli indipendentisti di casa nostra ci credono. E oltre a Forrest Gump, a Vicenza è riemerso anche il celebre slogan di obamiana memoria “Yes We Can”. Trasformatosi, nell'occasione, in “Yes podemo”.
Podemo cosa? “Diventar indipendenti!", ovviamente.
Il 08 gennaio
- 08-01-2025C’è imposta per te
- 08-01-2024Repubblica di San Marin
- 08-01-2023Bésame mucho
- 08-01-2022Romanzo Quirinale
- 08-01-2021Se il banco chiude
- 08-01-2021Dal MuSe alla Mesa
- 08-01-2020L'eccezione alla regola
- 08-01-2018Mozzarella di bufala
- 08-01-2015Teatro Santa Chiara
- 08-01-2015Pietre della città
- 08-01-2015E gli alpini fanno...pace con Bassanonet
- 08-01-2014Tangenti, terremoto alla Steda
- 08-01-2014AkzoNobel, incontro a Roma. Donazzan: “Rispetto per l'Italia”
- 08-01-2014Gira per Bassano con l'auto sequestrata, beccato
- 08-01-2014C'era una volta a Bassano
- 08-01-2013Elezioni e PD, Filippin c'è
- 08-01-2013L'affaire Pelican
- 08-01-2013Il Carnevale cantierato
- 08-01-2011Casetta “Pro Bassano”: scoppia la polemica
- 08-01-2011Ad Asiago “esplode” il tricolore
- 08-01-2010"La sicurezza dei cittadini non è una priorità di questa Amministrazione"
Più visti
Geopolitica
05-01-2026
La Danimarca acquista missili dagli Stati Uniti nonostante le pretese di Trump sulla Groenlandia
Visto 8.549 volte
Imprese
07-01-2026
Confcommercio scrive ai Sindaci: «Meno tasse locali per salvare i negozi»
Visto 1.798 volte
Geopolitica
15-12-2025
La Siria del post Assad tenta di recuperare terreno in ambito internazionale
Visto 9.599 volte
Geopolitica
22-12-2025
L’India beneficia della guerra in Ucraina acquistando petrolio russo a prezzi scontati
Visto 9.393 volte






