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“Pedalata per un Centro Studi Sicuro”. Fiab Bassano accompagna in bicicletta amministratori pubblici e portatori di interesse lungo un itinerario di 20 punti critici per la viabilità e la sicurezza nell’area studentesca cittadina
Pubblicato il 17 mag 2022
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Prendi la bicicletta e vai.
Luogo di ritrovo: il Centro Studi di Bassano del Grappa, sede della “Pedalata per un Centro Studi Sicuro” organizzata nella mattinata di sabato 14 maggio da Fiab Bassano.
“L’evento - spiega la Fiab in una nota di presentazione - è stato creato per sensibilizzare amministratori, presidi, insegnanti, genitori, studenti, residenti dei quartieri, forze dell'ordine, Servizio prevenzione Ulss7 ed SVT sulla necessità di rendere il Centro Studi di Bassano più sicuro, più libero dai mezzi a motore, più verde, più sano.”
Partenza davanti all’entrata dell’Istituto Remondini in via Travettore ed arrivo in via Bach, la stradina che all’orario di entrata e di uscita degli studenti diventa una concessionaria di automobili, il primo e l’ultimo di 20 punti critici della viabilità dell’area studentesca cittadina.
Lo scopo dell’evento è stato proprio quello di pedalare insieme lungo un itinerario che faccia capire le criticità e l’emergenza sicurezza in Centro Studi.
Alla pedalata di sabato mattina non sono mancati gli amministratori pubblici: nella fattispecie gli assessori comunali all’Istruzione Mariano Scotton e ai Lavori Pubblici Andrea Zonta e il consigliere provinciale con delega agli istituti scolastici Davide Berton.
C’erano anche, tra gli altri, la responsabile del dipartimento Prevenzione dell’Ulss 7 Maria Caterina Bonotto, il rappresentante dell’UCG-Unione Comitato Genitori Valter Lovato e il presidente del consiglio di quartiere Santa Croce Egidio Zilio, assieme a vari soci Fiab particolarmente interessati alla questione.
“Abbiamo fatto questa pedalata tecnica toccando tutti i punti critici, che sono una ventina, del Centro Studi - riferisce il presidente di Fiab Bassano Renzo Masolo -. Come associazione siamo sempre più preoccupati per la sicurezza dei nostri ragazzi e pensiamo che sia più che mai urgente partire dal Centro Studi per fare anche una rivoluzione territoriale di messa in sicurezza degli istituti e delle aree scolastiche.”
“Il nostro obiettivo - continua - è innanzitutto osservare e cercare di capire bene le criticità e poi portarle in un tavolo di discussione con tutti gli attori di questo processo, che sono tutti quelli che abbiamo invitato alla pedalata. Per cui li ricontatteremo nuovamente fra qualche settimana e cercheremo di fare sintesi, di elaborare tutte le cose viste e dare anche delle soluzioni come Fiab.” “Noi non ci arroghiamo il diritto di cercare di “convincere” qualcuno - precisa Masolo - ma ci auspichiamo che questo processo possa mettere tutti nelle condizioni di parlare e di dire la propria per trovare queste soluzioni.”
“Siamo contenti, per un certo aspetto - afferma il presidente Fiab -, per quello che abbiamo sentito in anteprima alla pedalata dagli amministratori, che ci hanno in qualche modo tranquillizzati dicendo che sono già al lavoro e stanno già ragionando sul tema della sicurezza del centro studi e sul cercare delle soluzioni, anche in accordo con i presidi e con i residenti del quartiere.”
“Nello stesso tempo, però - aggiunge -, siamo anche un po’ preoccupati di queste affermazioni perché riteniamo fondamentale trovare le soluzioni insieme. Non delle soluzioni parcellari, di singoli e piccoli problemi del Centro Studi ma delle soluzioni che partano da una visione generale.” “Quello che noi ci auspichiamo è che l’amministrazione comunale chieda alla Provincia di attivarsi e che la Provincia, in collaborazione con l’amministrazione, possa avviare questo tavolo di ragionamento e di studio per fare sintesi e trovare alla fine le soluzioni migliori.”
“Ciò che noi vediamo come punto d’arrivo - sottolinea il già consigliere comunale - è che il Centro Studi si trasformi in un vero campus scolastico dove i ragazzi possano trovare la loro “casa”, cioè un loro luogo di benessere, di aggregazione e poi soprattutto di sicurezza.” “Abbiamo constatato con mano alcune evidenze che sono veramente contraddittorie - punta il dito Masolo -. Contare all’interno dell’area del Centro Studi, quindi di un’area di proprietà della Provincia, 160 posti auto segnati, più quelli che non sono segnati ma dove il personale, gli studenti e i dipendenti parcheggiano, è ormai una contraddizione. Perché quella non è più un’area scolastica ma è un parcheggio diffuso dove si fa anche dell’altro. Questo non può più essere e non può più continuare.”
“Lo abbiamo detto alla pedalata - prosegue - ma lo abbiamo detto più volte: adesso, dal 2020, il Codice della Strada mette a disposizione delle amministrazioni locali e provinciali degli strumenti tecnici molto utili per accelerare i tempi. Io non mi stanco mai di elencarli perché non solo gli amministratori devono conoscerli bene, ma tutti i cittadini.”
Quali sono dunque questi strumenti?
“Se parliamo di corsie ciclabili o bike lane, visto che a Bassano sono finalmente arrivate, ci auspichiamo che aumentino a dismisura di numero e chilometraggio, anche nel Centro Studi. Se parliamo di sensi unici eccetto bici, anche questo è un mezzo molto utile, anche nel Centro Studi. Se parliamo di “case avanzate”, cioè aree nei semafori dove le biciclette possono essere in una posizione più avanzata per partire per prime, anche questo lo auspichiamo.”
“Ma soprattutto - rimarca Renzo Masolo - auspichiamo l’utilizzo delle strade ciclabili urbane, dette tecnicamente E-bis. Sono delle strade di quartiere a velocità 30, che sono state modificate, e in queste strade la precedenza ce l’hanno i ciclisti su tutti gli altri mezzi. Anche questo può essere un mezzo a disposizione dell’amministrazione, che può essere utilizzato soprattutto nel Centro Studi dove possiamo attuare una velocità di 30 chilometri orari, o anche più ridotta in base alle necessità, in tratti dove le biciclette hanno la precedenza sulle auto.”
“Il Centro Studi deve per forza diventare un luogo sicuro per i ragazzi - conclude il presidente di Fiab Bassano -. Perché noi lo sappiamo, e la statistica lo dice, che sicuramente succederà qualcosa di grave prima o poi. Noi vorremmo accelerare i tempi di questo processo perché questo qualcosa di grave non succeda mai.”
Il nostro Renzo Piano bassanese, dunque, colpisce ancora. Ha chiamato a raccolta gli amministratori pubblici e gli altri portatori di interesse in Centro Studi e ha fatto fare loro un giro in bicicletta per confrontarsi tutti assieme sul futuro dell’area.
Tour de l’Avenir.
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