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Elementare, Watson
Nel prossimo anno scolastico niente classe prima alla scuola primaria di Rondò Brenta. La civica Bassano per tutti sull’offerta scolastica cittadina: “Il problema è la mancanza di strategia e di programmazione”
Pubblicato il 13 apr 2022
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C’è sempre una prima volta. Nel prossimo anno scolastico 2022/23 la scuola primaria S. Francesco d’Assisi di quartiere Rondò Brenta a Bassano non avrà la classe prima.
La notizia è questa, ma non si tratta di un fulmine a ciel sereno.
Che la scuola di via Romagna rappresentasse la situazione di maggiore criticità in fatto di pre-iscrizioni al primo anno era già emerso nella conferenza stampa dello scorso 14 marzo in cui l’amministrazione comunale aveva presentato lo “Studio degli alunni iscritti alle scuole primarie e secondarie di primo grado dal 2010 al 2021 e proiezioni”, come ampiamente riportato nel mio articolo “Partito Demografico”. Per costituire una classe il numero minimo richiesto è di 15 alunni e a Rondò Brenta per la prima classe dell’anno scolastico che verrà questo numero non è stato raggiunto. Tutto qui. Elementare, Watson.
La scuola primaria S. Francesco d'Assisi in quartiere Rondò Brenta (foto Alessandro Tich)
All’origine del calo delle iscrizioni e delle relative proiezioni, come afferma l’amministrazione Pavan, c’è per l’appunto un problema demografico.
Ma c’è invece chi sostiene che alla base della questione ci sia un problema di strategie e di programmazione che sarebbero “le vere assenti nelle scuole bassanesi”.
Si tratta della lista civica di opposizione Bassano per tutti, che prendendo spunto dalla cancellazione della classe prima a Rondò Brenta allarga il tiro sulla situazione complessiva dell’offerta scolastica cittadina, come dal comunicato stampa che segue:
COMUNICATO
Famiglie e infanzia: a tutti i livelli si continua a non pensarci!
Solo oggi, infatti, scopriamo che l’ufficio scolastico provinciale ha negato all’IC3 e alla scuola elementare di Rondò Brenta la formazione della classe prima per il prossimo anno scolastico.
E il leitmotiv di tecnici e politici è sempre quello: non ci sono bambini.
A parer nostro, invece, il problema è di strategia e programmazione; queste le vere assenti nelle scuole bassanesi.
Perché se è vero che quest’anno gli alunni e le alunne di Rondò erano pochi/e, è altrettanto vero che Rondò Brenta è uno dei quartieri cittadini con la più alta percentuale di bambini e bambine residenti nella fascia 0-14 (cfr. annuario statistico ufficiale della città di Bassano, p. 54).
Chiudere scuole non serve. Serve iniziare a pianificare con intelligenza la rete formativa cittadina e la sua geografia, partendo proprio da una lettura corretta e significante dei dati demografici e non cercando di legittimare passivamente l’esistente.
È già accaduto per la scuola Mazzini, che viene sacrificata nonostante i numeri del bacino di utenti sia chiaramente stabile e congruo; ora tocca a Rondò.
Certamente c’è una incapacità del Ministero e dei suoi uffici regionali, ma l’assenza, a Bassano, di un coordinamento efficiente tra i tre istituti comprensivi e amministrazione è una netta aggravante. Se vi fosse, consentirebbe alla nostra città di pianificare la futura rete scolastica prevedendo già il calo delle nascite, cercando di dislocare le scuole in modo ottimale stabilendo sinergie positive tra i tre istituti.
È ora di fare scelte coraggiose ed è ora di farle per tutti e tutte, abbandonando logiche “quantitativo-matematiche” per puntare alla qualità, a ciò che davvero rappresenta il bene e il futuro collettivo.
La scuola di Rondò non può chiudere, perché a Rondò la scuola è parte di una comunità di quartiere, a differenza di altri plessi - anche dello stesso istituto comprensivo - in cui affluiscono bambini e bambine dall’intera città.
Ci aspetteremmo che l’amministrazione comunale, insieme alla dirigenza dell’IC3, lavorasse per rilanciare l’offerta didattica di Rondò Brenta con progetti concreti, attuabili, visibili, efficaci. E che questi siano condivisi con le minoranze e con la città intera. Perché la scuola è la casa di tutte e tutti noi. Volendo mantenerla in chiave “economica”, se scarseggia la richiesta, si investa sull’offerta!
Noi di Bassano per tutti non siamo sognatori, né utopisti. In questi anni, mentre a destra e pur verso il centro, si sbandieravano dati demografici per giustificare, ex post, chiusure e spostamenti di scuole, mentre grandi luminari spiegavano che a intasare il traffico del centro era la scuola Mazzini/Vittorelli, noi abbiamo approfondito e lavorato per immaginare una scuola e una rete scolastica davvero innovative per i prossimi anni.
Abbiamo guardato al problema complessivo e non al singolo cantiere, al singolo costo, al singolo ostacolo. Siamo consapevoli che i problemi nuovi non si possono affrontare con soluzioni vecchie e abbiamo proposte concrete e realizzabili. Parliamone.
Perché Bassano merita un futuro migliore, programmato, ragionato.
Lista civica Bassano per tutti
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