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La PedemontANAC
SPV. Il Commissario Corsini replica alla valutazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione: “Stiamo già lavorando per superare le criticità ancora irrisolte”. “Nessuna intenzione di trasformare la Pedemontana in autostrada”
Pubblicato il 12 dic 2017
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Superstrada Pedemontana Veneta: rieccoci qua.
Risale allo scorso 22 novembre la deliberazione emessa dall'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), consultabile integralmente su www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Atti/Delibere/2017/del.1202.2017.pdf, nella quale - tra le altre cose - si afferma che “l'incremento del contributo pubblico in conto costruzione di ulteriori 300 milioni di euro mediante la sottoscrizione da parte della Regione Veneto di un apposito mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, pur se legato alla chiusura del closing finanziario, ormai avvenuta, e alla prioritaria destinazione della somma per il pagamento delle ditte espropriate e dei subappaltatori, non appare ammissibile alle sole nuove condizioni contrattuali esaminate.”
“Pertanto - scrive ancora l'ANAC -, nonostante l’ulteriore aumento del contributo pubblico, oggi pari a circa il 40% del costo dell’investimento, non sembri violare
Un operaio al lavoro in un cantiere della SPV (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
specifiche norme del codice dei contratti, al fine di non configurarsi quale vantaggio competitivo riservato al concessionario teso anche a falsare la concorrenza, dovrebbe essere controbilanciato con un obbligo del concessionario di affidare con procedure di evidenza pubblica il corrispondente importo, come peraltro prevedeva l’originario bando di gara della concessione.”
Insomma, per dirla in poche parole e soprattutto in parole povere: per l'Autorità i soldi pubblici già spesi per un'opera originariamente prevista in project financing privato sono già troppi.
Su questa e su altre questioni rilevate nella deliberazione, risponde oggi la Regione Veneto per voce del Commissario Straordinario Regionale della Superstrada Pedemontana Veneta Marco Corsini, tramite un comunicato stampa trasmesso in redazione dall'ufficio stampa della giunta regionale del Veneto, che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO
Superstrada Pedemontana Veneta. Il Commissario Corsini: “Soddisfatti della valutazione dell'ANAC: ci hanno promosso e stiamo già lavorando per superare le criticità ancora irrisolte”
“L’ANAC non si è rapportata con noi come una controparte ma come chi vuole acquisire tutti gli elementi di conoscenza indispensabili per poter esprimere una valutazione realmente oggettiva, approfondendo con grande attenzione i diversi e complicati aspetti del progetto di finanza della Pedemontana. Il contenuto della deliberazione dell’Autorità contiene una valutazione nel suo complesso largamente positiva sul Terzo Atto Convenzionale, confermando che si tratta di un provvedimento corretto, legittimo sul piano giuridico, vantaggioso per la Regione, capace di attenuare il vizio d’origine di uno sbilanciamento del pubblico a favore del privato e soprattutto tale da consentire il closing finanziario, cioè ha reso bancabile il progetto. Non viene mai ipotizzato nel testo un danno erariale e, anzi, si riconosce in più parti l’acquisizione di risparmi. L’ANAC individua alcune criticità che siamo chiamati ad affrontare e già stiamo lavorando, confrontandoci apertamente e in modo trasparente con i responsabili dell’Autorità, nella consapevolezza che anche i giudizi negativi espressi potrebbero essere superabili.”
Lo ha detto il Commissario Straordinario Regionale della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), Vice Avvocato Generale dello Stato, Marco Corsini, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto oggi a Palazzo Balbi a Venezia, insieme al Direttore della Struttura di Progetto della SPV, Elisabetta Pellegrini, per approfondire i principali aspetti della deliberazione relativa al project financing per la realizzazione della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta, che l’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha depositato il 6 dicembre scorso.
Corsini e Pellegrini hanno ripercorso i vari punti della relazione dell’ANAC, soffermandosi sugli aspetti più rilevanti.
Opportuni correttivi alla convenzione
L’ANAC riconosce che la Regione, allo scadere della gestione commissariale governativa, ha cercato di adottare alcuni correttivi alla convenzione al fine di facilitare il reperimento del finanziamento privato e, contemporaneamente, di tutelare l’interesse pubblico al completamento di un’opera ormai a un punto di realizzazione di non ritorno.
Maggior equilibrio nell'allocazione dei rischi
La modifica alla concessione introdotta dalla Regione con il TAC (Terzo Atto Convenzionale) viene letta da ANAC in modo nettamente positivo: secondo l’Autorità, infatti, le nuove modalità di remunerazione del concessionario introdotte contribuiscono a un più chiaro equilibrio dell’allocazione dei rischi nell’ambito del rapporto concessorio tra pubblico e privato. Inoltre, la modifica non incide sulla precedente allocazione del rischio di domanda che era e resta, ma oggi senza ambiguità, in capo al concedente pubblico.
Espropri: la procedura si è rimessa in marcia
ANAC rileva che le misure adottate col TAC sono idonee a superare i rilievi critici formulati con riferimento allo stato dei pagamenti agli espropriati. A conferma di questo, è stato comunicato che da giugno a oggi sono stati pagati circa il 45 per cento degli espropri ed entro fine anno saranno spesi ulteriori 5 milioni di euro: in cinque mesi, quindi, saranno pagati 140 dei circa 311 milioni complessivi previsti per gli espropri.
Superstrada o autostrada?
Pur avendone le caratteristiche tecniche, la Regione non ha nessuna intenzione di trasformare la superstrada Pedemontana in autostrada, al fine di aumentare il limite di velocità. In ogni caso, secondo le valutazioni tecniche a suo tempo acquisite, la differenza di velocità tra 130 e 110 km/h è sostanzialmente irrilevante ai fini delle stime del traffico del TAC sia in termini di quantità di veicoli leggeri sia in termini di tempi di percorrenza.
Pedaggi: decide la Regione
La leva tariffaria è e rimane in mano alla Regione, che non solo incasserà i pedaggi, ma ha anche il potere di fissarne la misura e rendere competitiva l’arteria, in funzione di scelte di politica della mobilità e di governo del territorio, a differenza di quanto avrebbe potuto fare il privato, interessato essenzialmente alla sua remunerazione.
Il contributo di 300 milioni
La delibera ANAC mantiene un giudizio critico sull’ulteriore contributo pubblico di 300 milioni, pur ammettendo che non è contrario alle attuali norme del Codice dei Contratti, ed è pertanto legittimo. Come riconosce la stessa Autorità, in forza della vigente convenzione, la Regione era obbligata ad assicurare il riequilibrio del PEF e poiché il concessionario lo aveva chiesto, occorreva provvedervi.
La somma di 300 milioni è esigua rispetto all’esborso che avrebbe dovuto sostenere l’amministrazione qualora si fosse operato secondo le clausole originarie e comunque è poco significativa nell’equilibrio complessivo della concessione alla luce dei forti risparmi conseguiti. In linea di principio, quindi, il maggior contributo pubblico, oltre che legittimo, si può sostenere sia ammissibile nella logica della convenzione, perché non è vero che la sua previsione è dipesa solo dalla necessità di consentire il closing o di alleviare la sofferenza del privato.
L’ANAC è comunque disposta a considerare “ammissibile” il contributo stesso purché sia accompagnato da adeguati obblighi imposti al concessionario per evitare che questi consegua un beneficio, consistenti nell’imporre al concessionario di affidare a gara lavori per il corrispondente ammontare. Ebbene, la Regione è già molto oltre, avendo già da tempo comunicato al concessionario che debbono essere affidati a gara tutti i lavori che esso non esegue direttamente.
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