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La rinoplastica
Collocata questa mattina sul belvedere del restaurato Palazzo Sturm l'opera “King Kong Rhino” dell'artista taiwanese Li-Jen Shih. Un imponente conto alla rovescia in attesa della mostra della primavera prossima su Albrecht Dürer
Pubblicato il 12 dic 2018
Visto 10.836 volte
Oggi, egregi lettori, vi parlo di rinoplastica. Non nel senso di un intervento di chirurgia plastica al naso, ma nel senso di una figura plastica, e cioè di una scultura, a forma di rinoceronte. Si tratta infatti della nuova attrazione temporanea (e contemporanea) della città di Bassano del Grappa, collocata da questa mattina nel riaperto e sempre splendido belvedere di quel Palazzo Sturm che sabato prossimo, 15 dicembre, verrà restituito alla comunità dopo l'intervento di restauro. Ed ecco quindi a voi, Ladies and Gentlemen, “King Kong Rhino”: maxi-opera in acciaio inossidabile “mirror”, ovvero con effetto-specchio, realizzata dal rino-mato artista taiwanese Li-Jen Shih.
L'imponente rinoceronte (8 metri di lunghezza e 4 di altezza al garrese), che qualcuno ha già ribattezzato l'inoxceronte, arriva direttamente da Venezia, dove è stato esposto al Giardino della Marinaressa in occasione della 16sima edizione della Biennale di Architettura. Il monumentale ungulato dal maestoso corno non si trova sulla terrazza di Palazzo Sturm così per caso. Rappresenta infatti l'elemento di congiunzione tra l'arte contemporanea, leitmotiv della gestione casariniana del Musei Civici, e il patrimonio storico-artistico dei Musei Civici medesimi. E il perché è presto detto: la prossima primavera a Palazzo Sturm è infatti in programma l'attesa mostra dedicata alle incisioni di Albrecht Dürer, appartenenti alla collezione dei Remondini che è la seconda raccolta al mondo, dopo quella dell'Albertina di Vienna, delle opere del massimo esponente del Rinascimento tedesco. Quello stesso Dürer che, nel 1515, eseguì la xilografia “Il rinoceronte”, famoso ritratto - una cui copia è conservata a Bassano - di un esemplare indiano del cornuto bestione che il sommo artista di Norimberga non vide dal vivo ma che ricostruì sulla base della descrizione contenuta in una lettera pervenuta da Lisbona, dove il rinoceronte fu importato per la prima volta come dono al re portoghese quando l'animale era ancora sconosciuto in Europa. Questo è dunque il trait d'union tra passato e presente, raffigurato nell'installazione di Li-Jen Shih rinominata, eccezionalmente per Bassano, “King Kong Rhino - Waiting for Albrecht Dürer”.
“Il soggetto del grande monumento contemporaneo - spiega la cartella stampa dell'evento espositivo - è un rinoceronte in acciaio mirror che svolge la duplice funzione di riportare alla mente, da un lato, le problematiche ambientali del rispetto per la natura e dei rischi che questa corre a causa dell’incuria umana e, dall’altro, le tematiche storico artistiche che si insediano nella tradizione bassanese dell’incisione e del collezionismo. È infatti all’interno di quest’ambito che si ancora l’immagine della comunicazione della mostra, che verrà anche riportata sulla copertina del catalogo, del celebre rinoceronte dell’incisore tedesco.”
Foto Alessandro Tich
Alles klar? Scusate, ma in tutto questo di sfoggio di forestierismi, mentre stiamo tutti waiting for la mostra della primavera prossima, mancavano ancora due paroline in tedesco. Dunque l'animalone inossidabile farà da sentinella artistica su quella terrazza panoramica che si affaccia sul Ponte di Bassano, manufatto per il cui travagliato restauro le componenti in acciaio faranno pure la loro parte.
Esulta in tal senso Giovanni Cunico, che riveste nell'occasione i mitici panni di assessore comunale alla sCultura e dichiara: “Il posizionamento dell'opera “King Kong Rhino” coincide con la riapertura dopo un anno e mezzo della terrazza di Palazzo Sturm, uno dei luoghi più belli e significativi della nostra città.”
“Abbiamo scelto di celebrare la rinascita di questo luogo così importante con l’arte contemporanea internazionale - continua Cunico -, riconfermando Bassano come città dove le politiche di valorizzazione del patrimonio culturale storico sono strettamente legate con la scoperta della produzione artistica contemporanea. Il risultato è uno straordinario incontro tra l’estetica classica del paesaggio bassanese e le forme contemporanee del grande rinoceronte di acciaio.”
“La connessione tra antico e contemporaneo, tra ricerca e tradizione, tra disegno, incisione e scultura, è uno dei punti chiave di tutta la programmazione museale cittadina e diventa ancora una volta a Bassano la strategia di valorizzazione del patrimonio custodito nei musei della città” - gli fa eco Chiara Casarin, direttore dei Musei Civici. “Un genius loci - prosegue la dir - di portata internazionale, quello dell’incisione, che si fregia di un nome che ha segnato la storia dell’arte di tutti i tempi, quello di Albrecht Dürer.”
Come visione in sé, “King Kong Rhino” fa veramente s-cioco. Per le sue dimensioni ma anche per il gioco di riflessi favorito dalla sua corazza in acciaio specchiato.
Il suo autore lo ha realizzato nel 2011 proprio per riflettere i quotidiani cambiamenti del cielo e dell'ambiente circostante. Nel corno è impressa un’impronta digitale umana che rappresenta l’azione predatoria dell’uomo e ricorda l’importanza del rispetto dovuto a tutte le specie animali sulla terra.
Li-Jen Shin è un rino-dipendente: questo animale, simbolo di fortuna e gentilezza nella cultura cinese, è diventato il suo strumento di espressione per denunciare la situazione di emergenza verso il tema del rispetto della natura. “Il rinoceronte - spiega l'artista - è sempre stato una creatura a me vicina. Ho seguito con forte dolore la sua situazione precaria nel mondo e per questo ho deciso di creare un’opera che possa testimoniare la sua bellezza e sensibilizzare gli uomini sul tema e sul rischio d’estinzione dei rinoceronti nel mondo.” “A livello spirituale - aggiunge l'autore -, la mia scultura incarna molti pensieri radicati nell’antica cultura cinese, mentre, nello stile e nell’espressione, rappresenta la modernità. Sebbene “King Kong Rhino” sia considerata una scultura urbana, è più di questo: mi sono incarnato in esso, e il mio spirito sarà ereditato e portato avanti.”
Sarà anche spirito, ma dalla stazza considerevole. Per installare l'opera sulla terrazza panoramica questa mattina è stata utilizzata anche un autogru, necessaria per rimuovere la parte superiore del cancello d'ingresso altrimenti impossibile da varcare per il poderoso quadrupede in acciaio. A sovrintendere alle operazioni c'era anche Li-Jen Shih in persona, portatore di un sorriso inossidabile (e ci mancherebbe altro) e molto disponibile con chiunque, cronista compreso.
Il rinocerontone a tutto specchio è stato quindi ricoperto da un telo, che sarà svelato per l'inaugurazione ufficiale dell'opera in programma sabato prossimo alle ore 12, a seguito di una tavola rotonda a Palazzo Sturm, con inizio alle 10, dedicata al restauro completato dello storico edificio. Interverranno ai lavori, nella celebrativa occasione, il sindaco Riccardo Poletto, l'assessore alla Cultura Giovanni Cunico, l'assessore alla Cura Urbana e coordinatore dell'incontro Roberto Campagnolo, il soprintendente Fabrizio Magani, l'architetto della Soprintendenza Giovanna Battista, lo storico dell'arte Fernando Rigon, il progettista e componente della Direzione Lavori Leonardo Lorenzoni, lo storico della forma urbana Giamberto Petoello e il direttore dei Musei Civici Chiara Casarin.
Non c'è che dire: è proprio un corno dell'abbondanza.
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