Ultimora
11 May 2026 09:12
Calcio:Stroppa'crisi Milan?Non si spiega,ambiente non sereno, contestazione non aiuta'
10 May 2026 19:24
Una raccolta fondi per rimpatriare le salme dei tre braccianti morti
10 May 2026 16:02
A Ca' Pesaro un inno alla pittura e alle sue molteplici forme
10 May 2026 15:27
Como per la prima volta in Europa, con il Verona decide Douvikas
10 May 2026 14:31
Serie A: Verona-Como 0-1
11 May 2026 10:25
Confesercenti, in 6 anni persi 177mila autonomi nel commercio e turismo
11 May 2026 08:29
Il sistema immunitario di uomini e donne funziona in modo diverso
11 May 2026 09:19
Garlasco, per Stasi Chiara non parlò mai di 'avances' né di Sempio
11 May 2026 09:24
Omicidi di mafia ed estorsioni a imprenditori, arresti e perquisizioni
10 May 2026 23:25
La Filarmonica Toscanini nella nuova stagione punta al contemporaneo
Back in the U.S.S.R.
Il diavolo fa le pentole ma non i copechi: due o tre cose, tra il serio e il faceto, sull’invasione della Russia nella nostra vita quotidiana
Pubblicato il 24 mar 2022
Visto 8.442 volte
Russia, Russia, Russia. E, ovviamente, anche e soprattutto Ucraina.
Da un mese non facciamo che parlare d’altro. Inevitabilmente, vorrei dire.
Come giornalista sono stato obbligatoriamente coinvolto dalla crisi bellica orientale per i suoi riflessi sul nostro territorio, nuova casa di una quantità di profughi ucraini fuggiti dalla guerra. Come cittadino ho sentito il peso della nuova situazione internazionale che mi fa respirare il clima della Guerra Fredda, che ho vissuto da giovane e che ho sperimentato con i miei occhi quando andavo a trovare i miei parenti in Ungheria, allora Paese oltrecortina, dove in ogni città c’era una caserma occupata e controllata dall’esercito sovietico. I militari sovietici avevano lì le loro case, le loro famiglie e si comportavano da militari sovietici: una volta a Debrecen, non lontano dal confine con l’attuale Ucraina, stavo facendo la fila in stazione per prendere il biglietto del treno ed è arrivato un giovane ufficiale sovjetski che ha saltato la coda ed è passato davanti a tutti, senza fiatare, senza scomporsi, senza chiedere scusa e voltandosi una sola volta verso la fila tranquillamente superata per dire la parola russki, facendoci capire che lui poteva farlo perché era “russo”. Il tenente Stronzov.
Foto Alessandro Tich
Mio zio Laci (diminutivo di László, in italiano Ladislao) chiamava i sovietici “gli svizzeri” per non farsi riconoscere da orecchie indiscrete. E mi raccontava in ungherese micidiali barzellette sull’URSS. Come questa: «Esattamente sulla linea di confine tra Ungheria e Unione Sovietica, un contadino ungherese trova una enorme patata e vuole raccoglierla. Dall’altra parte della linea, un contadino sovietico vede la stessa patata e dice a quello ungherese: “Fermo! La divideremo tra fratelli.” E il contadino ungherese: “No, no...questa volta faremo metà e metà.”»
Pensavo fossero ormai solo dei leggendari ricordi di gioventù. E invece oggi mi ritrovo a rivivere quel clima da Muro di Berlino che pensavamo fosse estinto come i dinosauri.
Back in the U.S.S.R.
Nel frattempo, con l’incalzare delle notizie quotidiane sulla guerra in Ucraina, mi sono trovato a reagire al nuovo bombardamento mediatico dopo quello sul Covid secondo un procedimento, per così dire, hegeliano.
Tesi: la Russia invade l’Ucraina, scoppia il Putinferio, il mondo scopre all’improvviso l’esistenza del carneade Zelensky, l’Europa lancia le prime sanzioni alla Russia, comincia a muoversi l’infinita ondata di profughi. Io sono attaccato all’ANSA per seguire gli sviluppi del conflitto e alla sera sono incollato alla televisione per vedere le immagini dei disastri
da Kharkiv, Mariupol eccetera e della marea umana che si riversa oltre il confine polacco fino a che non cado tra le braccia del generale Morfeo.
Antitesi: l’escalation bellica continua senza sosta, l’Europa lancia nuove sanzioni alla Russia, Putin minaccia ritorsioni atomiche, i profughi aumentano in progressione geometrica, Zelensky si fa applaudire da un parlamento al giorno mentre continua a chiedere la No Fly Zone, armi e aerei e sostegno concreto al suo popolo in guerra. Io sono ancora attaccato all’ANSA e alla sera guardo ancora la televisione, riuscendo addirittura a seguire per intero un “Porta a Porta” di Bruno Vespa.
Sintesi: da circa una decina di giorni alla sera non accendo più la televisione. E guardo l’ANSA solo una o due volte al giorno, prima o dopo i pasti come le pillole per il bruciore di stomaco. Mi sono assuefatto, inasprito e inacidito, non voglio che Putin invada anche la mia vita quotidiana.
Eppure so benissimo che stiamo scherzando col fuoco, che se la situazione degenera oltre i confini dell’Ucraina, e se vogliamo anche della Transnistria, anche la nostra vita quotidiana andrà a farsi fottere. Ma intanto l’altro ieri la benzina e il gasolio sono scesi, anche se provvisoriamente, a 1 e 7 al litro e questo basta per farci vedere la tanica mezza piena anziché mezza vuota. Basta poco, a noi comuni occidentali, per sentirci felici.
Ieri mattina passavo per largo Parolini a Bassano e sulla vetrina di una nota agenzia di traduzioni ho visto affisso un cartello con la scritta “Corso di russo”.
Caspita, questo sì che è essere sul pezzo. La lingua di Tolstoj, di Dostoevskij, di Gogol', di Čechov, di Puškin e del tenente Stronzov. Chissà che non ci convenga davvero govorit’ po-russki, e cioè parlare in russo, nella nostra futura vita di europei che sulla linea di confine con la Russia hanno trovato la patata bollentissima di un vicino potente, strafottente e bellicoso.
Meglio considerarlo il nuovo Hitler, con tutte le conseguenze preventivabili, nella vana speranza che la situazione al Cremlino imploda internamente per conto proprio?
Oppure è meglio turarsi il naso, per parafrasare il grande Montanelli, e cercare una futura possibile convivenza con Putin, analogamente alla convivenza con il virus?
Qual è il vaccino giusto - e certamente non è lo Sputnik - per ridurre al minimo gli effetti del contagio guerrafondaio di questi giorni? Sono domande per le quali ovviamente non trovo risposta: la mia sfera di cristallo è attualmente in riparazione e vi rimarrà a lungo.
Non mi resta quindi, come tutti, che vivere alla giornata quello che passa il convento ortodosso in base agli sviluppi giornalieri di questa follia.
L’ultimo della serie è l’anatema di Putin in campo energetico: le nazioni ostili, noi compresi, dovranno pagare il gas in rubli e non più in euro o in dollari. E a Bassano già circolano le battute sulle pompe del gasolio che dovranno cambiare la macchinetta del self service con il nuovo accettatore delle banconote del Cremlino. E a quale pompa servirsi? La numero один (uno), la numero два (due) o la numero три (tre)? Putin: dopo Beyfin, Bertin e Costantin, potrebbe essere un nuovo marchio di carburanti.
Ma, caro Vladimir, io continuerò a resistere. Corvo Russo non avrai il mio scalpo.
Facci pure pagare il gas in rubli, aumentandone il costo, vuol dire che a casa spegnerò i termosifoni. Tanto è già anche primavera. E finiscila di dire bugie al tuo popolo. Perché il diavolo fa le pentole ma non i copechi.
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 11 maggio
- 11 mag 2023Beato Matteo da Marostica
- 11 mag 2023Serata Champions
- 11 mag 2022Tanta Rob
- 11 mag 2022Salute!
- 11 mag 2022Il fumo fa male
- 11 mag 2021Industriamoci
- 11 mag 2020Che c'azzecca Tour
- 11 mag 2020La cicala e la formica
- 11 mag 2019Vedo rosso
- 11 mag 2019Dica Trentatré
- 11 mag 2019Sabato di Marcato
- 11 mag 2019Allo spuntar dell'albo
- 11 mag 2018Tura e molla
- 11 mag 2018Alla luce del Ponte
- 11 mag 2018La Pulzella di Bassano
- 11 mag 2017La trave nell'occhio
- 11 mag 2017W gli Alpini
- 11 mag 2017Pengo anch'io
- 11 mag 2016La cava di Damocle
- 11 mag 2016Ma guarda un po' che Ttip
- 11 mag 2016Là ci darem la mano
- 11 mag 2013L'evoluzione della specie
- 11 mag 2013“Ho scelto Bassano”, contro l'omofobia
- 11 mag 2012Nuova Valsugana: gli associati Confcommercio a confronto coi progettisti
- 11 mag 2012Opposizione a cinque stelle
- 11 mag 2011“I Referendum sull'Acqua e il Nucleare si faranno”
- 11 mag 2010Scienza e religione in Italia, con Margherita Hack
Più visti
Attualità
05 mag 2026
Gianluca Pietrosante: «Resto nella coalizione, ma scelgo il Gruppo Misto»
Visto 11.173 volte
Attualità
05 mag 2026
Bassano e Pieve, l'asse delle scuole: il Graziani si allea con il Filippin
Visto 10.217 volte
Politica
05 mag 2026
Nove al voto, la sfida di Pigatto: «Più presenza in Municipio e azioni mirate per far ripartire la crescita»
Visto 10.186 volte
Politica
06 mag 2026
Variante SS. Trinità. Tessarolo (Pd): «Restituito il ruolo di valutazione politica»
Visto 9.707 volte
Attualità
06 mag 2026
Bassano-Québec, si rinnova l’intesa sulla scena contemporanea
Visto 9.575 volte
Geopolitica
06 mag 2026
Trump punta a rafforzare la base industriale della difesa statunitense
Visto 9.002 volte
Attualità
05 mag 2026
Faresin Industries, sì definitivo al polo produttivo: chiusa la partita urbanistica
Visto 8.929 volte
Attualità
05 mag 2026
Tribunale della Pedemontana, pressing su Roma: «Non più rinviabile»
Visto 8.416 volte
Attualità
09 mag 2026
Lo spirito alpino conquista Genova: folla e sfilate per l'incontro nazionale
Visto 6.967 volte
Cronaca
23 apr 2026
Alpini, scontro sul simbolo: dai social minacce di boicottaggio all'Adunata
Visto 15.771 volte
Politica
03 mag 2026
Bassano, variante bocciata. Giangregorio: «FdI leale al Sindaco, le ambiguità sono di chi si sfila senza chiarezza»
Visto 15.052 volte
Politica
29 apr 2026
Nove al voto, la ricetta di Zanon: «Priorità a strade, sicurezza e servizi sociali»
Visto 14.186 volte
Attualità
11 apr 2026
Tribunale della Pedemontana, Martini: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto per il territorio»
Visto 13.533 volte
Attualità
27 apr 2026
Urbanistica al vaglio della Corte dei Conti per il progetto Faresin
Visto 13.183 volte
Politica
17 apr 2026
Rossano Veneto: commissario nominato dal Prefetto. Martini e Bianchin: «Scelta di rispetto verso i cittadini»
Visto 13.146 volte
Politica
30 apr 2026
Nove al voto, Rebellato: «Ripartiamo dai risultati per completare cantieri e servizi»
Visto 12.281 volte
Politica
18 apr 2026
Nove, Alessandro Pigatto corre per la poltrona di sindaco: nasce la lista "Nove Concreta"
Visto 11.747 volte