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La Pass-ionaria
Ilaria Brunelli prima firmataria di una mozione in consiglio comunale che chiede l’abolizione del green pass inderogabilmente dopo il 31 marzo 2022. “Da Bassano del Grappa un monito al Governo”
Pubblicato il 18 mar 2022
Visto 9.194 volte
Oggi ho ricevuto in redazione un comunicato della Pass-ionaria Ilaria Brunelli: la capogruppo consiliare della civica di maggioranza #PavanSindaco, la cui posizione anti green pass è nota non solo alla comunità bassanese ma - grazie ai social e alle testate nazionali online - anche urbi et orbi.
Nella nota stampa, la Brunelli prende spunto dalla mozione che sarà presentata e votata nel prossimo consiglio comunale e di cui è la prima firmataria, accanto alle firme degli altri tre consiglieri Roberto Gerin (Lega), Gianluca Pietrosante (#PavanSindaco) e Lucia Fincato (Forza Italia-Cittadini di Bassano).
Oggetto dell’istanza all’amministrazione comunale: “Abolizione delle certificazioni verdi Covid-19 a decorrere dalla cessazione dello Stato di Emergenza”.
La consigliera comunale Ilaria Brunelli (foto Alessandro Tich)
In altre parole, la mozione chiede di abolire il green pass già a partire dal 1 aprile e non dal 1 maggio come stabilito ieri dal governo. La prima firmataria presenta l’iniziativa consiliare come “un monito al Governo per dire stop definitivo al Green Pass” e come “un messaggio importante che vogliamo lanciare dalla città veneta allo Stato”, come dal comunicato stampa che segue, che riporto tale e quale, parole in grassetto comprese:
COMUNICATO
Da Bassano del Grappa un monito al Governo per dire “Stop definitivo al Green Pass”
Il prossimo 24 marzo il Consiglio Comunale di Bassano del Grappa voterà una mozione per ribadire con forza che il certificato verde Covid-19 deve terminare inderogabilmente il 31 marzo 2022. Ma non è sufficiente che coincidano le date: chiede anche di intervenire legislativamente affinché non sia possibile utilizzare lo strumento al di fuori dello stato di emergenza.
È un messaggio importante quello che vogliamo lanciare dalla città veneta: lo Stato non può valicare i suoi stessi confini e trasformare in ordinario uno strumento dal carattere eccezionale, nato e giustificato esclusivamente da un regime di emergenza. Il 31 marzo decade infatti qualsiasi base giuridica sulla quale poter sostenere la legittimità di tale strumento.
La mozione l’abbiamo depositata prima dell’ultimo decreto governativo, il quale dimostra come i timori si stiano trasformando, passo dopo passo, in realtà. Non più tardi di ieri, il Premier Draghi ha infatti affermato in conferenza stampa che “uno degli scopi del provvedimento di oggi è non smantellare la struttura esistente [...] perde il carattere di emergenza e acquista quello di ordinarietà” .
In poche parole, significa che il lasciapassare viene temporaneamente sospeso, ma quando le curve risaliranno (cosa inevitabile per una malattia virale che si trasmette per via aerea) tornerà ad essere ri-applicato. Una caratteristica inaccettabile per uno strumento che doveva servire a gestire l’emergenza, non la normalità, e che tanto impatta nella vita quotidiana di chiunque stravolgendo ciò che è sempre stato normale fino ad agosto 2021.
Voglio lanciare un messaggio ai cittadini: non possiamo tirare un sospiro di sollievo perché ci promettono che a Maggio viene sospeso. Il fatto che il lasciapassare sia accettato anche un solo giorno dopo la fine dello stato di emergenza è di per se stesso un precedente gravissimo per la nostra democrazia. E questo indipendentemente dalla nostra opinione sulla gestione sanitaria fino ad ora. Riguarda il futuro della nostra società e il nostro rapporto con lo Stato. Vi invito a seguire la discussione collegandovi on-line alla seduta di giovedì prossimo.
E lancio un messaggio ad ogni amministratore, indipendentemente dalla sensibilità politica: non possiamo rimanere inerti davanti al tale situazione che non è più un rischio ma una evidenza. Non è infatti una questione di appartenenza a partiti ma di coerenza e dignità delle istituzioni stesse.
Non è un mistero che io abbia sempre rifiutato con forza, fin dal suo esordio questo lasciapassare. Ma a prescindere dalle mie personali convinzioni sulla sua utilità, argomento che ci può vedere su fronti diversi, ora è arrivato il momento di dire tutti assieme “stop” a questo lasciapassare. È anche compito degli Amministratori ricordare agli enti superiori l’importanza dei confini in cui si devono muovere le Istituzioni, a qualsiasi livello.
È inaccettabile che passi come normale la notizia di mantenere uno strumento straordinario come il “greenpass” ora che le condizioni che hanno dato origine ad esso sono terminate.
Ricordo inoltre che nello stesso decreto parlamentare è stato deciso che il super green pass rimarrà tutto l’anno per le visite nelle case di riposo : stiamo dicendo che fino al 31 dicembre un cittadino non vaccinato non potrà andare ad assistere i propri genitori, neppure con tampone negativo. Nonostante i fatti abbiano dimostrato che il greenpass non sia garanzia di non contagiare. Come possiamo accettare un fatto così grave?
In questi mesi mi sono confrontata con altri amministratori d’Italia e so che già in alcune amministrazioni ci si sta muovendo in tal senso, anche in Veneto. Mi auguro che la voce dell’ottavo comune del Veneto faccia la sua parte, dando un forte messaggio di democrazia a chi ci deve rappresentare a Roma.
Ilaria Brunelli , Consigliera comunale di Bassano del Grappa.
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