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Mal di Mar
L’amministrazione stringe i tempi per gli espropri necessari alla realizzazione della strada parallela alla ferrovia nell’area ex piano Mar. Un professionista stimerà l’indennità di esproprio per i privati che non l’hanno ancora accettata
Pubblicato il 08 lug 2021
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Bisogna fare presto. Entro il 27 giugno 2022. Che è una data ancora relativamente lontana nel calendario, mancando circa un anno. Ma per i lunghi tempi delle questioni amministrative e burocratiche, è praticamente dopodomani. Bisogna fare presto perché questo è il termine di scadenza della “dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” della nuova strada parallela alla ferrovia il cui tracciato è incluso nella cosiddetta area urbanistica P.P.E. n. 4 Parolini, ex Piano Mar, compresa tra largo Parolini - ovvero tra l’attuale parcheggio gratuito temporaneo, connesso con collegamento ciclo-pedonale a via Tabacco - e via Ca’ Baroncello. Una nuova arteria stradale in direzione nord-sud che dovrebbe collegare la stazione Fs con Ca’ Baroncello e il Mercato Ortofrutticolo, decongestionando in questo modo il parallelo traffico su via Parolini.
Mi riferisco, ovviamente, a una delle più lunghe ed estenuanti telenovele dell’attualità politico-amministrativa bassanese, che ha attraversato tre amministrazioni comunali e rispetto alla quale quella del Ponte o del Polo Museale Santa Chiara impallidiscono.
Di questa nuova strada che dovrebbe essere costruita per risolvere i casini della circolazione in questa parte di città - al punto da essere inserita, nel 2012, nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile dell’amministrazione Cimatti - se ne parla e se ne scrive oramai da tempo immemore. E cioè da ancora prima del 2012, l’anno in cui i privati proprietari degli immobili e dei terreni interessati dal P.P.E. (Numeria Sgr S.p.A., Iniziativa Parolini S.r.l. e Floria Piva) presentarono al Comune di Bassano la proposta di accordo pubblico-privato denominato “Area Parolini”, che ridisegnava il futuro urbanistico della zona dopo la storica bocciatura del progetto, e quindi anche del vecchio piano ad esso collegato, delle Torri di Portoghesi.
Un terreno incolto e un fabbricato degradato, a sud del parcheggio gratuito di largo Parolini, lungo il tracciato della strada da costruire (foto Alessandro Tich)
Ne è conseguita fino ad oggi una caterva di ulteriori atti e carte, sia amministrative che giudiziario-legali, che in questa sede non è il caso di ripercorrere.
Basterà ricordare che sin dal 2013 l’accordo pubblico-privato, approvato dal Comune, ha previsto la costruzione di questa benedetta strada parallela alla ferrovia e che il 27 giugno 2017, con delibera di giunta comunale, ne è stata dichiarata la “pubblica utilità, indifferibilità e urgenza”, con efficacia della dichiarazione della durata di 5 anni esatti. Da qui, appunto, la scadenza del 27 giugno 2022.
Per costruire una strada bisogna però farle strada. E cioè abbattere gli edifici che si trovano lungo il tracciato. In quanto opera di “pubblica utilità”, già da anni è stato pertanto attivato l’iter delle relative procedure di esproprio. Nel 2017 era stata anche approvata la bozza di convenzione tra il Comune e i privati per la realizzazione dell’arteria.
Per l’operazione l’amministrazione Poletto aveva messo a bilancio 1 milione e 300mila euro, da recuperare con gli oneri di urbanizzazione conseguenti alla costruzione dei nuovi edifici previsti nell'area, per un 30% da destinare a scopo commerciale/direzionale e per il rimanente 70% a residenziale. In questo modo i privati pagherebbero “indirettamente” i costi dell’opera. Ma restava da risolvere, ed è tuttora da risolvere, il nodo degli espropri.
Ancora nel 2017 il Comune aveva trasmesso ai privati l’invito “a fornire ogni elemento utile per la determinazione dell’indennità di esproprio”. Indennità che poi, gira che ti rigira, è stata determinata. Ma ancora oggi, nel mese di luglio dell’anno del Signore 2021, solo alcuni dei soggetti interessati dalla procedura espropriativa hanno accettato l’indennità di esproprio proposta. Tutto ancora bloccato. Il rischio è quindi quello di finire alle calende greche - e Dio ci salvi dalla Grecia a Bassano - mentre la scadenza della dichiarazione di “pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” della strada da costruire si avvicina ogni giorno sempre di più.
Per questo motivo la giunta Pavan, con apposita delibera, ha voluto tagliare la testa al toro. Almeno si spera. Dal momento che, come afferma la delibera di giunta, “i termini per emanare il decreto di esproprio sono ristretti ed è intenzione dell’Amministrazione definire la posizione con i proprietari che ancora non hanno accettato l’indennità di esproprio proposta”, vista anche “la complessità e la delicatezza della situazione” è stato deciso “di affidare ad un professionista esterno il compito di fare la stima definitiva del valore delle aree interessate dalla procedura espropriativa” ai fini della realizzazione della strada. Ma anche, e soprattutto, al fine “di concludere il procedimento con i proprietari” e “di non lasciar decadere il termine per l’emanazione del decreto di esproprio”.
Riusciranno i nostri eroi a sciogliere il groviglio di nodi che stanno ancora legando l’intera questione entro il fatidico termine del 27 giugno dell’anno prossimo? Staremo a vedere.
E per il momento mi fermo qui. Vi risparmio infatti altri dettagli di questa intricatissima vicenda, per non farvi venire il mal di Mar.
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