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Prendo spunto dal titolo della mostra dei due artisti contemporanei Alberto Scodro e Silvano Tessarollo inaugurata sabato scorso al Museo Civico di Bassano. E ci aggiungo un punto interrogativo. Senza nuvole? Mi riferisco alle condizioni meteo-politiche della compagine Legadipendente che regge attualmente le sorti della nostra città. Non è un segreto che proprio in occasione della scadenza del primo anno di mandato del sindaco Pavan e della sua squadra - e dopo la sordina imposta alle cose pubbliche non emergenziali dalla crisi Covid di marzo e aprile - i “segnali di Palazzo” si siano improvvisamente risvegliati.
Segnali di fumo che trasmettono un certo nervosismo da prestazione, in considerazione dei giudizi espressi a mezzo stampa proprio in occasione della scadenza del primo anniversario di Pavanopoli. Più che le “pagelle” delle minoranze sul governo cittadino - che hanno fatto “sorridere per la loro piccolezza” (sic! dal Giornale di Vicenza) la Pavan - a provocare l'effetto formichiere-sulle-formiche sono state le valutazioni espresse, sempre sulla stampa locale, dal capogruppo della Lega in Regione Nicola Finco.
Non stiamo parlando di un Finco Pallino qualsiasi, ma del padrino politico della candidatura a sindaco di Elena Pavan nella coalizione bassanese di centrodestra. Il quale, in procinto di correre nuovamente alle imminenti elezioni regionali, in questo momento sta bene attento acciocché a Bassano non accadano disastri, o perlomeno problemi aggiuntivi a quelli che la coalizione governante ha già accumulato. E non potendo criticare la sua pupilla (“sta dedicando tutta se stessa alla causa della città”), Nicola Finco ha puntato il dito su coloro che assieme alla Pavan siedono in giunta, in particolare su “alcuni assessori che sembrano non ancora pienamente consapevoli del ruolo importante che ricoprono”.
Foto Alessandro Tich
“Pavan volonterosa ma lasciata sola. Carenze in giunta”: intitolava così il 27 maggio, in virgolettato, il Giornale di Vicenza che oltre a quello di Finco aveva raccolto i pareri dell'ex sindaco Gianni Tasca e della ex eminenza grigia del centrodestra bassanese Sergio Martinelli. Tre Re Magi che non sembrano aver portato al recapito di via Matteotti i doni desiderati.
Per carità: è stato solo un articolo di giornale. Ma è quanto è bastato per scatenare in città il toto-assessore: non tanto nel classico senso delle previsioni sugli assessori “che verranno” (anche se ci sono state pure quelle, in particolare per il referato alla Cultura), ma nel senso dell'individuazione dei componenti della giunta Pavan finiti nel mirino di Finco.
Per le opposizioni di centrosinistra (si legga il nostro articolo “Annus Pavanus”) non ci sono dubbi: in base alle tematiche cittadine considerate “carenti” dal capogruppo leghista in Regione, si tratterebbe proprio degli assessori comunali della Lega, in particolare l'assessore al Sociale Mavì Zanata e quello alla Sicurezza Tamara Bizzotto.
Della finora inconsistente Bizzotto non sono state registrate reazioni ufficiali.
Ha colpito invece, e non poco, l'improvvisa uscita mediatica - la prima in assoluto, in un intero anno - della altrettanto evanescente Zanata, che ha trasmesso alle redazioni un comunicato stampa (da noi riportato nell'articolo “O così o Mavì”) nel quale ha voluto dire la sua sul monitoraggio della situazione nelle case di riposo, casus belli dell'emergenza-Covid bassanese, e ha elencato tutta una serie di iniziative portate avanti dal suo assessorato.
Col doppio risultato di aver fatto notare a qualcuno, da una parte, che diverse di queste iniziative erano già state promosse dall'amministrazione precedente e, dall'altra, di aver fatto arrabbiare il presidente dell'URIPA-Unione Regionale Istituti per Anziani Roberto Volpe (bassanese e uomo di centrodestra) che oggi, ancora e sempre sul Giornale di Vicenza, in merito alle dichiarazioni della Zanata sull'organizzazione sanitaria delle RSA e sui presunti dati delle case di riposo “arrivati in commissione in ritardo e incompleti”, tira fuori un perentorio: “Chi non sa, taccia.”
Dal punto di vista psico-cronistico (oggi ho inventato questa parola) il comunicato dell'assessore al Sociale Mavì Zanata - che al di là del suo ruolo amministrativo è una persona cordiale e un medico stimato - è apparso essere un tentativo di mettere le mani avanti, per la serie “io ci sono e ho fatto questo”, in vista di paventati rimpasti di giunta, conseguenti proprio alle critiche emerse sulla pubblica stampa. È da giorni infatti che soprattutto sui social, dove però si scrive di tutto e il contrario di tutto, l'ipotesi-rimpasto sta prendendo sempre più piede. “Si annunciano importanti novità per l'amministrazione Pavan - ha scritto su Facebook il segretario del Partito Democratico di Bassano Luigi Tasca -. Dopo un anno tutto è ancora fermo, e qualche assessore è in uscita.”
Se si tratti solo di un pio desiderio del referente politico del partito di opposizione oppure di una concreta premonizione delle talpe di Palazzo, lo vedremo presto.
Questo è un momento politicamente cruciale sia per il sindaco Pavan, sia per la Lega di cui il sindaco è espressione, sia per il resto dei componenti della coalizione di centrodestra, felici e contenti di partecipare a tale gestione della cosa pubblica da comprimari.
Un discorso a parte meriterebbe la questione dell'assessorato alla Cultura, ma siccome siamo nel giorno seguente alla Festa della Repubblica, faccio finta di essere distolto dal passaggio delle Frecce Tricolori e, per questa volta, di non ricordarmene.
E a proposito di maggioranza silenziosa. Nell'ultimo consiglio comunale del 28 maggio scorso è accaduto qualcosa di inedito. La maggioranza di centrodestra ha infatti presentato due interpellanze alla giunta comunale. Cioè a dire: la maggioranza che sostiene la giunta Pavan ha chiesto lumi alla giunta Pavan medesima su due argomenti relativi all'amministrazione cittadina. La prima interpellanza, presentata dalla consigliera di Impegno per Bassano Marina Bizzotto, ha chiesto informazioni su una questione di sicurezza stradale ovvero “sugli attraversamenti ciclopedonali all'altezza della Superstrada Pedemontana e relative complanari”, visto che “altri sindaci del territorio si sono fatti cura con l'ente gestore di tutelare la sicurezza dei loro cittadini”, mentre per quanto riguarda Bassano lo stato dell'arte dei rapporti dell'amministrazione con l'ente gestore Superstrada Pedemontana Veneta S.p.A. fino al consiglio comunale era ancora “non pervenuto”.
La seconda interpellanza, presentata dal consigliere della Lega Marco Vidale, ha chiesto invece chiarimenti “sulla situazione del patrimonio immobiliare comunale”, dopo la dichiarazione di inagibilità dell'edificio delle Scuole Mazzini. La notizia nella notizia è che entrambe le interpellanze alla giunta sono state sottoscritte non solo dagli stessi Bizzotto e Vidale ma anche da altri quattro consiglieri comunali della Lega: Giulia Tulini, Roberto Gerin (capogruppo), Nicola Schirato e Paolo Bertuzzo. La qual cosa costituisce un precedente politico da non sottovalutare. “Non è consuetudine - ha affermato in sala consiliare la stessa Marina Bizzotto - che le interpellanze vengano proposte dalla maggioranza.”
Già, non è assolutamente consuetudine.
Arrivando alla conclusione: che la maggioranza consiliare arrivi a richiedere dei chiarimenti alla giunta comunale da lei sostenuta è il sintomo preciso di una cosa.
E cioè che a Bassano “lo scambio di informazioni” tra giunta e maggioranza, e cioè all'interno della stessa famiglia, è quanto mai carente. La partenza per Venezia della Pala di Sant'Anna, appresa da esponenti di maggioranza solo grazie a un articolo di Bassanonet, è solo l'ultimo episodio della serie. Perché non si tratta di una novità. La mancanza di “condivisione interna” tra giunta e maggioranza era stata già lamentata dalla capogruppo della civica #Pavan Sindaco Ilaria Brunelli nell'intervista a me rilasciata ancora il 4 ottobre dell'anno scorso. Nell'occasione la Brunelli esprimeva la sua sofferenza per delle “potenzialità che non vengono utilizzate tutte” e per un “canale comunicativo insufficiente rispetto a tutto quello che Bassano avrebbe bisogno di condividere”. Una improvvisa e momentanea breccia nella maggioranza silenziosa. Da allora - e sono passati otto mesi - le cose non sembrano cambiate e oggi si è arrivati alle prime interpellanze di maggioranza in consiglio comunale.
Dove porterà questa strada? Se si andrà avanti così, sicuramente in un vicolo cieco.
Io non posseggo gli elementi per confermare o confutare il fatto, come da titolo del giornale, che il sindaco Pavan sia “lasciato solo”. Ma se ciò corrisponde al vero, allora qualcuno deve farsi un esame di coscienza e chiedersi se i responsabili siano gli altri oppure se la responsabile sia lei. Nel frattempo la previsione meteo è quella di addensamenti di nubi in arrivo, con possibili rovesci di pioggia sulla città di Bassano.
Il 07 febbraio
- 07-02-2025Sua Emergenza
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- 07-02-2024Sarò lapidario
- 07-02-2024Andante moderato
- 07-02-2023Sì vabbè, però il PD?
- 07-02-2022Academy Award
- 07-02-2022All’erta
- 07-02-2019Inno all'Europa
- 07-02-2018Adiós, Italia
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- 07-02-2014Personale giudiziario a Vicenza: “Lavoro sottopagato e di sofferenza”
- 07-02-2014Popolare di Marostica: nominati vice presidente e Comitato esecutivo
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- 07-02-2012E a Cittadella la telecamera ti “sgrida”
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Segnali di fumo che trasmettono un certo nervosismo da prestazione, in considerazione dei giudizi espressi a mezzo stampa proprio in occasione della scadenza del primo anniversario di Pavanopoli. Più che le “pagelle” delle minoranze sul governo cittadino - che hanno fatto “sorridere per la loro piccolezza” (sic! dal Giornale di Vicenza) la Pavan - a provocare l'effetto formichiere-sulle-formiche sono state le valutazioni espresse, sempre sulla stampa locale, dal capogruppo della Lega in Regione Nicola Finco.
Non stiamo parlando di un Finco Pallino qualsiasi, ma del padrino politico della candidatura a sindaco di Elena Pavan nella coalizione bassanese di centrodestra. Il quale, in procinto di correre nuovamente alle imminenti elezioni regionali, in questo momento sta bene attento acciocché a Bassano non accadano disastri, o perlomeno problemi aggiuntivi a quelli che la coalizione governante ha già accumulato. E non potendo criticare la sua pupilla (“sta dedicando tutta se stessa alla causa della città”), Nicola Finco ha puntato il dito su coloro che assieme alla Pavan siedono in giunta, in particolare su “alcuni assessori che sembrano non ancora pienamente consapevoli del ruolo importante che ricoprono”.
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Per carità: è stato solo un articolo di giornale. Ma è quanto è bastato per scatenare in città il toto-assessore: non tanto nel classico senso delle previsioni sugli assessori “che verranno” (anche se ci sono state pure quelle, in particolare per il referato alla Cultura), ma nel senso dell'individuazione dei componenti della giunta Pavan finiti nel mirino di Finco.
Per le opposizioni di centrosinistra (si legga il nostro articolo “Annus Pavanus”) non ci sono dubbi: in base alle tematiche cittadine considerate “carenti” dal capogruppo leghista in Regione, si tratterebbe proprio degli assessori comunali della Lega, in particolare l'assessore al Sociale Mavì Zanata e quello alla Sicurezza Tamara Bizzotto.
Della finora inconsistente Bizzotto non sono state registrate reazioni ufficiali.
Ha colpito invece, e non poco, l'improvvisa uscita mediatica - la prima in assoluto, in un intero anno - della altrettanto evanescente Zanata, che ha trasmesso alle redazioni un comunicato stampa (da noi riportato nell'articolo “O così o Mavì”) nel quale ha voluto dire la sua sul monitoraggio della situazione nelle case di riposo, casus belli dell'emergenza-Covid bassanese, e ha elencato tutta una serie di iniziative portate avanti dal suo assessorato.
Col doppio risultato di aver fatto notare a qualcuno, da una parte, che diverse di queste iniziative erano già state promosse dall'amministrazione precedente e, dall'altra, di aver fatto arrabbiare il presidente dell'URIPA-Unione Regionale Istituti per Anziani Roberto Volpe (bassanese e uomo di centrodestra) che oggi, ancora e sempre sul Giornale di Vicenza, in merito alle dichiarazioni della Zanata sull'organizzazione sanitaria delle RSA e sui presunti dati delle case di riposo “arrivati in commissione in ritardo e incompleti”, tira fuori un perentorio: “Chi non sa, taccia.”
Dal punto di vista psico-cronistico (oggi ho inventato questa parola) il comunicato dell'assessore al Sociale Mavì Zanata - che al di là del suo ruolo amministrativo è una persona cordiale e un medico stimato - è apparso essere un tentativo di mettere le mani avanti, per la serie “io ci sono e ho fatto questo”, in vista di paventati rimpasti di giunta, conseguenti proprio alle critiche emerse sulla pubblica stampa. È da giorni infatti che soprattutto sui social, dove però si scrive di tutto e il contrario di tutto, l'ipotesi-rimpasto sta prendendo sempre più piede. “Si annunciano importanti novità per l'amministrazione Pavan - ha scritto su Facebook il segretario del Partito Democratico di Bassano Luigi Tasca -. Dopo un anno tutto è ancora fermo, e qualche assessore è in uscita.”
Se si tratti solo di un pio desiderio del referente politico del partito di opposizione oppure di una concreta premonizione delle talpe di Palazzo, lo vedremo presto.
Questo è un momento politicamente cruciale sia per il sindaco Pavan, sia per la Lega di cui il sindaco è espressione, sia per il resto dei componenti della coalizione di centrodestra, felici e contenti di partecipare a tale gestione della cosa pubblica da comprimari.
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Dove porterà questa strada? Se si andrà avanti così, sicuramente in un vicolo cieco.
Io non posseggo gli elementi per confermare o confutare il fatto, come da titolo del giornale, che il sindaco Pavan sia “lasciato solo”. Ma se ciò corrisponde al vero, allora qualcuno deve farsi un esame di coscienza e chiedersi se i responsabili siano gli altri oppure se la responsabile sia lei. Nel frattempo la previsione meteo è quella di addensamenti di nubi in arrivo, con possibili rovesci di pioggia sulla città di Bassano.
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