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La governante
Piccolo esercizio di fantapolitica: ve lo immaginate il sindaco di Bassano Elena Pavan candidato alle prossime elezioni per il parlamento?
Pubblicato il 27 ott 2019
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Oggi, come ogni tanto, ritorno a un mio vecchio pallino: la fantapolitica. Che tuttavia, rispetto al fantacalcio, è foriera di situazioni virtuali meno improbabili.
E questo mio piccolo esercizio di fantapolitica parte dalla constatazione di un dato reale: la schiacciante vittoria di Elena Pavan, in quota Lega e a capo della coalizione di Centrodestra, alle ultime elezioni amministrative bassanesi con il 61,40% dei consensi.
La qual cosa equivale a partire in pole position a un Gran Premio di Formula 1 con 100 metri di vantaggio rispetto ai bolidi in seconda fila nella griglia di partenza.
Fonte immagine: Facebook/Elena Pavan
Poi, nei primissimi giri del circuito di F1 di Bassano del Grappa, vari pit stop, cambi gomme, manovre avventate, scarse comunicazioni tra pilota e scuderia, eccetera, hanno provocato un'andatura che ha ingolfato il motore. E i meccanici stanno lavorando per cercare di recuperare in corsa i 100 metri del vantaggio iniziale.
Proprio oggi scade il quinto mese dall'elezione a sindaco di Elena Pavan (comunicazione risultati: 27 maggio) e la città sta ancora attendendo il cambiamento, come il giro del materasso al cambio di stagione. Il primo cittadino in questa ultima decina di giorni ha comunicato alla stampa le tre cose più importanti uscite dalla sua stanza dei bottoni: il Piano Triennale delle Assunzioni, il Piano Triennale delle Opere Pubbliche e le Linee programmatiche di mandato che ricalcano il programma elettorale di coalizione e che saranno finalmente presentate al consiglio comunale. Ci troviamo tuttavia ancora nell'universo del “faremo” e non in quello dello “stiamo facendo” e Bassano, elettorato di Centrodestra in primis, aspetta e spera di vedere le parole tramutarsi in fatti.
L'ho già scritto con altri termini in un precedente editoriale: non si pretende da un'amministrazione neo insediata che parta in quarta sparata con le cose da fare, ma le promesse roboanti della campagna elettorale e il dichiarato impegno di mutazione genetica della gestione della cosa pubblica innestato dallo slogan “Si Cambia!” hanno creato un'attesa nonché un'ansia da prestazione che fanno apparire ogni giorno di ritardo nell'applicazione della rivoluzione pavaniana come una dose supplementare di aria fritta nel menù del governo comunale.
Dovessi dare un voto in pagella per il primo quadrimestre al nuovo sindaco e alla nuova amministrazione di Bassano - e lo dico sinceramente come elettore, visto che per costoro ho votato -, metterei un'insufficienza. A fare il buono e bravo ragazzo dovrei dare un 6 politico, ma quello è un voto di sinistra e non si attaglia all'argomento. E l'insufficienza è motivata dal fatto che lo studente non si applica. È entrato in classe con un'eccellente promozione all'esame del 26 maggio, ma appare solo voler vivere di rendita su quello straordinario risultato. Questo per dire che la forbice tra crediti e debiti formativi, per restare nella metafora scolastica, si sta progressivamente e inesorabilmente restringendo.
Ma c'è un altro lato della figura pubblica di Elena Pavan che emerge prepotentemente all'attenzione: ed è la sua attività politica come esponente della Lega. Che si interseca con il suo ruolo di sindaco della città di Bassano al punto da rendere difficoltoso il capire dove finisce l'una e dove comincia l'altro. Basta andare nella sua pagina Facebook, che nonostante le varie foto che la vedono immortalata con la fascia tricolore non è la pagina di un sindaco, ma di un politico della Lega che fa il sindaco.
In questo secondo Gran Premio di F1 in contemporanea col circuito di Bassano del Grappa non ci sono cambi gomme o manovre avventate e non ci sono pit stop. Percorso costante e regolarissimo. In questo momento sulla foto di copertina della pagina social del sindaco di Bassano campeggia la scritta “Roma 19 Ott”, che sono il luogo e la data della manifestazione di sabato 19 ottobre contro il governo della Lega e del restante Centrodestra di piazza San Giovanni a Roma, a cui Elena Pavan, assieme agli altri sindaci leghisti del comprensorio, ha partecipato. Con le immagini postate, anche, a testimoniarlo: tra cui la foto dietro al palco con Salvini e un selfie scattato sopra il palco con la folla osannante sullo sfondo. Si tratta solo della più recente di una serie di comunicazioni che sulla pagina Fb del primo cittadino bassanese si riferiscono in maniera esclusiva alla sua militanza leghista. Come ad esempio la condivisione, lo scorso 20 agosto, del post “Tutti con te - #Io sto con Salvini”, con la foto di Salvini corredata del commento “Sempre e comunque!”, nel giorno della annunciata sfiducia del leader della Lega al premier Conte che ha portato allo scioglimento del governo giallo-verde.
Oppure come la partecipazione, lo scorso 14 settembre, con tanto di post fotografico assieme al governatore del Veneto Zaia, all'assemblea di Milano degli amministratori della Lega sempre col capitano Salvini.
Un impegno politico che quel giorno non le ha impedito tuttavia - nel suo ruolo di sindaco e di assessore alla Cultura - di ritornare in tempo nel tardo pomeriggio a Bassano per inaugurare al Museo Civico la mostra fotografica di Fabiano Ventura “Sulle tracce dei ghiacciai” assieme al non-più-Direttore-dei-Musei-Civici-di-Bassano del Grappa-ma-comunque-presente-in-questa-veste Chiara Casarin.
Il clou di Elena Pavan-leghista-che-fa-anche-il-sindaco è però rappresentato dalla sua partecipazione alla mobilitazione di sabato 19 in piazza San Giovanni a Roma, in merito alla quale sulla sua pagina Facebook ha commentato: “Un oceano di gente oggi ha chiesto di andare al voto contro questo governo politicamente abusivo. Bassano c'è!”.
È una di quelle frasi che restano, come “Houston, abbiamo un problema” o come il leggendario giudizio di Fantozzi sulla Corazzata Potemkin.
Dunque il mio sindaco ha espresso un giudizio politico sull'attuale governo giallo-rosso del premier Conte, notoriamente inviso a Salvini & Friends. Stringendo i denti dico che un simile intervento può anche starci, visto che anche i precedenti amministratori comunali in quota PD facevano su Facebook, rispetto al passato governo, la stessa cosa.
Che poi l'attuale governo giallo-rosso sia criticabile, anche duramente, è assolutamente concesso in un sistema democratico. Peccato che, diversamente da quanto sostiene il mio sindaco, non sia un governo “politicamente abusivo”. Non lo dico io, ma i Titoli I e II della Costituzione italiana.
Fin qui nulla di particolarmente strano, nella misura in cui il sindaco Pavan intercetta i sentimenti di pancia dell'elettorato leghista e magari anche del resto del Centrodestra.
Il problema è rappresentato da quel “Bassano c'è!” alla fine della frase.
Quale Bassano? Quanta Bassano? Tutti i bassanesi “sono” Bassano e lo sono quindi anch'io, ma il mio sindaco non mi ha mai chiesto che cosa ne penso al riguardo.
E il permettersi di dire che “Bassano c'è!” non può e non deve rappresentare il sentimento generale e diversificato della comunità amministrata. Al netto poi del fatto che un sindaco deve comunque rapportarsi istituzionalmente al governo centrale, di qualunque colore esso sia, per diversi aspetti inerenti il suo incarico amministrativo.
Sarà stata anche un'esternazione dettata dall'entusiasmo del momento, ma resta un precedente del solito e ritrito concetto del “sindaco di tutti i cittadini” o del “sindaco di tutti i bassanesi” che va a farsi benedire. Elena Pavan è un sindaco della Lega, risponde primariamente alla Lega, pensa principalmente alla Lega e agisce in funzione della Lega. Dopodiché pensa anche alla città, ma guardata con gli occhiali della visione leghista.
Con buona pace delle altre forze alleate di maggioranza del Centrodestra, relegate al ruolo di comprimarie.
Ed è a questo punto, egregi lettori, che arriva la mia fantaipotesi di politica virtuale.
Che tale resta per il momento, benché fondata su dati reali.
E cioè che l'impeccabile militanza di Elena Pavan nel partito di Salvini Premier, a fronte di un incarico da sindaco che presenta invece delle pecche ma garantisce una grande visibilità pubblica e mediatica, possa essere espressione di un più ambizioso progetto di evoluzione politica. In altre parole, amministrare Bassano non come fine di un mandato elettivo ma come mezzo per aspirare a traguardi superiori. Come ad esempio candidarsi, quando avverranno, alle future elezioni politiche per il rinnovo del parlamento.
Non è un'ipotesi peregrina: nella Lega ci hanno già pensato attuali sindaci-onorevoli come Germano Racchella di Cartigliano, che però ha fatto il “viaggio” inverso dalla Camera dei Deputati al Comune, e attuali ex sindaci-onorevoli come Silvia Covolo di Breganze.
Elena Pavan ripartirebbe in pole position come sindaco dell'ottava città del Veneto; potrebbe contare su un consenso alla Lega che da queste parti è comunque duro a morire da parte di un elettorato a cui sa certamente rivolgersi; potrebbe trarre vantaggio dalla costruzione d'immagine che i canali di comunicazione istituzionale del Comune le stanno efficacemente portando avanti e dalla sua avrebbe anche il sostegno di quei referenti leghisti regionali di vertice che hanno giocato un ruolo decisivo nella sua candidatura a sindaco e ai quali sta dimostrando la sua fedele vicinanza in pensieri, parole ed opere.
E chissà che da questi tratti peculiari della nostra governante (nel doppio senso di colei che ci governa e di colei che deve essere a servizio di noi cittadini) non nasca l'embrione dell'onorevole Pavan.
Fine del piccolo esercizio di fantapolitica. Oggi è domenica, passiamo al fantacalcio che è meglio.
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