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La politica del Parampàmpoli
Il rapporto di “odio-amore” istituzionale tra Confcommercio Bassano e l'Amministrazione comunale. Intervista a ruota libera con il presidente della delegazione bassanese dell'Ascom Alberto Borriero
Pubblicato il 13 dic 2017
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Alberto Borriero, come ben sappiamo, è il presidente della delegazione comunale di Bassano del Grappa di Confcommercio. Questo significa che, nell'ambito della Confommercio mandamentale, è lui il rappresentante dei commercianti ed esercenti che operano in questa città. Cordiale negli atteggiamenti e sempre disponibile con la stampa, Borriero non appartiene alla categoria dei presidenti in giacca e cravatta: il suo infatti è un look “alternativo”, in piena sintonia con gli articoli etnici che importa e vende nel suo negozio “Al Tao” in via Gamba.
“Sono articoli a filiera cortissima - afferma -. Li importo direttamente dagli artigiani, senza passare per gli intermediari. Lo faccio dal 2000, siamo stati il primo pre-mercatino ecosolidale in città.”
In quanto a Mercatini, del resto, il presidente dei commercianti bassanesi se ne intende davvero. Per due mesi all'anno, oltre a tutto il periodo di tempo necessario per la preparazione dell'evento, svolge difatti il ruolo di figura di riferimento del Mercatino di Natale di Confcommercio del quale, oltre che anima organizzativa, è anche un fedele espositore. Nella sua casetta di legno non vende però articoli etnici, ma prodotti alimentari e soprattutto due distinti generi di conforto che mesce e somministra agli infreddoliti turisti e passanti. Il primo è l'accoppiata dei tipici liquori all'uovo “Vov” oppure “Bombardino”. “È un progetto che porto avanti da quattro anni con la ditta Molinari Spa, che voleva rilanciare questi prodotti al di fuori dei supermercati - mi spiega -. Ho portato il “Vov” anche a Padova, la città dove è nato.”
Il presidente Alberto Borriero. Foto di Alessandro Tich
Ma il vero “must” che lo vede continuamente affaccendato sulla piastra, con il mestolo e sulle caratteristiche tazzine decorate di ceramica è il Parampàmpoli: l'originale bevanda trentina del Rifugio Crucolo, servita alla fiamma, a base di caffè, distillato di vino, vino, zucchero e miele. “La bottiglia va prima agitata”, rivela Borriero. Poi si prepara il liquore su un pentolino e lo si versa quindi sulla tazzina resa flambé con l'accensione di un fiammifero. Ma attenzione a non attendere troppo prima di berlo, perché la fiamma si sfiamma subito e il Parampàmpoli in poco tempo si raffredda.
E sembra quasi la perfetta metafora del rapporto di “odio-amore” istituzionale tra la Confcommercio di Bassano e l'Amministrazione comunale: fiammate improvvise, con interventi e comunicati stampa al fulmicotone dell'associazione di categoria, e altrettanto rapide sfiammate, con raffreddamento degli animi, alla prima occasione di collaborazione.
A rileggere solo i comunicati più recenti trasmessi in redazione dall'Ascom di Bassano, sembra di trovarci di fronte a un'associazione sul piede di guerra.
Parcheggi (“Le considerazioni della categoria non sono mai prese in considerazione”; “Pare che le nostre idee non collimano mai con quelle degli amministratori”) e futuro centro commerciale Area Pengo in relazione al centro storico (“Ci chiediamo se stiamo parlando dello stesso centro storico che per l’ennesima volta, con questa variante, sarà costretto a subire una nuova ondata di chiusure e rinnovati fenomeni di desertificazione e degrado”; “Questa è solo una scelta miope e poco lungimirante”).
Sono solo gli ultimi argomenti di attualità sui quali il rappresentante dei commercianti di Bassano ha acceso la miccia della polemica.
Salvo poi vederlo tranquillamente a fianco del sindaco Riccardo Poletto, alla presentazione del Mercatino di Natale 2017, e sottolineare la sinergia con l'ente pubblico che da quest'anno vede Confcommercio e Comune uniti in un'azione di comunicazione congiunta sul Mercatino e di promozione coordinata delle iniziative collegate.
Il “Tao”, che dà il nome al negozio di Borriero, è anche il suo soprannome.
“Il Tao è un principio della filosofia orientale - chiarisce - ed è l'unione e l'equilibrio di due elementi opposti, lo Yin e lo Yang.”
Ed è forse per questo che nei rapporti con l'istituzione che governa la città il presidente dei commercianti si muove sul doppio binario della fiammata e della sfiammata, alla ricerca del difficile equilibrio tra lo Yin Confcommercio e lo Yang Amministrazione comunale.
Presidente Borriero, innanzitutto come sta andando quest'anno il Mercatino di Natale?
“Sta andando più o meno come i numeri delle passate edizioni, per qualcuno anche con qualcosa in più. Abbiamo gli stessi successi degli altri anni, nonostante le condizioni meteo avverse del Ponte dell'Immacolata. Gli espositori sono soddisfatti, il format continua a funzionare.”
Anche nelle giornate “morte” di metà settimana?
“Io ad esempio oggi sto vedendo un maggior transito pedonale rispetto a un mercoledì qualsiasi. Il passaggio della gente c'è.”
Quest'anno il Mercatino viene promosso congiuntamente insieme e in collaborazione con Amministrazione comunale. Ma i vostri rapporti con il Comune, come Confcommercio, non sono rose e fiori...
“Purtroppo su molte questioni si confonde il ruolo di Confcommercio e si confonde il mio ruolo come quello di “opposizione all'Amministrazione”. In realtà non lo è. Il mestiere di opposizione è delegato istituzionalmente ad altre persone. Noi come Confcommercio diciamo il nostro punto di vista, sulla base della nostra pluriennale esperienza di conoscenza del tessuto economico e sociale del territorio. È normale che quando si toccano certi temi esponiamo il nostro punto di vista, secondo il nostro modo di vedere il mondo. Se su certe tematiche possiamo andare d'amore e d'accordo, e sono quelle che fanno meno notizia, su quelle invece dove ci sono visioni divergenti ecco che sembra che nasca la polemica.”
Quali sono le tematiche su cui andate d'amore e d'accordo?
“Tutte le piccole soluzioni di beghe e problemi quotidiani, un lampione piuttosto che una fioriera, Etra che non passa a raccogliere la differenziata... Non abbiamo mai riscontrato grosse difficoltà, una soluzione che accontenta un po' tutti (o che non scontenta nessuno) l'abbiamo sempre trovata.”
Quali sono invece le questioni su cui tenete alto il livello di guardia nei confronti dell'Amministrazione?
“Al momento tutto si lega ancora allo studio di Angelo Patrizio, della Confcommercio nazionale, sulla riqualificazione del centro storico. Su questa questione la nostra posizione diventa più critica, perché abbiamo stilato un piano di interventi da fare. Sottolineo “abbiamo”, perché alla stesura del piano hanno collaborato l'Urban Center, l'Amministrazione comunale, il Comitato Centro Storico, le altre associazioni di categoria. Purtroppo la progettualità, per diversi motivi, è ferma al palo e da qui nascono alcune problematiche o prese di posizione per far sì che tutti rispettino la progettualità che abbiamo condiviso. Da un certo punto possiamo dire che la ristrutturazione di via Marinali (che nel piano di Patrizio c'era) è stato un grandissimo risultato raggiunto. Mentre una cosa molto semplice da realizzare come il Piano Pubblici Esercizi, che va a limitare le aperture in centro di attività e bar in una zona dove ormai siamo saturi, è rimasta nel limbo della progettualità, nonostante tutto sia stato fatto ancora nel 2010. Uno studio finanziato dall'Amministrazione comunale proprio per regolamentare questi aspetti. Si sperava nel 2017, ma è ormai evidente che è un traguardo che non raggiungeremo.”
Intanto, col Mercatino di Natale, Ascom e Comune vanno a braccetto...
“L'appuntamento è consolidato. Via via negli anni abbiamo reso sempre più snella l'organizzazione e la realizzazione del Mercatino, che fino al 2011 era in piazzotto Montevecchio mentre adesso siamo qua, sulle due piazze. Quando il nostro lavoro è stato quello di rendere più agevole l'installazione delle casette ho sempre trovato aiuto e competenza da parte degli impiegati dell'Amministrazione, e in particolar modo quest'anno con l'Amministrazione abbiamo curato il progetto di comunicazione condivisa. Il fatto di essere divergenti su certi aspetti non riguarda altri punti di vista. I nostri disaccordi non possono inficiare le cose positive che vengono.”
Allora presidente, la potremmo chiamare “la politica del Parampàmpoli”. Nei vostri rapporti col Comune, e nelle vostre comunicazioni al riguardo, prima agitate la bottiglia e fate la fiammata. Poi, quando è il momento di collaborare, fate in modo che la tazzina si sfiammi e diventi fredda. È così?
“Se dal punto di vista di immagine può passare questo messaggio, garantisco e confermo che su certi aspetti, in maniera costante, c'è un confronto con l'Amministrazione. Dopo la notizia, i confronti continuano in altre sedi. Come il Parampàmpoli, anche la notizia poi si spegne. Però la progettualità continua.”
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