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O così o CG
Il Centro Giovanile di Bassano pensa al futuro: in corso la redazione di un Masterplan per adeguare la storica struttura parrocchiale alle richieste e ai bisogni dei nuovi tempi
Pubblicato il 19 dic 2022
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“Far emergere una “vision” che possa mobilitare non solo la Commissione Masterplan, ma soprattutto una serie di stakeholder del CG, verso attività partecipate di progettazione”.
Ma anche “far emergere la “rete” di relazioni che collega tra loro gli stakeholder del CG attraverso processi partecipativi”.
Eh, già: rieccoli qua, i miei adorati stakeholder. Il Centro Giovanile di Bassano, CG per gli amici, pensa al suo futuro e si aggiorna e modernizza a partire dal linguaggio.
Da sin: Laura Cerantola, Don Andrea Guglielmi e Martina Panzolato (foto Alessandro Tich)
Le due frasi virgolettate di cui sopra sono tratte dal “Report lavoro Commissione Masterplan” del Centro Giovanile ed esprimono i due nuovi obiettivi della storica struttura parrocchiale che vuole “ripensare sé stessa” in funzione dei bisogni sociali, educativi e aggregativi dei nuovi tempi che stiamo vivendo.
“È qualcosa che si sta muovendo da più di un anno al Centro Giovanile. Una fase di studio, riflessione, progettazione, pensiero e rilancio di questo grande spazio che in realtà è una concentrazione di vari spazi.”
Chi lo afferma è Don Andrea Guglielmi, parroco di Santa Maria in Colle - e in quanto tale massimo rappresentante della parrocchia proprietaria della struttura - e abate di Bassano.
Per annunciare il “work in progress” (mi adeguo anch’io ai nuovi linguaggi della situazione) che interessa il futuro utilizzo di quello “che non è solo ed è molto più di un oratorio, aperto da sempre a tutta la città”, l’arciprete abate convoca un conferenza stampa nei locali del Centro che vuole anche essere l’occasione per uno scambio di auguri e messaggi con i giornalisti e le giornaliste che operano a livello locale.
Assieme a lui intervengono tre figure strategiche del processo di riqualificazione del complesso di piazzale Cadorna, tutte al femminile: la coordinatrice del Centro Giovanile Laura Cerantola, la progettista freelance in ambito sociale e culturale nonché referente operativo del progetto Martina Panzolato e l’economa parrocchiale Valentina Bortolotto.
Sono solo alcuni dei componenti (nove in tutto) della già citata Commissione Masterplan il cui scopo è appunto quello di “intraprendere un percorso di confronto sui processi di rigenerazione e riprogettazione del Centro Giovanile” con l’obiettivo della “redazione di un Masterplan che guidi le scelte del parroco, dei responsabili delle attività educative e pastorali e degli amministratori nei prossimi anni”.
A coadiuvare in forma di supporto tecnico nel “processo di identificazione” del CG che verrà si aggiungono anche l’arch. Giorgio Strappazzon, l’economista Paolo Gurisatti dell’Università di Venezia, il sociologo dell’Università di Trento Luca Fazzi e Giovanni Bertin, coordinatore del Corso di Governance delle Organizzazioni Pubbliche a Ca’ Foscari.
Tutti insieme appassionatamente per cercare di delineare il nuovo volto del centro parrocchiale, che sarà il frutto della fase - attualmente in corso - di confronto, di condivisione e di scambio di idee con gli attori, pardon gli stakeholder, della città e del territorio.
“Il Masterplan del Centro Giovanile - spiega ancora Don Guglielmi - è un progetto compartecipato tra i vari soggetti coinvolti, coinvolgendo la città e ponendo la seguente domanda: è capace di futuro questo Centro Giovanile? E se sì, vogliamo immaginare “quale” futuro e dialogando “con chi”.”
“È un percorso - osservano i promotori - che vuole rispettare la genesi e la storia del CG, ma anche aprire questi spazi alle necessità del presente e alle opportunità del domani, coscienti dei cambiamenti demografici, sociali, culturali ed ecclesiali che stanno coinvolgendo anche questo territorio.”
L’operazione Masterplan non è nata dal nulla, ma da una richiesta di provare a coniugare al futuro le attività del CG (che Don Andrea chiama “provocazione”) avanzata proprio dall’architetto Giorgio Strappazzon, nella sua veste di coordinatore locale del progetto europeo di rigenerazione urbana “Making City”.
Il gruppo di lavoro è sorto da lì, ne è scaturita una prima fase di “strutturazione del percorso di ricerca” e dallo scorso settembre e fino alla prossima primavera è in corso una serie di “focus group”, a cadenza media di un incontro a settimana, con i portatori di interesse del territorio locale. Al momento sono stati contattati e invitati ai focus group circa 150 “stakeholder”, suddivisi in 8 ambiti tematici: socialità, sport, cultura, inclusione, imprenditoria sociale, gruppo insegnanti e famiglie, gruppo giovani e “altri attori”.
Da tutto questo “brain storming” (ormai con gli inglesismi, in onore del progetto, mi sto scatenando) di confronto condiviso emergeranno le idee e le proposte progettuali per adeguare e ripensare il Centro Giovanile alle risposte per le nuove esigenze.
Toccherà poi alla parrocchia, “insieme alla città”, fare sintesi e individuare i progetti concreti di rigenerazione della struttura: non solo dal punto di vista funzionale ma, se occorrerà, anche strutturale e cioè con l’eventuale ampliamento e/o realizzazione di nuovi spazi.
Una prospettiva che non viene assolutamente esclusa e che, qualora si concretizzasse, costerà anche un bel po’ di schei.
Ma niente paura: nel “board” delle professionalità coinvolte nel Masterplan c’è anche chi si occupa di “fundraising” (a questo punto un Attestato di Certificazione Inglese non me lo toglie più nessuno), finanziamenti regionali ed europei eccetera.
“Il motivo del Masterplan - dichiara la coordinatrice del CG Laura Cerantola - è quello di chiederci che senso ha oggi e in futuro un oratorio a Bassano e come ripensare la struttura, che dopo il Covid è diventata uno spazio ambito, molto cercato e molto frequentato.”
Sono i capisaldi di una ricerca che, come la definisce l’economa della parrocchia Valentina Bortolotto, “è un percorso inedito per una realtà parrocchiale come questa”.
“Il lavoro che stiamo svolgendo - puntualizza Martina Panzolato - è quello di una più ampia ricerca sul senso del Centro Giovanile, partendo però come pietra miliare dal Patto Educativo che ne regola le attività e dalle fragilità a cui la struttura si rivolge. Coi focus group viene condotta una ricerca sociale “in verticale” senza dimenticare i giovani, beneficiari storici di questo posto.”
“Il Centro Giovanile ha un suo progetto educativo e qui si colloca una intenzionalità educativa che vogliamo continuare - conferma Don Andrea Guglielmi -. Dobbiamo individuare i nuovi bisogni di un contesto. In questo momento siamo a caccia di idee e di un clima di condivisione.”
Avete capito dunque, cari stakeholder? C’è bisogno del vostro contributo di proposta e di pensiero per capire se lo storico centro parrocchiale - da sempre fulcro di attività di incontro, di educazione e di sport - “sia capace di futuro e, se sì, come e con chi”.
O così o CG.
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