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L'incazzaia
Parata di sindaci, di autorità e dello stato maggiore locale della Lega per l'inaugurazione del rinnovato Pronto Soccorso dell'Ospedale di Bassano. Ma il governatore del Veneto arriva con la luna storta
Pubblicato il 19 dic 2019
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Tanto per cominciare, devo dirvi subito una cosa. In tanti anni di professione ho presenziato a una quantità infinita di tagli del nastro. Ma a un'inaugurazione come quella di ieri mattina, che ha sancito ufficialmente l'apertura del rinnovato Pronto Soccorso dell'Ospedale di Bassano del Grappa, non mi era ancora capitato di assistere.
Si è trattato della classica occasione da “tutti insieme appassionatamente”.
Presenti all'appello tutti i sindaci del nostro comprensorio, o i loro assessori delegati, con le loro belle fasce tricolori. Tra il folto pubblico anche le autorità di varia estrazione: sanitarie (vertici dell'Ulss e primari ospedalieri), associazionistiche, finanziarie (Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank, che ha erogato un contributo per la sistemazione di uno dei locali) e delle Forze dell'Ordine. Cospicua, inoltre, la rappresentanza politica dei vertici locali della Lega: l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, il consigliere regionale Nicola Finco, il sindaco di Bassano Elena Pavan che è anche il presidente della Conferenza dei Sindaci del Distretto 1 dell'Ulss 7, l'onorevole Germano Racchella che indossa anche la fascia di sindaco di Cartigliano e l'onorevole Silvia Covolo.
Foto: Alessandro Tich
Menzione speciale, tra gli intervenuti alla cerimonia, per il personale del Pronto Soccorso - medici, infermieri, operatori del Suem 118 -, capitanato dal primario dr. Andrea Favero: sarà anche una frase fatta, ma sono loro i nostri angeli custodi nel momento in cui, come pazienti, ci tocca varcare quella porta. Un nutrito e qualificato gruppone destinato a comporre una degna cornice per l'atteso intervento dell'ospite d'onore della giornata: il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Ma è stato proprio l'intervento del governatore a cospargere sull'inaugurazione una ventata di gelo.
Innanzitutto, Zaia è arrivato con oltre 20 minuti di ritardo rispetto all'orario fissato per l'inizio della cerimonia. “Questo conferma quanto ci serve la Pedemontana”, è stata la sua battuta iniziale. Ma anche finale, perché il governatore del Veneto, solitamente sempre pronto a buttare qua e là qualche motto di spirito, di battute non era tanto in vena.
Durante i vari discorsi di rito, all'esterno dell'ingresso della struttura rinnovata - con gli interventi del commissario dell'Ulss 7 Bortolo Simoni, del sindaco di Bassano Pavan e del primario del Pronto Soccorso dr. Favero -, Zaia è rimasto ad ascoltare con un'espressione del volto simile a quella di colui al quale avevano appena bastonato il gatto. Veramente insolito, per un comunicatore brillante come lui.
Alla fine il commissario Simoni ha annunciato: “Concludiamo con l'intervento del governatore Luca Zaia.” E il governatore, prendendo il microfono, ha pronunciato le seguenti parole: “È meglio che entriamo. Ci sono delle signore che stanno prendendo freddo.” Strana anche questa cosa: il clima, infatti, era abbastanza mite.
Tutti dentro, quindi, per assiepare in ogni ordine di posti la nuova e ampliata sala d'attesa del rinnovato reparto: chi sulle sedie, chi in piedi, chi inginocchiato in prima fila per non ostacolare la visuale a chi gli stava dietro.
È in questa confusa situazione che gli astanti hanno potuto finalmente ascoltare le parole del presidente del Veneto. Dalle quali si è capito subito il vero motivo della ritirata all'interno della struttura. Era successo infatti, qualche minuto prima, che una signora di passaggio, vedendo tutta questa gente e questi politici raccolti fuori in quell'angolo di Ospedale, avesse inveito qualcosa ad alta voce.
Guai inveire o dissentire alla presenza di Luca Zaia: è un reato di lesa maestà.
“La Sanità veneta è un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale, eppure c'è sempre qualcuno che si lamenta - ha esordito Zaia, condannando l'episodio -. A chi non è soddisfatto dei nostri ospedali io gli dico di riconsegnarmi la tessera sanitaria e di andare a curarsi da qualche altra parte.” Il governatore ne ha anche per chi si lamenta della carenza di medici nelle strutture pubbliche per presunta carenza di assunzioni (“i medici non ci sono, ai nostri bandi rispondono medici per il minimo di posti disponibili”) e per chi sostiene che la Sanità veneta pubblica ha abdicato a favore della Sanità privata (“la regione eroga appena il 12% dei finanziamenti ai privati, è la percentuale più bassa d'Italia”).
Il top dell'incazzaia è arrivato però quando è stato il momento di parlare dell'Ulss 7 Pedemontana e dell'Ospedale di Bassano. Si vede che non siamo ancora in campagna elettorale. Così parlò infatti il presidente del Veneto: “I babilonesi rappresentavano il mondo facendo una cartina in cui al centro c'era scritto “Babilonia”. Voi bassanesi si compagni: al centro mettete sempre Bassano del Grappa.”
Un'affermazione riferita al fatto che l'Ospedale di Bassano, nell'ambito dell'Ulss 7 Pedemontana, deve convivere con gli altri due Ospedali di Santorso e di Asiago e sussistono sempre i timori che ciò possa portare a qualche sacrificio nei primariati e nelle dotazioni del San Bassiano a vantaggio degli altri due nosocomi, Santorso in primis. “Abbiamo mantenuto l'Ulss Pedemontana credendo nella specificità di questo territorio - ha tuonato il governatore -. Questa struttura di Bassano si sostiene solo assieme agli altri due Ospedali. Salta uno, saltano tutti.”
Dopo questi rincuoranti messaggi, si è provveduto alla benedizione del nuovo Pronto Soccorso e al taglio del nastro, con successiva visita ai locali ristrutturati.
Tutta la struttura, a cominciare dalla sala d'attesa, è stata riorganizzata in modo tale da migliorare i servizi e l'accoglienza dei pazienti. Sono tre i percorsi dedicati: quello rosso per i pazienti critici con sei postazioni, quello giallo per l'accoglienza infermieristica e gestione dei flussi rapidi, quello verde per i pazienti a bassa intensità di cura ma valutati come fragili o sofferenti. Le postazioni di visita sono aumentate da 6 a 12, tutte dotate di sistema di monitoraggio. Nel reparto Obi (Osservazione breve intensiva) i postazioni sono passate da 8 a 18. Tutte le sale sono dotate di sistema di videosorveglianza e telemetrie per il monitoraggio continuo dei pazienti. C'è un nuovo percorso dedicato per gli anziani fragili che avranno un accesso prioritario al triage avanzato, c'è la nuova “stanza viola” riservata alle donne vittime di violenza e c'è una nuova area dedicata ai piccoli pazienti pediatrici. Sono solo alcune delle novità comprese nel Pronto Soccorso ampliato, ristrutturato e riorganizzato, la cui realizzazione ha previsto un investimento di oltre un milione di euro erogato dalla Regione e ha comportato per quasi due anni dei disagi logistici al personale sanitario e agli stessi pazienti.
Da ieri pomeriggio il Pronto Soccorso dell'Ospedale San Bassiano - che fa fronte a circa 60.000 accessi all'anno, per un accesso giornaliero medio dai 170 ai 220 pazienti - ha cominciato il suo servizio nei nuovi spazi riorganizzati e questo che è comunque un luogo di sofferenza non meritava certo un'inaugurazione così triste.
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