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A proposito di “Made in Italy” enogastronomico e di marketing territoriale. È possibile valorizzare e promuovere il territorio attraverso l'alta cucina tradizionale? Un esempio da Colonia, in Germania
Pubblicato il 30 nov 2016
Visto 4.963 volte
È difficile che un tedesco sappia che cosa siano i peperoni cruschi, oppure la salsiccia pezzente. Ma anche - tanto per andare a casa nostra - l'asparago bianco Dop oppure il broccolo di Bassano. In Germania i ristoranti italiani spuntano a ogni dove, ma se non proponi l'autentica cucina italiana - e la cosa, nella ristorazione “emigrante”, non è assolutamente scontata - i clienti non arrivano. Ma se si ha l'intelligente umiltà di fare la valigia, prendere l'aereo e andare a presentare al pubblico tedesco che cosa significhi realmente il “Made in Italy” nell'enogastronomia, il gioco è fatto.
E per reale cucina italiana si intende l'arte di elaborare tra i fornelli, con sapienza e semplicità, i tradizionali e rappresentativi prodotti del territorio locale. Gli asparagi a Bassano, il radicchio rosso a Castelfranco Veneto, il formaggio Bastardo sul Grappa, i tortellini a Valeggio sul Mincio.
Elementare, Watson. Anzi: alimentare.
La chef di Matera Enza Leone assieme al collega di Colonia Raphael Saloum Doucouré (foto Alessandro Tich)
In questo modo un bacino di utenza come quello tedesco non solo può scoprire delle prelibatezze regionali altrimenti (e fortunatamente) escluse dalla grande distribuzione ma si interessa attivamente, anche in prospettiva turistica, al territorio stesso che le esprime.
Non ci credete? È quello che ho visto con i miei occhi. Andando a Colonia, in Germania, al seguito di Enza Leone.
Enza è una rinomata chef della Basilicata, cuoca e titolare del ristorante “Osteria Pico” di Matera. La quale è partita dal suo ristorante nel cuore dei Sassi di Matera, si è portata dietro i prodotti stagionali freschi e tipici del territorio materano e li ha trasformati in un genuino e al contempo raffinato menù che ha meravigliato i palati dei commensali presenti.
È quanto accaduto lo scorso 25 novembre alla cena-evento “La vera alta ristorazione italiana”, svoltasi al ristorante Sal's Kitchen presso il Rotonda Business Club nel pieno centro della splendida metropoli tedesca.
La serata gastronomica - organizzata da Fausto Castellini dell'agenzia di comunicazione Fare International di Colonia e dal Club Internazionale dell'alta ristorazione ChefHeads, in collaborazione con Rotonda Business Club e con Sal's Kitchen - è stata inserita nel programma della “Settimana della cucina italiana nel mondo” promossa dai ministeri italiani delle Politiche Agricole e dell'Economia. L'evento si è inoltre avvalso della collaborazione dell'Istituto Italiano di Cultura di Colonia, del Consolato Generale d'Italia di Colonia e dell'Enit.
Lo scopo della serata è stato per l'appunto quello di presentare al pubblico tedesco la specificità della più autentica cucina italiana di qualità, legata ai prodotti e alle tradizioni del territorio. Per l'occasione è stata anche esposta in sala una selezione di prodotti gastronomici e agroalimentari del Materano.
Ad attirare in particolare la curiosità dei presenti è stata una tipica e spettacolare forma di pane di Matera, che ha troneggiato su un tavolo quasi a dare il benvenuto ai partecipanti al convivio internazionale. È stato inoltre distribuito materiale informativo e promozionale riguardante la Basilicata e Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
L'arte culinaria di Enza Leone si è ovviamente espressa in cucina, dove la attesa “guest star” (ma non ditelo a lei, perché non ama accendere i riflettori su se stessa) ha potuto contare sulla collaborazione operativa del giovane e affermato chef del Sal's Kitchen Raphael Saloum Doucouré.
Ma le collaborazioni di prestigio non si fermano qui: a dare concretamente una mano nella fase preliminare della predisposizione delle pietanze materane è stato infatti anche Guido Fritz, presidente del Club Internazionale dell'alta ristorazione ChefHeads.
Un dialogo tra i fornelli che ha reso possibile la realizzazione di un menù di altissimo livello: entrée con Pecorino con mousse di peperoncino, Peperone crusco con polpetta di pecorino e rafano e Polpetta di pane con crema di pomodoro all'aglio. A seguire Mousse di baccalà con crema di ceci e Insalatina di spinaci con mandorle tostate. È stato quindi il turno delle due zuppe, “piatti forti” della serata: Zuppa di fagioli borlotti, salsiccia pezzente e castagne e Zuppa di orzo e farro con capriata di legumi e scaglie di caciocavallo.
Quindi Insalata di zucchine, mele e menta e gran finale col dessert di Ricottina con cachi e cannella.
Anche lo chef “padrone di casa” Raphael Saloum Doucouré ha voluto dedicare un omaggio alla gastronomia ospite, con una sua creazione che ha abbinato un boccone di guancia di maiale ai ceci di Matera. Mentre la degustazione della cena, nel bicchiere, è stata accompagnata dall'Aglianico, vino Doc della Lucania.
L'evento è stato salutato dagli apprezzamenti e dal consenso generale degli intervenuti. Soddisfazione per la riuscita della serata è stata espressa dal direttore del Rotonda Business Club Uli Kessel.
Oltre al viceconsole italiano a Colonia Rudy Buzzoni, tra le personalità presenti all'incontro gastronomico si segnala anche il nome del “Maestro dello Zucchero” Georg Maushagen, pasticcere tedesco di fama internazionale e protagonista del primo ciclo 2015-2016 del progetto per il dialogo europeo cultgenuss (www.cultgenuss.eu), giunto appositamente da Düsseldorf.
Notevole anche il riscontro mediatico: alla serata italo-tedesca erano infatti presenti diversi colleghi giornalisti. In più, qualche ora prima, la chef di Matera era stata intervistata da Luciana Caglioti per il canale italiano dell'importante emittente radiofonica WDR Funkhaus Europa, con sede sempre a Colonia, diretto da Tommaso Pedicini e ascoltato dai nostri connazionali in tutta la Germania.
“È stata un'esperienza molto positiva - ha commentato Enza Leone -. Ho conosciuto belle persone e ho fatto conoscere i prodotti del territorio. In cucina ci capivamo anche a gesti e ho sperimentato una bella realtà di serenità e di collaborazione. Sono stati molto accoglienti. E poi non si finisce mai di imparare, ho osservato il loro modo di lavorare anche se fanno una cucina differente dalla mia.” “È stato un lavoro molto armonico - ha confermato Raphael Saloum Doucouré -. Sono stati preparati dei piatti eccezionali. Quello che ha cucinato Enza non lo trovi tutti i giorni.”
Ma non è tutto: perché all'evento è stata anche celebrata la nascita del Forum italo-tedesco per l'enogastronomia “Incontri/Begegnungen”, creato dall'agenzia di comunicazione Fare International di Colonia e dal Club Internazionale dell'alta ristorazione ChefHeads. Il Forum persegue l'obiettivo di promuovere il dialogo culinario italo-tedesco attraverso presentazioni e degustazioni di specialità enogastronomiche dei territori dei due Paesi, abbinate ad eventi specialistici e tavole rotonde nel cui ambito saranno discusse tematiche coinvolgenti il settore italo-tedesco dell'enogastronomia.
Lo scopo delle serate tematiche sarà dunque quello della diffusione di una cucina italiana e tedesca orientata alla qualità, in grado di trasformare ogni piatto in un vero ambasciatore dell'autentica tradizione culinaria del territorio locale e dell'amore per lo stesso.
“Non si tratta, quindi, soltanto di una cucina orientata alla creazione e diffusione di piatti gustosi - spiegano i promotori del Forum -, ma anche di una cucina in cui prevale l‘impegno personale dei singoli protagonisti, volto alla valorizzazione e diffusione della tradizione culinaria dei propri territori.” Ed è una filosofia che l'alta cucina materana di Enza Leone ha rappresentato alla perfezione.
Intanto la promozione territoriale attraverso le specialità del gusto ha già dato i suoi primi frutti. Alcuni commensali presenti alla serata al Sal's Kitchen hanno chiesto, seduta stante, informazioni per prenotare un soggiorno turistico a Matera. E una delegazione coloniese, di cui farà parte anche lo chef Raphael, si recherà prossimamente in visita nella pittoresca città lucana.
E così, senza tanti tavoli di marketing ma con il solo ausilio della buona tavola - amplificato dal dialogo diretto tra le persone - è stato attivato un canale preferenziale di attrattività turistica.
Tutto ciò riportato, concludo con un avviso ai bassanesi: non aspettiamo la manna dal cielo ed apriamoci all'Europa. Per fare in modo che gli stranieri vengano a fare turismo da noi, richiamati dalle nostre eccellenze enogastronomiche, bisogna anche andare da loro.
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