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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

Ma la notte No

Grandi temi e ore piccole: alle 2 di mattina il consiglio comunale di Bassano boccia la proposta di delibera presentata dalle minoranze sulla ripresa dei lavori del Polo Museale Santa Chiara

Pubblicato il 02-12-2015
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Innanzitutto diamo la notizia. Il consiglio comunale di Bassano del Grappa, riunitosi lunedì sera, ha bocciato la proposta di delibera di indirizzo presentata da 8 consiglieri di minoranza e relativa al progetto del Polo Museale Santa Chiara, del cui contenuto abbiamo ampiamente riportato in uno dei nostri articoli precedenti.
La proposta è stata respinta con 11 voti contrari, 8 favorevoli e due astenuti (Gianandrea Borsato del PD e Annamaria Conte del Movimento 5 Stelle).
Rispedito al mittente, pertanto, l’atto consiliare che chiedeva “di attivare, senza indugio, tutte le iniziative che si renderanno necessarie per la ripresa dei lavori di realizzazione del primo stralcio funzionale del Polo Museale Santa Chiara”.

Il cantiere interrotto del Polo Museale Santa Chiara (foto Alessandro Tich)

Un voto a seguito del quale l’Amministrazione Poletto conferma formalmente la sua intenzione: e cioè quella di bloccare definitivamente il cantiere del primo stralcio del Polo Museale, così come da progetto esecutivo (attualmente sospeso, e mai più fatto ripartire, dopo il fallimento della ditta appaltatrice Adico Srl di Maser), per dirottare i 7 milioni e mezzo - e cioè ciò che resta del contributo di Fondazione Cariverona, originariamente destinato al primo stralcio del Santa Chiara - al progetto per la realizzazione di un Teatro Civico.
Ma quello che state leggendo avrebbe dovuto essere un articolo ben diverso, con un ampio resoconto della discussione in aula consiliare riguardo a una delle questioni cruciali che riguardano in questo momento, e in prospettiva futura, la nostra città. Ma per un tale resoconto - per chi ne avrà voglia, tempo e soprattutto pazienza - vi rimando ai verbali della seduta consiliare.
Perché a mezzanotte meno venti, dopo aver seguito senza sosta quasi sei ore di lavori consiliari, il vostro umile cronista, preso da umano sfinimento, ha alzato i tacchi e se ne è andato a casa.
Come già riportato in altro articolo, la proposta di delibera sul Polo Santa Chiara è stata infatti collocata, dall’ufficio di presidenza del consiglio comunale, al dodicesimo e ultimo punto all’ordine del giorno. Era dunque già scritto nelle stelle che se ne sarebbe discusso a tarda ora. Ma anche il concetto di “tarda ora” può avere i suoi limiti di sopportabilità.
La seduta era iniziata con mezz’ora di ritardo per una riunione fra i capigruppo nella quale sono stati concordati alcuni passaggi per velocizzare i lavori consiliari, in vista appunto dell’importante argomento proposto come dessert - anzi, come digestivo - nel menù della serata.
Ma nonostante alcuni punti all’ordine del giorno siano stati accorpati in un’unica discussione e votazione, il dibattito in aula si è prolungato a dismisura.
A rallentare il cronoprogramma, con reiterate reciproche imbeccate tra le due sponde dell'aula, è stata innanzitutto la discussione sui 108mila euro che il Comune deve pagare - per i servizi resi nel 2015 - alla Cooperativa Sociale Avvenire: un esborso che l’Amministrazione ha presentato come voce di debito fuori bilancio, ovvero “imprevista”.
Alle 21.35 il capogruppo di Impegno per Bassano Roberto Marin, primo firmatario della proposta di delibera sul Santa Chiara, ha chiesto di poter anticipare la discussione e il voto sul Polo Museale. Ma è stato stoppato dal consigliere di Più Bassano Bruno Bernardi che gli ha risposto, in sostanza, che l’ordine del giorno era già stato fissato e che c’erano ancora pochi punti da discutere. Al presidente del consiglio comunale Carlo Ferraro è bastato questo unico intervento dai banchi di maggioranza per far proseguire i lavori secondo l’ordine prefissato.
Giunti però al punto 9 all'ordine del giorno - con una mozione sempre delle minoranze riguardante la gestione della pagina facebook istituzionale del Comune e la cancellazione dalla medesima di alcuni post “di dissenso” - la discussione si è protratta alle calende greche, superando la mezzanotte.
Come appreso successivamente, prima di discutere il punto 10 la capogruppo della Lega Nord Tamara Bizzotto ha chiesto nuovamente di anticipare il punto riguardante il Polo Museale. La richiesta, questa volta, è stata messa ai voti: ed anche in questo caso è stata rispedita al mittente.
Onde per cui, dei destini del progetto museale di Viale delle Fosse si è cominciato a discutere solamente attorno all'una di notte. O di mattina, se preferite. Si è così arrivati al voto - su una questione che il dibattito nottambulo non ha potuto più di tanto approfondire - poco prima delle 2.
Il tutto, nonostante la rilevanza del tema di cui all'oggetto, in assenza degli organi di stampa, sfiancati dall'orologio: praticamente in sordina.
Consegnando alle ore piccole la decisione - che pure era già scritta nelle stelle - che conferma di fatto, e definitivamente, il niet dell'Amministrazione Poletto a qualsiasi ipotesi di recupero del progetto Santa Chiara, già finanziato e cantierato per il primo stralcio esecutivo, da parte e a carico del Comune.
Si aprono adesso tre ancora indefiniti scenari.
Scenario numero uno: la non meglio specificata disponibilità dell'Amministrazione pubblica ad affidare la realizzazione e la gestione di un Polo Museale “alternativo” nell'area Santa Chiara (senza cioè il Museo Civico Naturalistico, di competenza comunale) sullo stesso progetto, ma a carico totale dei privati. Sempre che gli eventuali investitori privati, a questo punto, ne abbiano i mezzi e soprattutto ancora voglia.
Scenario numero due: la destinazione d'uso dell'ex caserma Cimberle Ferrari - oggi ridotta ad un cantiere di lavoro interrotto, ovvero un “grande buco” in pieno centro storico, e destinata a rimanere tale a tempo indeterminato - qualora l'ipotesi del Museo totalmente privato non trovasse riscontro.
Scenario numero tre: la costruzione ex novo di un Teatro o l'acquisizione e il riadattamento di un immobile (Sala Parrocchiale Da Ponte o Teatro Astra) per il medesimo scopo. Un progetto per il quale - come da dichiarazione postata su Facebook dall'assessore Giovanni Cunico lo scorso 2 novembre - i 7,5 milioni del contributo residuo di Fondazione Cariverona non sono sufficienti e “serviranno di certo nuovi finanziamenti pubblici e privati da reperire”.
E allora...reset! L'intera questione riparte da zero, con tutte le incognite di cui sopra. L'unica cosa certa e incontrovertibile è quanto è risultato dal responso del voto consiliare circa la volontà del governo cittadino di distinguere il percorso già avviato del Polo Museale - su cui pesano i circa 2 milioni di euro già sborsati dalle casse comunali, e l'altro milione, come minimo, da mettere in preventivo per il resto dei lavori già eseguiti e i futuri contenziosi con le ditte del bando di appalto - da quello della fattibilità e della finanziabilità di un Teatro.
E' pur vero che su tematiche di simile portata, come da sempre ci ha abituato la politica, si può anche trovare un compromesso.
Ma la notte No, come canta Renzo Arbore.

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