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Santa Chiarezza
Due o tre cose sul Polo Museale Santa Chiara. Entro il 30 novembre la decisione sul suo futuro, mentre l'Amministrazione Poletto valuta di sostituire il progetto con l'acquisto della Sala parrocchiale Da Ponte, per farne un teatro
Pubblicato il 11 ott 2015
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Inizio queste righe con una annotazione dal mio taccuino che non avevo mai ancora riportato. Alla visita di un gruppo di amministratori bassanesi dello scorso 5 settembre al MuSe - il Museo delle Scienze di Trento, ottavo museo più gettonato d'Italia con i suoi oltre 1 milione e mezzo di visitatori a due anni dall'apertura - c'è stata una cosa che ha particolarmente colpito chi vi scrive, che è stato testimone della trasferta trentina.
Un'iniziativa che era stata promossa dai vertici del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar, futuro inquilino dell'ancora ipotetico Polo Museale Santa Chiara di Bassano, per illustrare il funzionamento e il sistema di gestione del MuSe e per un confronto informativo riservato col direttore dello spettacolare centro museale nella Provincia Autonoma Michele Lanzinger.
Non si era trattato di certo di un incontro fine a se stesso. La futura “Galleria del Motorismo, Mobilità ed Ingegno Veneto”, evoluzione del Museo dell'Automobile destinata agli spazi ancora di carta del Polo Santa Chiara, intende infatti concepire il suo modello di gestione economico-operativa - come ribadito dal presidente della Fondazione Museo dell'Automobile Massimo Vallotto - proprio sul know-how gestionale del MuSe, con il quale oltretutto i referenti del Bonfanti-Vimar avrebbero già gettato le basi “per uno scambio di saperi e di flussi turistici”. “Una visione e un modo di gestire - aveva detto nell'occasione Vallotto - che possono essere applicati anche nelle architetture del Polo Santa Chiara.” Leggasi: anche nel Museo Naturalistico, ovvero nella nuova sezione naturalistica del Museo Civico, pure destinata al progettato complesso di viale delle Fosse e comprensiva anche dei famosi animali “tassidermizzati” della Collezione Luca.
Un rendering del progetto del Polo Museale Santa Chiara (fonte immagine: lageardarchitettura.it)
Ebbene: quello che nella trasferta trentina ha particolarmente colpito il vostro cronista è stato l'assordante silenzio del sindaco di Bassano del Grappa Riccardo Poletto. Il quale, invitato ad esprimere una valutazione su quanto esposto all'incontro col direttore del MuSe Lanzinger - e cioè un'apertura di collaborazione che potrebbe finanche arrivare a una possibile sinergia tra il Polo Museale bassanese e il “museo dei record” di Trento - si è limitato a complimentarsi con quest'ultimo per i risultati raggiunti. Nessun accenno, neppure “pro forma”, al progetto Santa Chiara.
La qual cosa - pur trattandosi di un'occasione per “apprendere” ed ascoltare e non per anticipare decisioni politiche - mi è parsa sintomatica del disagio con cui questa Amministrazione, analogamente all'Amministrazione Cimatti, sembra affrontare l'argomento del Polo Museale, ereditato controvoglia dall'era Bizzotto e ulteriormente tartassato dalle note vicissitudini di un cantiere attualmente sospeso e abbandonato a se stesso.
Eppure, sul Santa Chiara, i tempi stringono. C'è infatti una data che nel calendario del Comune è segnata col cerchietto rosso fuoco.
Si tratta del prossimo 30 novembre: la deadline entro la quale la Fondazione Cariverona, che ha contribuito con 10 milioni di euro al finanziamento del primo stralcio del Polo Museale, intende sapere - pena il ritiro del contributo - che cosa l'Amministrazione di Bassano è intenzionata definitivamente a fare.
E i casi - per confermare o ricalibrare lo stanziamento - sono due: o viene confermato e portato avanti una volta per tutte il progetto Santa Chiara, oppure l'Amministrazione deve presentare un progetto alternativo, sempre di natura culturale, al quale le casse pubbliche dovranno contribuire per il 25%.
Ed ecco che - come per incanto - spunta la novità, riportata ieri in un interessante articolo del “Giornale di Vicenza”.
Prende infatti corpo l'ipotesi - peraltro già emersa nei mesi scorsi - di abbandonare la prospettiva del Polo Museale per dirottare il contributo di Cariverona al progetto di un nuovo Teatro per la città. Anche perché, come dichiara Poletto al quotidiano locale, “manca un teatro comunale e i bassanesi ce lo ricordano quasi quotidianamente”.
Nulla a che vedere, tuttavia, con una nuova destinazione d'uso per l'ex monastero di Santa Chiara nonché ex caserma Cimberle Ferrari.
Perché l'idea che l'Amministrazione sta seriamente valutando - come rivela l'articolo di stampa - è quella dell'acquisto e della ristrutturazione della Sala Da Ponte del Centro Giovanile, di proprietà della parrocchia di Santa Maria in Colle. Escluse a priori - per motivi soprattutto di costi, ma anche logistici - le ipotesi di riacquisire l'Astra o di adattare allo scopo il Santa Chiara, l'attuale sala teatro e cinematografica parrocchiale, nei desiderata del sindaco, corrisponderebbe alla necessità di un teatro comunale “da ottocento-mille posti”. E anche se su questo nuovo, clamoroso sviluppo “non c'è nulla ancora di definito” le congiunzioni astrali, da via Matteotti, fanno apparire l'ipotesi più che fattibile. Bassano, da una parte, riavrebbe un “suo” teatro. Mentre, dall'altra, la parrocchia di Santa Maria in Colle, che da anni - per voce del parroco ed arciprete abate di Bassano don Renato Tomasi - lamenta l'insostenibilità della gestione delle sue chiese e delle sue strutture, risolverebbe in un sol colpo i suoi problemi economici.
Una “virata” verso un nuovo progetto che, sotto il profilo giuridico e amministrativo, non sarebbe tuttavia indolore. Abbandonare l'ipotesi del Polo Museale, oltre a rappresentare un chiaro segnale di natura politica, vorrebbe dire anche gettare alle ortiche i 2 milioni di euro già spesi dal Comune per il progetto, affidato al gruppo Sintecna Srl di Torino. Sorgerebbe inoltre una nuova e alquanto spinosa “questione aperta” in città: e cioè che cosa fare, a questo punto, dell'area del cantiere di viale delle Fosse, oggi ridotta ad una scatola vuota a ridosso delle Mura.
E' pertanto opportuno, in questo clima da decisioni last minute, che la città sappia. Non a caso il presidente della Fondazione Museo dell'Automobile Massimo Vallotto ha chiamato nuovamente a raccolta i “decisori eletti” del Comune - sindaco, assessori di competenza, capigruppo di maggioranza e di opposizione - nonché i rappresentanti delle categorie economiche e della Fondazione Cariverona, invitandoli ad un confronto diretto sull'argomento, con la formula del question time, da tenersi nelle prossime settimane (prima ipotesi, sabato 7 novembre) in una sala pubblica della città ancora da definire.
Sarà accolto dai nostri amministratori comunali l'invito ad esprimersi pubblicamente - e di fronte alla stampa - sul destino del Polo Museale anche alla luce dei nuovi scenari alternativi emergenti in queste ore?
Sarebbe quantomeno auspicabile. Perché più che Santa Chiara, sulla questione, serve ormai Santa Chiarezza.
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