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“Il boia di Bassano si è ucciso, ma chiediamo ancora giustizia”

Oggi la cerimonia di commemorazione dell’Eccidio del Grappa

Pubblicato il 28 set 2008
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Clamoroso: Karl Franz Tausch, l’ex vicebrigadiere delle Ss ritenuto uno dei due responsabili materiali dell’Eccidio del Grappa del 26 settembre 1944 con l’impiccagione di 31 giovani civili e partigiani, è morto suicida l’altroieri in Germania, proprio alla vigilia della commemorazione del massacro.
Tausch, 86 anni, rintracciato e fotografato nei mesi scorsi da un giornalista de “L’Espresso” nella città di Langen, in Assia, si è sparato un colpo di pistola alla tempia all’alba di giovedì tra gli alberi di un bosco non lontano da casa. Il giorno prima, sul quotidiano nazionale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e su un giornale locale erano stati pubblicati degli articoli che parlavano del suo caso. A suo carico, e nei confronti del suo superiore Karl Heinz Andorfer, più volte dato ancora per vivo ma “ufficialmente morto nel 2003” , gli Istituti per la Storia della Resistenza di Treviso e Vicenza hanno presentato una denuncia formale alla Procura Militare di Padova. Lo scorso agosto, Tausch si era a sua volta “autodenunciato” all’Ufficio Centrale sui Crimini Nazisti di Ludwigsburg, in Germania, presentando una propria “memoria difensiva”.
La notizia del suicidio del “Boia di Bassano” si è abbattuta come un fulmine sulla cerimonia del 64simo anniversario dell’Eccidio, che in Viale dei Martiri e successivamente al Teatro Astra ha visto la consueta partecipazione delle autorità civili e militari, delle rappresentanze degli ex partigiani e degli studenti delle medie e di alcuni istituti superiori del territorio.

La cerimonia del 64simo anniversario dell’Eccidio del Grappa

“Abbiamo appreso in queste ore della morte di Tausch, ma deve essere fatta comunque giustizia - ha detto il sindaco Gianpaolo Bizzotto nel suo intervento all’Astra -. L’amministrazione comunale segue l’evolversi della vicenda, ed è un dovere che dobbiamo nei confronti della città.” L’orazione ufficiale della commemorazione è stata tenuta dalla ricercatrice storica Sonia Residori.
“Molti parlano di pacificazione sui fatti della Resistenza - ha dichiarato - ma non c’è pacificazione senza memoria e senza stabilire la verità”.

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