Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 02-05-2015
Visto 3.248 volte
Quando creava i suoi capolavori 500 anni fa, Jacopo Bassano non avrebbe mai pensato che i suoi dipinti sarebbero diventati, un giorno, la straordinaria e irripetibile cornice di un salone di danza. Non una danza qualsiasi, però.
Perché i movimenti coreografici del progetto internazionale “Dance for Health & Parkinson” - nato in Olanda e dedicato alla pratica della danza contemporanea e allo studio dei suoi effetti sulla salute - sono mirati allo sviluppo di un'importante ricerca sul rapporto di beneficio psicofisico che intercorre tra danza e malattia.
Basato sul principio che “la pratica della danza stimola l'attività mentale e connette la mente al corpo, sviluppando la flessibilità, la creatività, il senso del ritmo e l'immaginazione”, il progetto si concentra in particolare sull'impatto del movimento ritmico individuale e di gruppo sulle persone che soffrono del morbo di Parkinson. Le quali sperimentano strumenti e attività che consentono di vivere un'esperienza di apprendimento, imparando a muoversi anche con limitate capacità motorie e riscoprendo il piacere di poter ricreare nella vita quotidiana quanto appreso durante le sessioni di danza.
Foto Alessandro Tich
E' quanto accade, da un anno e mezzo a questa parte, al Museo Civico di Bassano del Grappa che per due giorni a settimana, il lunedì e il venerdì mattina dalle 9.30 alle 11, si trasforma in un'esclusiva ambientazione di terapia di gruppo. Il programma - ideato e promosso dal CSC Centro per la Scena Contemporanea di Operaestate Festival Veneto e avviato e sviluppato grazie al progetto europeo “Act your Age” vinto dal Centro bassanese - continua regolarmente a proporre le sue lezioni grazie anche all'apporto di due sponsor privati, Fondazione OTB e Nardini. Proseguendo in questo modo lo studio sull'impatto che la pratica regolare della danza può avere sul sistema neurologico, sulle prestazioni fisiche e sullo sviluppo della malattia.
L'iniziativa non è rivolta solamente ai pazienti col Parkinson.
Partecipano infatti alle classi al Museo, tenute dagli istruttori del CSC, anche danzatori, medici e personale specializzato. Col tempo, grazie all'impostazione “open” del progetto, si sono aggiunte anche diverse persone non affette dal morbo, ma interessate a migliorare con l'apprendimento della danza la mobilità e la flessibilità delle articolazioni. Si è creata in questo modo una piccola comunità danzante, che condivide settimanalmente il doppio appuntamento con le classi per il Parkinson e oltre il Parkinson. Con un conseguente positivo sviluppo nelle relazioni interpersonali, che combatte l'isolamento che spesso chi è affetto da questo tipo di malattia tende a sviluppare.
Uno “spirito di gruppo” che è emerso agli occhi del pubblico il occasione della Giornata Mondiale della Danza, celebratasi mercoledì scorso 29 aprile anche a Bassano. Nell'occasione, il Museo Civico - non nuovo a queste iniziative grazie a CSC e a Operaestate Festival - ha dato vita a un vero e proprio “museo danzante” nelle tre sale principali della Pinacoteca e nell'androne prospiciente sala Chiselotti.
Tra i protagonisti dell'evento, proprio i partecipanti al progetto “Dance for Health & Parkinson” che per tre volte nella Sala Dapontiana hanno eseguito una performance di improvvisazione collettiva istantanea, sviluppando il lavoro elaborato durante le lezioni, sull'incalzante musica a moto perpetuo del Boléro di Maurice Ravel. Contemporaneamente, nelle altre sale, decine di altri danzatori - gli insegnati della Rete di danza contemporanea No Limita-C-Tions e i giovani partecipanti ai progetti Lift e Mini-Lift - hanno rappresentato le loro improvvisazioni coreografiche.
Il tutto seguito “in diretta” da numerosi spettatori che hanno avuto anche la possibilità di scattare foto e realizzare brevi filmati con fotocamera o cellulare, da postare con l’hashtag #giornatamondialedanza2015 o inviare in tempo reale sui canali social di Operaestate, arrivando così a comporre una sorta di spettacolo virtuale a cui tutti hanno potuto contribuire.
E non è mancato il gran finale, alle nove di sera, quando tutti i danzatori partecipanti si sono riuniti in un unico supergruppo insieme alla classe di “Dance for Health & Parkinson” per una definitiva interpretazione collettiva del Boléro. Con mani e braccia di tutte le età impegnate a riprodurre, all'unisono, i movimenti studiati per affrontare la malattia.
Emozione pura, in mezzo ai dipinti di Jacopo, tradottasi alla fine in un applauso scrosciante.